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LA MANIPOLAZIONE SPIRITUALE OPERATA DAI MASS MEDIA

Per anni ho amato la TV come mezzo, ma anche come fine. Uno dei miei piaceri più grandi era vedermi un bel telefilm, magari sgranocchiando noccioline.

Il potere dei mass mediaSentivo tuttavia spesso parlare della TV come di un mezzo di condizionamento mentale; Pasolini a tal riguardo disse: “niente di più feroce della banalissima televisione”, e pare che anche Berlinguer, quando venne inaugurato il primo programma RAI affermò: “è la fine della democrazia”. Con gli anni ho imparato a capire che in effetti c’era una parte di verità in quello che questi personaggi dicevano. Ma pensavo si trattasse pur sempre di un’esagerazione, perché dentro di me ero convinto che l’ascoltatore avesse comunque un certo senso critico; se un programma non piace – pensavo – basta spegnere la TV.

Ci fu però un momento della mia vita in cui mi resi conto della vastità del problema rimanendo anche scioccato dalla sua gravità; fu in quel momento che mi resi conto che i mass media sono un vero e proprio strumento di controllo mentale della popolazione, uno strumento straordinario e più potente di quanto si immagini; fu quando mi resi conto che giornali e TV presentano costantemente, senza eccezione alcuna, una visione completamente falsa e distorta della realtà giudiziaria. Tutti i casi di cronaca nera presentano sempre come capri espiatori assassini di bassa estrazione sociale o comunque persone che non ricoprono posizioni sociali di prestigio (contadini analfabeti, spazzini, madri casalinghe, studenti), nascondendo la realtà, cioè che i veri assassini sono spesso avvocati, magistrati, ufficiali dei carabinieri, architetti, ingegneri, commercialisti, preti…

Quando un professore universitario uccide la moglie a martellate la notizia non viene riportata dai giornali. Quando un generale dell’esercito uccide la figlia, tutto tace. In altri casi può capitare che ad uccidere sia un gruppo di letterati, artisti, professionisti, comprendenti addirittura il magistrato che coordina le indagini (come nel caso del Mostro di Firenze); quando poi l’opinione pubblica reclama “a gran voce” un colpevole, si trovano quattro contadini analfabeti e il caso è risolto. Mentre i veri assassini scrivono libri sulla giustizia, tengono conferenze sulla legalità e insegnano nelle scuole di polizia.

Resomi quindi conto che, nella realtà, TV e giornali arrivavano a manipolare qualsiasi informazione riguardante la politica, la finanza, la scienza, la medicina e addirittura i delitti, trasformando gli assassini in investigatori, e degli innocenti in assassini, ho capito che la potenza dei mass media come fattore di condizionamento mentale, è superiore a qualsiasi immaginazione.

Riflettendo su questi argomenti, mi sono accorto però che la manipolazione più grave e più grande che viene effettuata in grande stile è un’altra, molto più sottile, e proprio per questo molto più efficace e pericolosa di qualsiasi altra. E’ una manipolazione difficile da smascherare, perché per percepirla occorre essere dotati di una visione spirituale della vita, che la maggior parte della gente purtroppo non ha. Questa manipolazione consiste nel presentarci un mondo completamente privo di parte spirituale.

Il potere dei mass media:

Manipolazione mediaticaPartiamo dal presupposto che la TV ha l’immenso potere di influenzare comportamenti, idee, costumi e addirittura cambiare radicalmente abitudini di vita o credenze. Se, ad esempio, la TV comincia a mandare in onda notizie di rumeni che uccidono italiani, dopo poco tempo si diffonderà un odio diffuso verso i rumeni. Al Qaeda non esiste più dal 2002, ma per il 99 per cento della popolazione esiste ancora. E per la gran parte della popolazione europea, gli islamici sono intolleranti e guerrafondai, e vogliono la guerra santa contro gli infedeli. In compenso, siccome la TV non nomina mai i cinesi, nessuno si accorge che la nostra economia è già stata parzialmente distrutta a vantaggio di quella cinese.

Siccome gli assassini che vengono presentati in TV sono sempre contadini, spazzini, studenti, casalinghe, drogati, la gente normalmente si fa l’idea che i magistrati, i politici, gli architetti, gli avvocati, i commercialisti, non uccidano mai nessuno e nella società si crea quindi la ridicola equazione “professionista = persona per bene”. La TV, insomma, propone modelli di comportamento, ispira stili di vita, e inculca, che ce ne rendiamo conto o no, idee e pensieri.

La mancanza di una vita spirituale nei personaggi della TV:

Nei film o telefilm i protagonisti non hanno mai idee politiche, e men che meno una vita spirituale o religiosa. I vari personaggi discutono tra loro, amano, odiano, uccidono, lavorano, ma stranamente non fanno mai discorsi relativi a religione e politica. Nelle trame di film e telefilm, i personaggi hanno crisi di identità, problemi di coppia, familiari, lavorativi, ma mai hanno crisi religiose o mistiche, non si domandano mai il senso della vita e della morte, non discutono mai di Dio, di Cristo, Allah, o Buddha.

I film sulla vita di Gesù sono diversi in realtà, ma la maggior parte di essi si soffermano solo sugli aspetti formali e biografici della sua vita e nessuno affronta il problema del suo reale messaggio e della diversità di esso rispetto agli insegnamenti precedenti. Men che meno poi si affronta il discorso della sua formazione spirituale prima dei 29 anni, o quello della permanenza del suo messaggio dopo la crocifissione. Anche i film sui vari santi, si soffermano spesso sugli aspetti biografici e poco su quelli spirituali.

I pochi film che trattano di spiritualità sono veramente pochi e spesso incomprensibili per qualsiasi spettatore anche di cultura elevata. Inoltre tali film non vengono mai mandati in onda nelle TV nazionali, mentre i palinsesti continuano a propinare filmetti d’azione privi di significato. Anche nei talk show si parla di politica, di moda, di gossip, ma raramente, per non dire mai, si accenna alla vita spirituale dei vari personaggi che intervengono.

La manipolazione spirituale dei mass media:

La manipolazione spirituale dei mass mediaSe un regista facesse un film sulla vita di Buddha, di Maometto, di Krishna, se si affrontasse l’aspetto della meditazione nella vita di ogni giorno, il giorno dopo la proiezione di film del genere, migliaia di persone andrebbero a cercare un centro buddista, islamico o di Yoga per approfondire gli aspetti spirituali della vita. Se il protagonista di un film o telefilm trovasse la forza interiore per risolvere i suoi problemi in una qualunque religione, migliaia di persone si interesserebbero a quella religione per vedere se davvero sia possibile attingere la stessa forza. Se un film narrasse di una persona nevrotica che trova la calma e la serenità grazie a sessioni di meditazione, il giorno dopo un gran numero di persone andrebbero a cercare insegnanti di discipline spirituali.

Straordinariamente anche la Chiesa cattolica, che in questi anni è intervenuta spesso in materia morale, lo ha fatto solo intromettendosi su aspetti del tutto marginali, e assolutamente non spirituali. Le critiche della Chiesa si sono appuntate sull’eccessiva sessualità nei film, sul fatto che un film fosse favorevole o meno all’omosessualità, ma non sulla totale assenza di valori spirituali nelle opere in circolazione.

Il discorso è identico quando dai film e telefilm si passa a talk show, o programmi di intrattenimento vari. Abbiamo programmi in cui la gente si fidanza, si lascia, litiga, parla di problemi personali, addirittura programmi con cui si realizzano a comando desideri; ma nessun programma parla mai di Dio, dell’anima, di discipline spirituali, Yoga, meditazione, mantra. Banditi quasi del tutto argomenti che riguardano vegetarianesimo o dieta vegana. Ovviamente è anche bandito qualsiasi programma di approfondimento sulle varie religioni del mondo.

Anche per quanto riguarda la carta stampata il discorso è identico. I personaggi principali dei romanzi più famosi sono pervasi da una totale assenza di spiritualità. Romanzi e/o racconti dal contenuto spirituale sono relegati ai margini della letteratura, pubblicati da editori semi-sconosciuti o di nicchia, e oggetto di una pubblicità fatta solo col passa parola. Penso a opere monumentali come il “Vangelo” di Maria Valtorta, o libri stupendi come “Memorie di un esseno” di Daniel Meurois Givaudan. Libri biografici che possono cambiare la vita di una persona, come “Bagliori di un’infanzia dorata” di Osho, “Autobiografia di uno yogi” di Paramahansa Yogananda o “Vita di Siddhartha il Buddha” di Thich Nhat Hanh, che pure hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo, restano sconosciuti ai più.

