LA VERA AUTOCONOSCENZA: I 4 GRADINI

 

chakrasLA VERA AUTOCONOSCENZA:

L’uomo può arrivare ad una reale comprensione di sè come entità terrestre, eterica, astrale e divina analizzando, distinguendo in sé 4 tipi di manifestazione.

1- L’io nel corpo fisico: l’ambiente esterno. Il primo approccio per una reale autoconoscenza si compie constatando la
produzione della vita interiore che si realizza a mezzo del io tramite il corpo fisico.
Il tempo e il luogo in cui sui vive è ciò che ha plasmato e condizionato il nostro essere nei pensieri e nei sentimenti, negli impulsi. Il vivere in questo particolare periodo storico, in una data nazione ha prodotto in noi un determinato atteggiamento interiore, un abito mentale tipico.
L’ambiente in cui si è nati è lo specchio di ciò che si è diventati.

L’interazione dell’io con il sistema neurosensoriale, crea quell’io (l’ego) che sperimentiamo tutti i giorni. Tutto il mondo percepibile, quindi ma anche i colori e le forme della natura esterna, l’inclinazione dei raggi del sole, il clima, tutto ciò che è penetrato in noi attraverso la porta dei sensi è stato a sua volta “capito”, conosciuto, elaborato dal pensare e sentire condizionatoci da idee e le tendenze, da stili di vita, norme e abitudini esterne. Noi giudichiamo e abbiamo giudicato, quindi compreso ogni ente esterno percepito, secondo un impronta dettata da insegnamenti che l’ambiente, la scuola, le istituzioni religiose e i genitori ci hanno imposto.
Si può dire che il sistema di informazione del mondo esterno ha creato in noi un “substrato”, che è quello che noi chiamiamo “nostro abito mentale” nel quale ci identifichiamo, e che sentiamo come ciò che costituisce una buona parte della nostra “persona”. Questo “strato mentale” è il primo ostacolo che ci nasconde il nostro vero essere e ci impedisce la Sua conoscenza, sostituendosi ad esso. Studiare l’ambiente circostante ci dà un primo cenno di cosa in noi non è il nostro io.

2- L’io nel corpo eterico: la famiglia. L’essere nati in una data linea di sangue entro una certa famiglia, che vive in
una data stirpe, ci ha conferito determinati talenti e capacità. Se abbiamo un buon “orecchio” non dipende dalla nostra individualità, ma dalle qualità che appartenendo ai nostri avi, si sono trasferite in noi a mezzo del corpo eterico che ha creato un particolare orecchio.
Approfondire quali sono le principali caratteristiche della razza, della famiglia in cui siamo nati, ci aiuta a liberarci da un secondo “substrato”: ci è possibile “distinguerci” dal processo di identificazione con le qualità che abbiamo ereditato. Smettendo di dire “io” ai propri talenti, cessando di considerarli qualcosa che costituisce il nostro essere contribuiremo a “sollevare”, un secondo velo da noi stessi che oscurava la nostra reale essenza.
Sforzarsi ad usare le proprie capacità non verso ciò a cui siamo predisposti, ma al servizio di interessi che non ci hanno mai stimolato prima (politica, economia, ecc) ci permette di operare l’affiorare in noi di quelle qualità che non sono della famiglia, ma del nostro nucleo eterno.

3- L’io nel corpo astrale: il karma. Veniamo al mondo con brame, passioni e desideri. Compaiono in noi antipatie e simpatie immotivate, innate: esse provengono da esperienze maturate e trasportate qui ora, da vite precedenti. Comprendere gli eventi della vita come parti della logica del destino, come esplicazioni di nessi karmici ci svincola dal 3° velo: dal fatalismo e dall’egoismo.
Conoscere la realtà del’esistenza del destino genera in noi una sensazione di maggiore fraternità: la vita acquisisce un senso diverso, più completo, denso e ampio.

4- L’io nell’io. La conoscenza dell’origine del mondo, del cosmo, la sua destinazione, la comprensione delle leggi e delle entità spirituali nel loro disegno ci porta alla conoscenza del nostro nucleo eterno. La conoscenza del divino che opera nel cosmo, ci conduce a noi stessi.

Sono 4 fasi: riconoscere che i nosti pensieri e sentimenti sono frutto dei condizionamenti in cui viviamo; i nostri talenti e tendenze provengono dall’ereditarietà; i nostri odii, simpatie e antipatie provengono da vite passate. Noi non siamo queste tre cose: ma solo il tramite di un “io” che si avvale di essi per affermarsi. Distinguere se stessi da questi 3 comportamenti è avvicinarsi a se stessi.

Rielaborazione di idee antroposofiche a cura di Tiziano Bellucci, dal testo di R. Steiner “Risposte ad enigmi della vita”,