Le riviste abbondano di consigli dietetici (dieta della pasta, dieta della pizza, dieta solo proteine, diete solo uva, solo pesche, solo albicocche, dieta a punti) ma mai viene approfondito il discorso vegetariano e vegano da un’ottica spirituale. In particolare, lo Yoga viene sempre e solo presentato come una disciplina per stare bene e in forma, ma mai si precisa che lo Yoga è la scienza della meditazione per chi vuole trovare Dio. Yoga significa infatti unione, e in particolare unione con Dio. Analogo discorso vale per la musica di largo consumo, dove i contenuti spirituali, se si fa eccezione per pochi casi, sono del tutto assenti.

Gli attacchi alla spiritualità:

Parallelamente alla privazione di qualsiasi contenuto spirituale, i mass media operano spesso attacchi verso chi potrebbe elevare la spiritualità degli individui. I maestri spirituali che emergono con prepotenza nella società, vengono regolarmente attaccati e viene distorto il loro messaggio. Ai tempi in cui il movimento hippie si ispirava a Paramahansa Yogananda, partì l’operazione mediatica “Charles Manson” e gli hippie divennero automaticamente nullafacenti assassini.

Ai tempi in cui Sai Baba iniziava ad essere conosciuto in Occidente, Corrado Leoni (padre del più famoso Paolo Leoni, in carcere per essere il capo delle Bestie di Satana) uccise una donna di nome Maddalena Russo, e siccome era seguace di Sai Baba, i giornali accosteranno la figura di Corrado Leoni al satanismo e a Sai Baba; da quel momento in poi molti faranno l’accostamento Sai Baba/Satana, e questo maestro spirituale verrà presentato ovunque come un ciarlatano indiano, che faceva finti miracoli per attirare le folle. Di Osho, che verrà assassinato dalla CIA mediante avvelenamento da tallio, le tv e i giornali in genere puntano il loro indice contro le sue 99 Rolls Royce e contro le (presunte) orge che si effettuavano all’interno della comunità degli arancioni.

Per finire, senza che gli stessi cristiani se ne rendano conto, un attacco costante e continuo alla figura di Cristo, è portato avanti dai mass media, ogni volta che si presenta al mondo il volto meno presentabile della Chiesa: cardinali bigotti, discorsi demenziali sul sesso e sulle parolacce, preti pedofili ecc., ovvero tutto il peggio che il cristianesimo ha prodotto. Operazioni il cui vero obiettivo è allontanare la gente da tutto ciò che è Dio, religione, spirito, anima, senso della vita.

Gli obiettivi della manipolazione spirituale:

Gli obiettivi della manipolazione spiritualeQuesta manipolazione spirituale ha due obiettivi, uno mediato e uno immediato. Il motivo immediato è evitare che la gente si faccia domande, che effettui ricerche interiori, che indaghi il motivo per cui l’uomo è sulla terra e si addentri nei misteri dell’anima. Il motivo mediato è la creazione di una massa di persone schiave del sistema e docili al volere di chi comanda. La creazione di una popolazione dotata di una forte spiritualità infatti provocherebbe il collasso del sistema capitalistico, e il potere non avrebbe più armi per rendere schiavo il cittadino.

Osho, Krishnamurti, Gurdjieff, Tolle, Evola, De Mello, Sai Baba, Yogananda, Aivanhov, Steiner, Guenon, Padre Pio, erano giganti dell’umanità e totalmente inattaccabili dal sistema in cui viviamo; e persone che ragionassero seguendo le loro linee di pensiero non sarebbero più pecore, ma esseri pensanti.

Infine, penso che la vera ragione per cui i media non parlano mai del dibattito secolare tra Chiesa e Massoneria, non sia quello di nascondere la trama di poteri occulti che governa il mondo, ma sia quella di evitare che la gente si faccia domande che riguardano la spiritualità; la lotta tra Chiesa e Massoneria nei secoli (compresa la lotta tra Chiesa e Templari) è in realtà una lotta spirituale, che aveva – ed ha ancora oggi – come obiettivo le coscienze dei popoli, e il sistematico appiattimento di ogni aspetto spirituale nella vita delle persone.

Gli effetti di questa manipolazione in particolare sono i seguenti. Innanzitutto il cittadino ignorante è docile al sistema, mentre la persona che ha sviluppato una forte spiritualità non è controllabile dal sistema. Qui il mio pensiero corre ai primi cristiani che preferirono morire piuttosto che cambiare religione; ai catari che si fecero sterminare piuttosto che obbedire al papa; ma con esempi minori penso a Rino Gaetano che sapeva i rischi che correva, ma non ha rinunciato a mettere in musica, sotto forma simbolica, quello che sapeva del sistema. La persona priva di spiritualità aderirà sempre alle richieste del sistema con la scusa dei figli, del lavoro, della famiglia; una persona che vive in una dimensione spirituale piena, sa che esistono anche altri fini nella vita.

Inoltre siccome la conoscenza è potere, tenere milioni di persone all’oscuro delle verità spirituali più importanti, equivale ad avere un maggior controllo su di loro. Le persone che ricoprono posizioni di vertice nella società, infatti, sono spesso a conoscenza di certi concetti e dominano informazioni completamente sconosciute ai più. Mentre nei mass media si relega l’esoterismo a una questione da mago Otelma o mago Silvan, i grandi della Terra sono spesso esperti di esoterismo e dotati quindi di una forte spiritualità. Una spiritualità magari negativa, nera, satanica direbbe qualcuno, ma comunque una spiritualità che li rende diversi dalla maggior parte delle persone. E’ noto che tutti i presidenti degli USA sono stati e sono massoni; Hitler, come è altrettanto noto, faceva parte e si avvaleva della società Thule ed era molto interessato ai temi esoterici. In linea di massima sono massoni, praticano e studiano discipline esoteriche, la maggior parte delle persone del mondo della politica e dello spettacolo.

Infine, si rende impossibile alle masse la comprensione dei meccanismi dei principali avvenimenti della storia e della politica. La totale ignoranza sul significato di termini come “spiritualità” e “esoterismo”, rende impossibile capire perché avvengano certe guerre, perché si facciano determinate scelte politiche, e il motivo di alcuni accadimenti di natura politica.

Non si può capire il conflitto con l’Islam senza prendere in considerazione la parte spirituale ed esoterica della questione. In un colloquio avuto tempo fa, Fausto Carotenuto (ex funzionario dei servizi segreti, ora dedito ad attività spirituali) mi disse che non si possono spiegare le guerre senza capirne la parte esoterica e spirituale. Le motivazioni del conflitto infatti, siano esse quelle ufficiali o quelle meno note tipicamente complottiste, non reggono ad una prova logica e dei fatti. Gli USA infatti sanno bene che gli stati islamici non userebbero mai la bomba atomica o altre armi contro la Nato, perché come conseguenza tutto il mondo islamico verrebbe spazzato via in un soffio; il conflitto non ha ad oggetto il petrolio, perché le società petrolifere mondiali sono già praticamente sotto il controllo delle multinazionali occidentali; il terrorismo non è un problema perché i nostri servizi segreti hanno mezzi e uomini a sufficienza per impedire attacchi terroristici; non esiste insomma un motivo logico al mondo per una guerra all’Islam, che può essere spiegata invece unicamente sotto il profilo esoterico e spirituale.

Pensiamo, in Italia, al caso Moro: non si rapisce un personaggio politico della statura di Aldo Moro per 55 giorni, creando un casino unico al mondo, solo perché questi era un personaggio scomodo e voleva il compromesso storico e l’apertura a sinistra; in altre parole, non si pone in essere un evento come quello, senza una regia di altissimo livello e senza ragioni diverse da quelle meramente politiche, che possono essere spiegate invece in termini esoterici, e inquadrando tutto il fatto, nell’ambito di un processo di politica internazionale, che prendeva le mosse da decenni prima, e che continua ancora oggi.

Conclusioni:

La manipolazione spirituale è molto difficile da smascherare, non può essere percepita facilmente perché occorre in primo luogo essere dotati di una visione spirituale della vita, e poi occorre analizzare molto bene il sistema dei mass media. La maggior parte delle persone ha della religione un’immagine solo formale. Per rimanere in Italia, una parte dei cittadini si definisce cattolica o cristiana solo perché va a messa la domenica, o addirittura solo a Pasqua e a Natale. Un’altra parte si vanta di essere atea e di non credere in nulla. Si può dire quindi che la gran parte delle persone non ha una propria vita spirituale e non sa neanche cosa essa sia. Quindi ai propri figli non insegna il significato della vita e della morte, perché non lo conoscono loro stessi. Anche con gli amici si discute sempre e solo di calcio, auto, vacanze, lavoro, al massimo si toccano sentimenti, politica e giustizia.

La gente non potendo accorgersi quindi dell’assoluta assenza di contenuti spirituali in ciò che vede o legge, senza saperlo forma le sue idee, le sue aspirazioni e i suoi comportamenti, su ciò che sente in TV o nei mass media. Nessuno ci insegna, fin da piccoli, la verità molto banale che il parametro di realizzazione dell’individuo deve essere la felicità individuale, non gli aspetti materiali della vita, e soprattutto nessuno ci insegna come realizzare questa felicità senza tali aspetti materiali.

La totale assenza di valori spirituali dalla vita quotidiana di tutti, fa sì che non si percepisca il reale problema di fondo della politica, cioè che una società completamente priva di parametri spirituali nelle proprie scelte è destinata al fallimento. In fondo, la crisi che è in atto e i disastri che stanno avvenendo sono unicamente il risultato della totale assenza di spiritualità nella cultura occidentale; una spiritualità che anche la Chiesa cattolica ha ridotto a dilemmi come “aborto sì o no”, “crocifisso nelle scuole sì o no”, non contribuendo a mettere in luce tutto ciò che nell’uomo è più importante, ossia l’anima.

Tutto ciò è portato avanti, secondo un disegno ben preciso da parte dell’élite dominante, il cui fine è chiaro solo a chi ragiona in termini spirituali e colloca gli eventi – singoli e collettivi – in una dimensione globale e millenaria. Trasformare le masse in una comunità di zombie, il cui unico fine sia avere un’auto di grossa cilindrata e una bella casa, che prediliga certi lavori a discapito di altri, che vesta in modo giusto, si comporti in modo giusto, mangi cibi giusti, il cui unico svago sia uscire a cena fuori, mangiando in una serata quello che potrebbe sfamare un intero villaggio africano per una settimana; docili al sistema perché con la minaccia di perdere il lavoro e la casa, saranno costretti a subire umiliazioni, ordini demenziali, commettere infrazioni; una moltitudine di schiavi del sistema che lavori sei giorni su sette, affinché il settimo giorno possa uscire dalle città ammassata come in un formicaio, per invadere supermercati d’inverno e spiagge d’estate, affinché in età pensionabile possa dire: “l’ho fatto per i miei figli”, affinché poi i figli possano dire la stessa cosa, in una ruota senza fine in cui mai nessuno possa dire a se stesso: “questo l’ho fatto per me stesso” o anche “l’ho fatto per l’umanità”.

Il risultato è una schiera di intellettuali che hanno biblioteche di migliaia di volumi, che conoscono la letteratura, la storia, la filosofia, la psicologia, che hanno letto Marx, Freud, ma che, se gli domandi “perché viviamo e moriamo o se esiste Dio”, non sanno cosa rispondere, e nemmeno sanno rispondere alla più banale domanda: “qual è la cosa più importante da insegnare ad un figlio, e che per prima cosa dobbiamo conoscere e imparare noi stessi?”

Articolo di Paolo Franceschetti

Tratto da: “La manipolazione spirituale dei mass media” di Paolo Franceschetti

Fonte: paolofranceschetti.blogspot.it/2012/07/la-manipolazione-spirituale-dei-mass.html

LA TERAPIA DEI SUONI

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Le valenze della musica vanno ben oltre l’aspetto ludico e ricreativo. Nuove ricerche in campo medico ne hanno ormai accertato gli effetti curativi sugli individui. Oggi, di musica si può anche guarire.
È noto a tutti come la medicina primitiva, istintuale, empirica o magica e le religioni arcaiche, che erano e sono le depositarie dell’arte medica, usino la musica per ottenere quei fenomeni di allucinazione collettiva e di trans individuale che sono il fondamento di tutte le pratiche più antiche e rituali. 
Il ripetersi in esasperante ed ipnotica monotonia di due note fondamentali con un’unica variazione del ritmo, porta lentamente ad una anestesia psichica, ad una perdita di controllo della personalità, ad uno stato psicologico alterato che favorisce lo svolgersi delle pratiche terapeutiche primordiali.
Esse corrispondono infatti all’espulsione dal corpo del malato del demone che ha causato la malattia fino alle più complesse pratiche della medicina animistica che ricerca nella musica la perdita della coscienza e della personalità del “paziente” per ottenere lo scambio della sua anima ed ingannare così lo spirito malvagio che lo possiede.
Un  altro  esempio  di  grande  interesse  per  le  proprietà  terapeutiche  del  suono  ci viene dalla medicina sacerdotale greca. Infatti, nei Templi la guarigione miracolosa avveniva nel sonno e nell’ipnosi ed entrambi erano favoriti da musiche e danze sacre.
Oggi, soprattutto nella medicina ad orientamento psicosomatico possiamo ritrovare il connubio musica-medicina dove il farmaco sonoro interviene su tutto il corpo attraverso il ripristino di un’armonia fisica e psichica perduta.
Ma bisogna riconoscere che anche la scienza medica ufficiale (soprattutto negli USA, in Canada, in Australia e in Francia) già da molti anni ha iniziato ad investire nella ricerca di terapie alternative in cui i suoni vengono utilizzati con notevole successo nel campo dell’anestesia per mezzo delle applicazioni analgesico-musicali.
Il loro uso si applica pure alla rieducazione motoria in ortopedia, ma anche come vera e propria medicina in campi notevolmente estesi della neuropsichiatria (forme di nevrosi e psicosi o nei casi di autismo) o ancora più semplicemente come tonico durante interventi chirurgici o nel corso di sedute dentistiche o psicanalitiche.
Rimanendo in campo neuropsichiatrico è importante sottolineare come in certe sedute mediche le varie reazioni suscitate nei pazienti sottoposti all’ascolto di musiche o di suoni diversi possa condurre gli specialisti a formulare o convalidare giudizi diagnostici e prognostici.
Recentemente, poi, sono sempre più frequenti i tentativi di utilizzare la musica per favorire l’immaginazione, la concentrazione, la meditazione, la capacità apprensiva alla lettura oppure alla proposizione di quesiti matematici.
Lo studio del suono, inoltre, ha stimolato scienziati di ogni disciplina a riconsiderare l’ambiente in cui vive l’uomo moderno e quindi a riformulare un nuovo paesaggio sonoro privo di quei suoni e rumori che sono propri della civiltà attuale.
Un habitat in cui l’individuo possa finalmente vivere in armonia con gli elementi naturali, entrare in risonanza con gli altri per giungere ad una visione più evoluta dei rapporti e dei valori sociali.
Per il momento, in attesa di nuove città da costruire, la musica può aiutarci ad entrare in contatto con la nostra Anima e superare la pura materialità.
L’ascolto di particolari composizioni appropriate, alcune delle quali contenenti una miscellanea di musica e suoni che inducono ad un rilassamento subliminale di intensità intorno ai 30 decibel (una melodia piacevole da ascoltare può arrivare a 90 dB), è uno strumento utilissimo per verificare la nostra rispondenza ad essa.
Anche la scelta di brani nel campo della musica classica, particolarmente indicati per contrastare lo stress, l’ansia o la depressione, aiuta ad apprendere, osservare e a riconoscere da soli il modo in cui il corpo e la psiche reagiscono alle diverse sollecitazioni sonore e quindi ad ottenere effetti migliorativi non soltanto a livello organico ma anche psicologico e spirituale.
In definitiva, un vero e proprio farmaco musicale da tenere in considerazione, che può riportare nelle menti in tumulto la calma e l’equilibrio indispensabile per una vita serena.

Maurizio Torretti da “lifegate.it
Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it

 

Maurizio Torretti da “lifegate.it”

PASSATO, FUTURO O PRESENTE?

passato-presente-futuroCon la mente ci ritroviamo spesso a rivisitare il passato. Ma è molto pericoloso indugiare troppo nel passato. Se costantemente ci compiangiamo per non essere stati in grado di fare determinate cose come avremmo dovuto, o se siamo sommersi dal rammarico e dalla vergogna per errori che abbiamo fatto, rischiamo di farci del male interiormente e di conseguenza ne subiremo le conseguenze sul nostro stato di salute. Questo accade quando  non riusciamo a liberarci delle esperienze negative dal passato che ci rendono timidi ed impauriti, o se ci sentiamo vittime perché veniamo da un passato fatto di traumi o abusi. Inoltre, bisognerebbe consapevolizzare l’impossibilità di andare indietro nel tempo per porre rimedio a qualcosa. A volte vorremmo far andare indietro l’orologio e rifare certe cose. Forse pensiamo al ritorno perfetto, molto tempo dopo il momento giusto; forse c’era una persona speciale a scuola che avremmo voluto conoscere ma non lo abbiamo fatto; forse abbiamo detto qualcosa di cattivo a qualcuno che amiamo e adesso faremmo qualunque cosa per non averlo fatto. Purtroppo, il tempo scorre in una sola direzione –  e noi mortali non possiamo tornare indietro.

E che dire del futuro? È il paese non scoperto, il capitolo non scritto. Il futuro contiene tutti i nostri sogni e timori, aspirazioni e delusioni, potenziali vittorie e possibili sconfitte. È la misteriosa ed incerta regione del domani. Guardare avanti vuol dire anticipare e speculare circa il futuro. Tutto ciò rappresenta il pericolo di preoccuparsi eccessivamente di quello che deve ancora venire – specialmente a scapito della nostra capacità di agire o di mantenere la pace interiore. Molti di noi hanno avuto l’esperienza di preoccuparsi all’infinito per un compito, un discorso o un’intervista di lavoro imminenti. Pensiamo a tutte le cose che possono andare male. La notte non possiamo dormire perché siamo troppo nervosi per il giorno seguente. Così cosa accade quando arriva il momento della prova? La nostra incapacità di rilassarci ci allontana dal genio creativo del Tao. Non riusciamo ad essere al nostro meglio. Non riusciamo a trasformare tutta quell’energia nervosa in azione efficace; invece, si trasforma in tensione e stress.

Ed infine il presente. Anche se l’istante attuale è oltre la nostra comprensione, il paradosso dell’esistenza è che il presente è ciò che viviamo. Effettivamente, è tutto quello abbiamo sempre avuto. Non possiamo mai avere il passato o il futuro; uno è andato irreparabilmente e l’altro deve ancora venire. Il presente è qui ed ora ed è nostro completamente e senza riserve. Nessuno può prendercelo e solo noi abbiamo il potere di decidere come usarlo. Quindi solo nel presente esiste la Verità, quella che rende liberi. Passato e futuro sono solo catene della nostra mente. Il presente rappresenta la bellezza, la grazia, l’energia e la vitalità. È sempre là, sempre disponibile per coloro che hanno la capacità di vederlo e sperimentarlo.

Per esempio, in questo stesso momento possiamo attivare la nostra consapevolezza e sentire questo miracolo della comunicazione che permette lo scambio fra noi di pensieri e idee. Possiamo sentire come sia stupefacente che questo collegamento tra persone sia possibile. C’è una magia e una bellezza meravigliosa che difficilmente possiamo esprimere a parole.

Usciamo e poniamoci in comunione con la natura. Restiamo testimoni silenziosi dell’opera del Tao. Percepiamo la realtà come un’interazione infinita delle forze naturali, operanti intorno a noi così come dentro di noi. Dalla sfera macrocosmica a quella microcosmica, sentiamo come i processi naturali seguono il loro corso, regolati da un principio intrinseco che è al di là della nostra comprensione.

Vi è così tanta bellezza e bontà in ogni singolo momento che, se dovessimo sentirla tutta, ne saremmo sopraffatti.

Afferrare il momento. Così facendo, siamo coscienti del presente, dirigiamo la nostra attenzione al flusso che si muove attraverso di noi e scegliamo di immergerci completamente nel fiume dell’eterno presente.

Assaporiamo completamente la realtà. Così facendo, cominciamo ad apprezzare il miracolo dell’esistenza e a notare una bellezza che è sempre presente dovunque rivolgiamo lo sguardo. Ciò riempie il nostro cuore di gioia e di gratitudine.

Per la gran parte del tempo, la maggioranza di noi ha difficoltà ad entrare in quella condizione di coscienza che ci permette di afferrare la realtà e di assaporare il momento. Ci sono ostacoli che ci bloccano.

Il maggior ostacolo è la mancanza di consapevolezza. Molta gente vive ogni giorno rimpiangendo il passato o preoccupandosi per il futuro, ignari del tesoro del presente che già possiedono. E’ come se l’uomo fosse così occupato a guardare indietro o avanti da non notare il delizioso frutto proprio vicino a se stesso.

Come fare per vivere pienamente il presente? Mettendo in pratica la Legge delle due “A”: Attenzione ed Accettazione.

Sembra semplice mentre ne parliamo, ma pensiamo ad alcune persone che conosciamo; sono così concentrate sui soldi che non si prendono mai il tempo di godersi la vita. Se le osserviamo, possiamo vedere che non riescono a rilassarsi neppure quando hanno terminato un compito. Per esempio, in vacanza non possono smettere di pensare all’ufficio.

So di un signore la cui fissazione era il mercato azionario. Era un trader che seguiva il mercato minuto per minuto. Quando gli amici comunicavano con lui al telefono, potevano sempre indovinare quando i valori delle sue azioni scorrevano sullo schermo del suo computer, perché le sue risposte diventavano improvvisamente molto più lente, come se fingesse di ascoltare. Questo era chiaramente un caso dove il forte attaccamento alle cose materiali avevano completamente distrutto la capacità di godere delle conversazioni con i vecchi amici – una delle cose migliori della vita.

L’altro elemento, ugualmente importante, è uscire da se stessi, esplorare. La zona di sicurezza può essere comoda, ma non offre niente di nuovo. Per ottenere i migliori risultati, dobbiamo avventurarci oltre il familiare, puntare ad un premio che possiamo vedere ma non possiamo afferrare.

La vita esplora continuamente nuovi territori, prende dei rischi e va in posti in cui non è stata prima. Se facciamo lo stesso, scopriremo ben presto che la vita è gioiosa ed emozionante e piena di possibilità. Vedremo che vivere nel presente è sia facile che divertente.

Ora poniamoci alcune domande:

  • Quali sono i miei attaccamenti? Quali sono le cose che da cui non riesco a staccarmi? Di quali attaccamenti sono disposto a liberarmi, per vivere la mia vita pienamente?
  • Sto imparando qualche cosa di nuovo? Sto conoscendo nuove persone? Sto facendo qualche cosa non ho fatto prima? Che cosa potrei studiare per divertimento? Quali progetti interessanti potrei intraprendere?

Le nostre risposte indicheranno la strada da seguire. Formuliamo di conseguenza il nostro piano d’azione.

Seguendo il nostro piano d’azione per vivere consapevolmente il presente, troveremo sempre più facile smettere di vivere nel passato o di preoccuparci eccessivamente per il futuro. Godendo maggiormente il presente, scopriremo inoltre che i ricordi sgradevoli o persino dolorosi non ci toccano più; le preoccupazioni e i timori sulle incertezze future non ci paralizzano più.

Scopriremo che il presente è letteralmente un presente meraviglioso. È un regalo miracoloso pieno di pace, di soddisfazione, di energia e di entusiasmo.

Cominceremo a renderci conto che l’unico requisito per meritarci un tal regalo è accettarlo e goderlo. Saremo stupiti che vi sono persone che non ne approfittano. Alcuni neppure comprendono che hanno questa possibilità. Non lo riconoscono come loro diritto di nascita, e neppure ne comprendono il valore inestimabile.

Raccogliamo i nostri pensieri nuovamente dentro di noi. È tempo di dischiudere il nostro presente.

Buon fine settimana e buona vita nel presente per tutti

Giuseppe Bufalo

Fa che la tua vita sia come una rosa, che si esprime silenziosa nel linguaggio del profumo.(Shri Sathya Sai Baba)

MEDITAZIONE ATTIVA PER RAFFORZARSI INTERIORMENTE

iside (2)
Quando ci si sente veramente ASFISSIARE anche al semplice incontro o contatto casuale con le vibrazioni emesse dal MATERIALISMO
che in questi ultimi secoli si è impossessato della Mente \ Pensante \ Collettiva, significa che si sta avvicinando IL MOMENTO
in cui dal VOSTRO CENTRO INTERIORE inizierà ad uscire un grido inarrestabile, una specie di DOLORE \ SORDO \ REALE
che ogni volta andrà ad infrangersi contro tutti i ” NON SI PUO’ “,
” QUESTA COSA NON VA BENE “,
” NON BISOGNEREBBE PENSARE COSI’ “
” MA CHISSA’ COSA DIRANNO GLI ALTRI “….ETC…ETC…

Mentre in VOI sta maturando la CERTEZZA DI UN GRANDE ABBAGLIO che sta strappando le ALI DELL’UMANITA’,
non riuscite a trovare nè il modo \ nè le parole \ per infrangere quella barriera invisibile, quel muro di regole non scritte che hanno trasformato LA VITA in una prigionia costante \
IN UNA CONDANNA ALL’ERGASTOLO DALLA QUALE SOLO LA MORTE
SARA’ IN GRADO DI FARVI EVADERE !!! O NO ?!

Ma non abbiate paura perchè esiste la SOLUZIONE, CIOE’ LA VIA D’USCITA DALLA PRIGIONE CHE VI STA SCHIACCIANDO VERSO IL BASSO,
prigione che ( vi renderete conto durante il CAMMINO ) è solo una strategia DELL’EGO per mantenersi vivo alimentando la VOSTRA PALUDE D’INCERTEZZE…..

AMICI E AMICHE lo so che molti di VOI non sopportano più
quest’impossibilità di VOLARE questo muro che vi impedisce di GRIDARE
QUANTO SIA STRETTA E ANGUSTA LA PRIGIONE :

BENE \ sappiate che tutte le soluzioni mondane, quindi tutti gli intrattenimenti che la società vi offre
per dimenticare \ per annegare in un oblio dove quell’asfissia non si sente più \ sono solo strategie DELL’EGO, dell’EGO che è il contrario della LIBERTA’, DELL’EGO CHE SE NON OCCUPA IL VOSTRO CENTRO
SI SENTE DISSOLVERE NELL’UNIVERSO, SI SENTE MORIRE ED HA PAURA \
QUINDI COME UN PARASSITA SI ATTACCA A VOI \ FINO A CHE…..
NON HA ANNULLATO LA VOSTRA IDENTITA’ :

E VI CONTAGIA CON LA SUA PAURA DELLA MORTE \ MORTE CHE ESISTE SOLO PER LUI \ ED AVVIENE NEL MOMENTO IN CUI VI ARRENDETE AL DIVINO CHE E’ IN VOI, ALL’ESSERE MERAVIGLIOSO CHE SIETE,
E NON CERCATE PIU’ DI ADEGUARVI AGLI OCCHI INDAGATORI DELL’ILLUSIONE MONDANA :

Quello è il Momento del RISVEGLIO, quando iniziate a vedere la prima fessura nell’orribile muro dei condizionamenti, fessura dalla quale inizia a filtrare IL PICCOLO SEME DI UNA POSSIBILITA’ :

DAL SEME PIU’ PICCOLO \ LA PIU’ GRANDE DELLE PIANTE :

L’Ego \ dunque il finto SE’ \ cioè il risultato dei condizionamenti \ inizia a dissolversi per lasciare spazio a quella che è la VERA \ INDIVIDUALITA’,
cioè L’ESSERE che evolve vita dopo vita accumulando un’infinità di esperienze :
MA LUNGA E’ LA STRADA E STRETTA E’ LA VIA……
ED ESISTONO DEI METODI \ UNO DI QUESTI SI CHIAMA :

MEDITAZIONE ATTIVA :

Quando vi mettete seduti ad occhi chiusi per far SILENZIO NELLA MENTE, venite immediatamente invasi da un torrente di pensieri:

SALTANO FUORI DA OGNI ANGOLO COME TOPI SPAVENTATI E AGGRESSIVI…

Per uscire da una simile baraonda non ci sono molti modi, secondo me ce n’è uno solo:
TENTARE E TENTARE ANCORA, CON PAZIENZA E OSTINAZIONE….
Soprattutto senza commettere l’errore di mettervi a lottare Mentalmente contro la Mente !!!
DOVETE SPOSTARE IL CENTRO D’AZIONE !

Ognuno di Voi, al di sopra della Mente o più in Profondità,
HA UN’ASPIRAZIONE, quella che lo ha spinto a mettersi in marcia,
un bisogno del SUO ESSERE, una sorta di parola d’ordine valida solo per LUI \ LEI…
Se vi aggrappate a quest’ aspirazione il LAVORO diventa più facile,
passate da un atteggiamento negativo ad uno positivo;
e più ripeteremo la Vostra Parola d’Ordine, PIU’ ESSA ACQUISTERA’ POTERE !
Potreste magari anche concentrarvi su un’immagine, per esempio quella di un MARE IMMENSO E SENZA ALCUNA INCRESPATURA,
SU CUI LASCIARVI GALLEGGIARE COME FUSCELLI, FACENDOVI TRASFORMARE IN QUELLA TRANQUILLITA’!

In tal modo potete imparare non solo a far tacere la mente, ma anche, contemporaneamente, AD ALLARGARE LA VOSTRA AMATA COSCIENZA…

IN REALTA’ PERO’ OGNUNO DEVE TROVARE IL PROPRIO METODO..
E MENO TENSIONE CI METTERA’ PIU’ RAPIDO E CERTO SARA’ IL RISULTATO !
LA MADRE ( Mere ) DISSE IN PROPOSITO :

” Per raggiungere questo fine, che normalmente comporta una lunga fatica, si puo’ cominciare con un procedimento o con un altro,
oppure venir presi fin dall’inizio da un rapido comparire
o manifestarsi del SILENZIO, trovandoci di fronte ad un EFFETTO sproporzionato rispetto ai mezzi usati…
SI INIZIA CON UN METODO, MA IL LAVORO VIENE ASSUNTO
DA UNA GRAZIA DALL’ALTO, DA CIO’ CUI UNO ASPIRA O DALL’IRROMPERE DELLE INFINITA’ DELLO SPIRITO….
E’ STATO IN QUESTO MODO CHE ANCHE IO SONO ARRIVATA ALL’ASSOLUTO SILENZIO MENTALE,INIMMAGINABILE PER ME
PRIMA DI AVERNE FATTO L’ESPERIENZA… “

Eccoci dunque a un punto assai importante, la Tentazione è infatti di pensare che queste ESPERIENZE SPIRITUALI saranno magari bellissime e interessanti ma in fin dei conti lontane dalla Comune Umanità !
L’errore è di giudicare COL METRO DEL VOSTRO IO, POSSIBILITA’ CHE APPARTENGONO A UN ALTRO IO !
IL DESIDERIO DI CERCARE UNA SOLUZIONE ALL’ASFISSIA PSICO \ FISIOLOGICA….. IN REALTA’, PUO’ ANCHE AVERE L’EFFETTO DI SVEGLIARE AUTOMATICAMENTE :

Fin dal primo istante in cui entrate nell’esperienza, tutta una gamma di FACOLTA’ LATENTI E DI FORZE INVISIBILI BEN PIU’ PODEROSE DEL VOSTRO ESSERE ESTERNO, possono farvi compiere cose \ movimenti necessari alla vostra EVOLUZIONE, di cui in condizioni normali non sareste capaci…
( Ma in quel momento \ se e quando vi accadrà \non fate l’errore di pensare all’invasione di extra\ terrestri nel vostro \ Essere, o peggio ancora della possessione del diavolo…ahahah)

BISOGNA SGOMBRARE IL PASSAGGIO TRA LA MENTE ESTERNA E L’ESSERE INTERIORE, PERCHE’ LA COSCIENZA DIVINA COI SUOI POTERI E’ GIA’ LI \ DENTRO DI VOI !!

E IL MODO MIGLIORE PER SGOMBERARE QUESTO PASSAGGIO E’ FAR TACERE LA MENTE !
VOI NON SAPETE ANCORA CHI SIETE, E MEN CHE MENO SAPETE DI COSA SIETE O NON SIETE CAPACI , MA CREDETE A CHI HA GIA’ FATTO L’ESPERIENZA E VI DICE DI TENTARE DI FARVI CARICO DELL’INTEGRITA’ \UNIVERSALE CHE SIETE….
COME SI SUOL DIRE ,TENTAR NON NUOCE E QUESTA NON E’ UNA MEDICINA, LA MEDITAZIONE E’ LO STATO NORMALE DELL’ESSERE DE \ CONDIZIONATO E QUINDI IN CONTATTO CON IL DIVINO CHE E’ SEMPRE UN PASSO DAVANTI A LUI……

OM PENSO, SI PENSO, PENSO, VIVO E SONO OM

ELIA NAT BABA \ IN LOVE

NAMASTE………………………………………….LUX’

LA DIMENSIONE SPIRITUALE DELLA RESPIRAZIONE

 

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Vivere sulla terra implica che gli esseri umani hanno bisogno di aria come del cibo per i loro corpi astrali ed eterici. Quando assorbite l ‘aria correttamente siete pieni di energia. Livelli crescenti di energia indicano che le persone si stanno nutrendo correttamente di aria.“

Beinsa Douno

L’aria è depositaria dell’energia divina. È la riserva più grande nella quale la vita abbia deposto le sue energie. Essa è portatrice di pensieri divini, passa dapprima nel sistema respiratorio dove si trasforma e da qui, attraverso il sangue, si dirige verso il cervello. Quindi l’uomo non riceve i pensieri divini direttamente attraverso il cervello, ma è l’aria la loro portatrice principale. Nelle attuali condizioni di vita, se l’uomo viene privato d’aria, non può captare alcun pensiero. In questo senso la respirazione è un atto sacro. Ecco perché bisogna imparare a respirare bene, per poter captare i pensieri divini contenuti nell’aria ed a trasmetterli in seguito al cervello.

Ogni energia divina che discende deve passare dapprima attraverso il sistema respiratorio e, da qui, risalire nel cervello per discendere in seguito nel cuore.

L’ARIA : CONDUTTORE DI VITA

L’aria è portatrice di vita e noi respiriamo con l’unico scopo di poter percepire la vita, affinché la fragranza di Dio rimanga in noi. E cio’ che rimane viene distribuito nell’intero corpo.

L’aria è portatrice di elettricità e magnetismo, questa energia passa attraverso il naso e rinnova il sistema nervoso. L’uomo può ottenere dall’aria una buona disposizione. Tramite l’aria il cervello riesce a pensare correttamente, il cuore a funzionare correttamente, lo stomaco a funzionare normalmente.

La durata della vita dipende dalla quantità d’aria che percepite nei polmoni. Puoi percepire una quantità sufficiente di energia nutritiva tramite l’aria.

Potete trasformare l’aria che respirate in oro, in una forza dinamica.

Nell’aria c’è un elemento di immortalità. In realtà, questo elemento viene dal Sole. Le persone hanno delle conoscenze, ma respirando non possono estrarre l’elisir. Quest’ultimo passa attraverso loro e non rimane in loro. Neanche gli indù, pur avendo così tanti sistemi di respirazione, hanno raggiunto questo segreto della natura.

Dato che l’aria viene saturata di luce e prana, mentre respira l’essere umano riceve  simultaneamente questi due elementi necessari al sangue. Oltre a ricevere nutrimento attraverso lo stomaco, l’essere umano riceve nutrimento anche attraverso i polmoni e il  cervello, dai quali acquisisce energia dal cibo in modo più sottile che sul piano fisico. Arriverà il giorno in cui le persone riceveranno cibo solo attraverso i polmoni e il cervello.  Questo indica che per essere normale il nostro respiro ha bisogno di corrispondere al ritmo naturale che c’è in natura e che dona salute.

L’aria è il maggior luogo in cui la vita immagazzina le sue energie divine. L’aria è un conduttore di elettricità e di magnetismo. Questa energia passa attraverso il naso e rinnova il sistema nervoso umano. Attraverso l’aria potete far pensare correttamente al cervello e lo stomaco lavora normalmente. Per un essere umano non c’è benedizione maggiore che respirare lentamente e trattenere l’aria nei polmoni finchè non avrà ricevuto il potere vitale, ovvero il Prana che c’è nell’aria.

Dico che non c’è vita senza aria. La vita segreta nell’aria è il collegamento tra Dio e l’anima  umana.

Beinsa Douno

  Inspirando, assorbiamo l’aria dall’atmosfera e possiamo continuare a vivere grazie all’ossigeno contenu­tovi; espirando, invece, emettiamo elementi inquinati: anidride carbonica, ecc. Tutti lo sanno e pensano che si tratti di una situazione definitiva, ma non e` così. Per ora l’uomo deve ancora attingere dall’universo materiali puri e vivifican­ti e scartare veleni, ma quando sarà riuscito a vivere interiormente una vita pura, non produrrà più veleni. Quando riuscirà ad agire e a nutrire sentimenti divini, non produrrà più impurità di cui doversi liberare, ma inspirerà vita pura ed espirerà vita pura. Vi sembra impossibile? Ci sono stati santi ed Iniziati che sono giunti ad un livello di purezza tanto elevato che qualsiasi cosa esalassero profumava l’atmosfera. Non insudiciavano con le loro impurità quella vita divina che avevano ricevuto, per cui la proiettavano limpida, luminosa e benefica cos`ı come era entrata in loro; per arrivare a quel punto però ci si deve esercitare a lungo.

OMRAAM MIKHAEL AIVANHOVLa respirazione. Dimensione spirituale e applicazioni pratiche. 

  L ‘INSPIRAZIONE: CANALIZZARE I PENSIERI DIVINI

Mediante la respirazione, potrete inoltre attirare delle sostanze, delle forze e delle particelle del mondo superiore : la luce, la pace e tutti gli elementi vivificanti. Quando respirate, dovete quindi cercare di attirare e di assorbire col pensiero tutto ciò che può esservi utile. Dovete cercare ciò che vi manca e di cui avete bisogno, secondo lo stato in cui vi trovate.

Bisogna imparare a respirare consapevolmente, cioè a collegare il pensiero alla respirazione, al fine di entrare in contatto con le forze nascoste nel subcon­scio. Ogni mattina, invece di respirare in modo meccanico, impegnando il vostro pensiero con la conta dei tempi, utilizzate le mani per contare, liberando il pen­siero e riempiendolo di idee e di immagini luminose; farete così un magnifico lavoro. La respirazione cosciente e profonda apporta benedizioni incalcolabili sia per la vita intellettuale che per quella emozionale e fisica.

  Respirate lentamente, ritmicamente, concentrandovi sull’aria che penetra in voi. Pensate che e` portatrice di quegli elementi benefici che contribui­scono alla vostra salute. Forse qualcuno di voi afferma che, pur facendo tutti i giorni da anni le respirazioni consigliate, non vede alcun risultato. Ma come può esprimere un tale giudizio al riguardo Se ora e` in buona salute, in che stato sareb­be se non avesse fatto quegli esercizi? Inoltre e’ proprio sicuro di aver concentrato il pensiero sul proprio stato di salute durante gli esercizi? Non ha per caso divaga­to col pensiero? Se le condizioni non sono quelle adatte, non e` possibile ottenere buoni risultati.

Durante gli esercizi di respirazione si deve lasciar da parte ogni preoc­cupazione relativa alla vita quotidiana, evitando ogni distrazione e facendo questo lavoro con la massima concentrazione e fede possibili. La fede e` un sentimento divino che risveglia nell’uomo insospettate forze di pensiero e d’azio­ne; non per niente e` alla base di tutte le guarigioni. Sebbene non sia soltanto la fede che provoca la guarigione, essa ne e` però la condizione essenziale.

Mentre fate questo pensate con tutta la vostra convinzione che, tramite l’aria, state ricevendo le benedizioni divine. Molti di voi faticano a credere a questa grande verit`a, tanto e` per loro insolito pensare che Dio abbia messo nell’aria tut­ti gli elementi utili e necessari alla nostra salute. Eppure dovete convincervene e cercare di trarre vantaggio da questa conoscenza. Mi chiederete: ~Ma com’`e possibile fare questo?~E` semplice: respirate concentrandovi sull’idea che state assorbendo gli elementi di cui avete bisogno; calcio, iodio, magnesio, ecc. L’organismo sa infatti molto bene che cosa gli manca ed e` consigliato da una squadra di chimici molto esperti che sanno trarre dall’aria le sostanze pi`u neces­sarie. Certo, ci`o non evita, in caso di necessit`a, di dover ricorrere a medicinali, ma se saprete captare gli elementi a voi necessari, mediante la respirazione, non dovrete ricorrere ad altro. Almeno per il momento, l’unica creatura sulla Terra capace di respirare con consapevolezza e` l’uomo: per questo si dice che e` un’anima viva. Siate quindi sempre consapevoli che, respirando, assorbite la vita divina.

soffio

  Dico: l’aria porta i pensieri divini che passano prima attraverso il sistema respiratorio dove vengono processati e trasformati. Da qui passano nel cervello attraverso il sangue.

L’aspetto interiore e spirituale della respirazione è un corretto pen­sare. Se la respirazione non viene accompagnata da un pensiero interiore, il processo non si compie correttamente. La respirazione è collegata alla mente, mentre la mente è collegata allo spirito. Una persona che collega la sua respirazione alle aspi­razioni della mente otterrà risultati benefici.

  La ragione per cui il respiro deve essere consapevole è perché è collegato al pensiero. Gli animali respirano inconsapevolmente.

Mentre respirate non pensate ad altro che all’aria che inalate.

Mentre respirate non pensate a nulla, non al lavoro, alla famiglia, a preoccupazioni, doveri, cibo, questa o quella persona. Dovete mettere da parte tutto.

L’aria è il maggiore conduttore di pensieri. Le attuali condizioni di vita sono tali che se gli venisse tolta l’aria, l’essere umano non potrebbe percepire pensieri. In tal senso la respirazione è un atto sacro. Per questa ragione l’essere umano deve respirare in modo appropriato per poter ricevere pensieri divini dall’aria e quindi passarli poi al cervello. Il cervello funziona con forze ed energie elevate. Non potete cambiare il vostro pensiero se non cambiate la respirazione. La respirazione è la prima condizione che fornisce certe virtù all’uomo.Un uomo che è debole nella sua respirazione è debole anche nei suoi pensieri. I pensieri puri, i desideri puri dimostrano che si respira in maniera corretta.

I materiali che utilizza il cervello sono di una materia superiore, sottile. Non potete cambiare la vostra respirazione se non cambiate il vostro pensiero, e viceversa. Nell’aria inspirata attraverso il naso entrano pensieri Divini nell’uomo.

Se c’è l’aria esiste anche la vita mentale. L’aria è legata alla mente. Nel mondo fisico l’uomo respira aria attraverso i polmoni. Ci sono persone che hanno raggiunto il nutrimento interno – attraverso il loro corpo astrale e mentale. Accanto a ciascuna persona umana si trova un essere ragionevole che aspetta di prendere l’aria che questa persona espira. Questa aria costa cara. Si chiama concime mentale. Il mondo invisibile concima i suoi campi con quest’ultima. Sapendo questo (ovviamente espresso nel linguaggio umano), ad ogni inspirazione ed espirazione dovete pensare ad una cosa ragionevole e bella. Se respirate in questo modo sarete sempre sani.

RESPIRARE E’ AMARE

Se non si respira correttamente non si può amare in maniera corretta.

L’uomo deve amare affinché nel futuro si formino in lui i futuri organi respiratori per la percezione dell’etere. L’Amore organizza il sosia eterico dell’uomo.

La respirazione migliore è quella completa alla quale contribuisce soprattutto l’Amore  Chi ama si allarga, e si allargano anche i polmoni. In chi non respira correttamente, anche l’Amore non si manifesta correttamente e l’alito e il sudore di una persona del genere puzzano.

Inspirate con gioia e amore e con un viso sorridente, stando dritti, con la vostra spina dorsale che forma una linea parallela alla linea che connette il centro del sole con il centro della terra, con la cassa toracica in avanti, non incavata.

Quando si respira bisogna considerare l’aria come una benedizione di grande valore. L’Amore prima entra in contatto con i polmoni. Chi ama espande i polmoni, che diventano più grandi.

Quando prendete dell’aria, pensate all’aria che viene dal Sole, a questa energia vitale, percepitela profondamente nei polmoni, pensate a questa forza. L’espirazione è un ritorno verso Dio. Quando espirate, pensate all’Amore Divino.

Tramite la respirazione regolerete l’azione del cuore e quindi anche i vostri sentimenti. L’amore è il primo pre-requisito per la respirazione completa. Quando le persone respirano, dovrebbero apprezzare l’aria come se fosse un beneficio insostituibile. Le persone che amano espandono i loro polmoni. Quando una persona riceve consapevolmente e con gratitudine un beneficio, l’amore comincia ad operare in essa e la eleva. Tutte le energie divine che discendono devono prima passare attraverso il sistema respiratorio, poi salire alla mente e quindi scen­dere nel cuore.

Beinsa Douno  – Absolute Purity (1929), Sofia.

  La vera felicità è come l’aria che si respira. Vi viene forse in mente di andare ad acquistare uno o due chili di aria? No, l’aria viene a voi, siete immersi in un oceano di aria e respirate senza pensarci. Tutto il resto, l’acqua, il cibo, il denaro, dovete andare a cercarlo, mentre l’aria no, e neppure la luce. Respirate continuamente e non vi è gioia maggiore del respirare. Se non ci credete, trattenete il respiro per qualche istante e vedrete…

Ebbene la felicità paragonabile all’aria che respirate. Quando riuscite a immergervi in questo oceano di silenzio e di armonia, non avrete più bisogno di andare a cercare nulla per la vostra felicità, perché vi sarete sempre immersi. Inspirare, espirare, inspirare,respirare … Si la respirazione dell’anima… Non ci si è mai soffermati per studiare la respirazione da questo punto di vista e notare che tutto il resto occorre andare a cercarlo, o comperarlo un pezzo alla volta, per avere una gioia, un piacere, mentre per l’aria non fate niente, respirate continuamente, anche quando dormite, anche quando non ci pensate.

La respirazione, dunque, serve a dimostrare agli uomini che tutto ciò che è tangibile, come il denaro, i beni, ecc… non può venire paragonato a ciò che è sottile, impalpabile, invisibile, cioè al mondo eterico in cui siamo immersi e respiriamo. Solo coloro che hanno questa coscienza immersa nel mondo eterico, dove respirano continuamente, sono felici proprio per questa respirazione. A tutti gli altri invece bisogna dare qualche cosa per renderli felici mentre i figli di Dio attingono la felicità in

alto, continuamente, perché sono riusciti ad agganciarsi, a vivere in questo oceano cosmico. Allora, miei cari fratelli e sorelle, fate degli sforzi, e soprattutto abbiate fede, non dubitate mai. Io non ho

mai dubitato; fin dal primo giorno della creazione ho creduto allo splendore di queste verità e mi ci sono immerso, sfidando venti e maree, ingiustizie, malattie, miseria, e non mi pento.

OMRAAM MIKHAEL AIVANHOVla chiave essenziale

IMPARARE A MASTICARE L’ARIA

Per comprendere meglio il fenomeno della respirazione e le sue leggi, possia­mo paragonarla al processo della nutrizione.

Che cosa si fa quando si mangia? Prima di inviare il cibo allo stomaco, lo si mastica. La bocca e` come una piccola cucina in cui si preparano gli alimenti. Nella bocca il cibo viene sminuzzato, riscaldato e condito con la saliva; determinate ghiandole sono incaricate di compiere questo lavoro. Per questo si consiglia di masticare a lungo il cibo, fino quasi a liquefarlo. Se infatti lo si inghiotte senza masticarlo sufficientemente, l’organismo non può assimilare le so-stanze utili contenute in quel boccone e si genera così una gran quantità di rifiuti. Se il nutrimento giunge allo stomaco non sufficientemente masticato, l’organismo e` costretto a impiegare molte energie per trasformarlo, facendo così uno sforzo enorme.

Non crediate che la stanchezza fisica sia sempre conseguenza di eccessivo la­voro. Spesso e` conseguenza di uno spreco di energia dovuto ad altre cause. Quan­do si inghiotte il cibo non solo masticandolo poco, ma anche senza aver sufficientemente impregnato dei nostri pensieri e sentimenti, l’organismo lo digerisce a fatica e non riesce ad assimilare nulla.

Ritorniamo adesso all’analogia tra respirazione e nutrizione. I due processi sono governati dalle stesse leggi. Non va bene respirare velocemente, perchè l’aria non fa in tempo a scendere profondamente nei polmoni per dilatarli. Si deve respirare lentamente, profondamente e, di tanto in tanto trattenere per qualche secondo l’aria nei polmoni prima di lasciarla uscire. Perchè questo? Per –masticarla-, sì, i polmoni sanno masticare l’aria, proprio come la bocca mastica il cibo.

L’aria che inspiriamo e un ~boccone~, boccone pieno di forze straordinarie. Se lo espiriamo troppo velocemente i polmoni non possono ~elaborarlo~ per assimilarne e sufficienza le sostanze utili affinchè l’organismo possa beneficiare delle forze che contiene. Molte persone sono sempre stanche, nervose e irritabili perchè non sanno come utilizzare correttamente il valore nutritivo dell’aria, non la ~masticano~ e la espirano immediatamente. Respirando solo con la parte superiore dei polmoni, l’aria viziata non può essere nè espulsa nè sostituita da altra aria più pura. La respirazione profonda e` quindi un magnifico esercizio che bisogna imparare a praticare, poichè rinnova le energie.

Per liberare gli elementi eterici dell’aria e` quindi necessario ~masticarla~. I polmoni si compongono di varie zone, una paragonabile alla bocca, un’altra allo stomaco, ma in posizione rovesciata, cio`e dal basso verso l’alto. Guardate i polmoni: non assomigliano forse a un albero rovesciato, con il tronco, i rami e le foglie? L’albero ha le foglie in alto, mentre i polmoni hanno le loro ~foglie~cioè gli alveoli, in basso. Tramite le foglie, l’albero opera degli scambi con l’atmo­sfera gassosa esterna, mentre i polmoni lasciano penetrare in essi l’aria tramite il ~tronco~e i ~rami~. Occorre comprimere e trattenere l’aria affinchè i polmoni possano estrarre il massimo delle sue ricchezze. Durante tale compressione l’organismo lavora, provocando l’equivalente delle fasi di accensione e di esplosione di un motore a scoppio. Dato che nei polmoni l’aria non può disperdersi, la natura le apre dei piccolissimi passaggi, affinchè attraverso di essi possa circolare all’interno dell’organismo.

Se la espirate immediatamente, tutta l’energia che contiene va persa. Grazie alla ritenzione dell’aria, l’energia scorre lungo minutissimi canali che la natura le ha preparato, lungo il cui percorso la natura ha predisposto migliaia di centri nervosi che devono essere alimentati per far entrare in funzione l’intero organismo.

Ora, se vogliamo andare oltre con la nostra osservazione, ci accorgeremo che il fondo dei polmoni funziona come una bocca, mentre la parte superiore come uno stomaco. Quando mangiamo mettiamo il cibo nella bocca che sta in alto per masticarlo, poi esso scende nello stomaco. Quando respiriamo, succede il fenomeno inverso; una respirazione profonda riempie i polmoni d’aria fino in basso, fino in fondo agli alveoli, affinchè questi ~mastichino~ l’aria come fa la bocca; altrimenti la respirazione sarebbe superficiale e l’aria rimarrebbe nella parte alta dei polmoni (il loro ~stomaco~) senza essere masticata. Bisogna fare la respirazione profonda, addominale; se non si fa scendere l’aria fino in fondo ai polmoni, si assorbono soltanto le particelle più grossolane. Se invece si invia l’aria fino in fondo, in modo da far pressione sul diaframma, avendo cura di trattenerla per qualche istante, la ~bocca~ entra in funzione ed e` quella la parte che assorbe le particelle eteriche più sottili per inviarle a tutto l’organismo.

Per attingere dall’aria gli elementi sottili che essa contiene, bisogna non solo trattenere l’aria inspirata, ma anche condurla lentamente dal fondo dei polmoni verso l’alto. l’aria esercita una certa pressione sulle cellule dei lobi superiori, che sono incaricati di tutt’altro lavoro rispetto alle cellule dei lobi inferiori. In futuro, la scienza verificherà questa realtà; infatti tutte le cellule dell’organismo, perfino all’interno di uno stesso organo, sono differenziate, specializzate e suddivise a seconda dei loro compiti. Le cellule situate in fondo ai polmoni sono destinate ad assorbire l’aria in tutt’altro modo rispetto a quelle che si trovano in alto. Per questa ragione e` tanto dannoso alla salute respirare superficialmente quanto lo e` inghiottire il cibo senza masticarlo. Coloro che respirano profondamente si nutrono veramente, mentre coloro che respirano superficialmente si mantengono in vita, ma non si nutrono affatto. finchè l’aria non ci ha dato tutte le benedizioni che contiene, non la si deve espirare. Questo e` il segreto della completezza.

OMRAAM MIKHAEL AIVANHOV –  La respirazione. Dimensione spirituale e applicazioni pratiche.

  Se respirate rapidamente, passerete presto a miglior vita. Che la respirazione sia tale che non rimanga aria. La respirazione rapida non è buona poiché una volta presa l’aria nei polmoni, le cellule che hanno il compito di portar fuori l’energia vitale o di estrarre il prana che apporta la vita in sé, non riescono ad estrarre questa energia. Bisogna dunque inspirare l’aria profondamente, lentamente, trattenendola continuamente per estrarre tutta l’energia utile. Una volta estratto il prana, espirerai l’aria per inspirare di nuovo. Con ogni inspirazione si immagazzina l’aria, e con ogni espirazione si espelle per arrivare al secondo processo. La vita entra ed esce.

Chi vuole rafforzare la propria volontà deve respirare lentamente.

Dopo ogni espirazione dell’aria inspirerai e dirai: “Grazie Dio per il grande bene che mi hai dato”. Non pensare, non aver fretta. Immagazzina l’aria e trattienila. Inspirerai piano ed espirerai lentamente. L’uomo che inspira dalla bocca non può essere sano.

Raccomando di respirare profondamente soprattutto per acquisire pazienza, che è collegata al respiro e al sistema respiratorio. Tanto più è profondo e corretto il respiro, tanto più la persona è paziente. La pazienza aumenta in proporzione al tempo di trattenimento del respiro. È un’ arte respirare silenziosamente e profondamente, che nessuno possa sentire.

Le “nuove persone” sono caratterizzate dalla pazienza e dalla presenza di spirito. Prima di arrabbiarsi, hanno ammansito la loro rabbia con una respirazione profonda per trasformare cosi il loro stato e non arrabbiarsi. Prima di arrabbiarvi o di dire parole sproloqui – respirate! Quando respirate, inspirate l’aria lentamente, in modo calmo, non abbiate mai fretta; Quando inspirate una certa quantità di aria, tenetela ne vostri polmoni finchè da lei avete estratto il potere vitale che contiene

Bisogna masticare a lungo affinché la parte nutritiva possa passare dalla lingua per non dare luogo ad acidità ed indisposizione. Lo stesso vale per l’acqua. L’acqua deve essere trattenuta nella bocca affinché quella energia chiamata prana si percepisca dalla lingua entrando dopo nello stomaco. È così anche con la respirazione – dovete masticare l’aria e percepirla con disposizione.

Quando respirate profondamente mette le vostre mani sullo stomaco cosi che le mani si alzano e scendono ad ogni respiro.

La concentrazione dei pensieri dipende dal respiro: tanto più è profondo tanto più facile è la concentrazione. Ci sono metodi di respirazione speciali per ogni essere umano ed egli può scoprirli attraverso il suo medico e insegnante interiore: ascoltatelo! E’ il Divino in voi.

Tanto più a lungo trattenete l’aria nei polmoni tanta più energia ne ricevete. Il respiro è la soluzione. Persino l’aria impura non creerà danno perché si inspirerà meno aria, con meno polveri ed impurità. Se si riduce il numero di inspiri, si prolunga la vita e viceversa. Quando arriverete a fare un inspiro ed un espiro al minuto sarete ad un grande risultato

Respirate profondamente così da poter inalare il più possibile prana, che ha differenti stati: fisico, emotivo e mentale. Senza il prana il pensiero non si può formare, non si possono manifestare I sentimenti e infine, senza prana non può agire la volontà.

Se avete mezz’ora usatela per respirare profondamente. Volgete in alto i vostri pensieri verso Dio e cercate di mettervi in contatto con Lui. Respirate ritmicamente. Usate aria fresca ed acqua fresca.

Beinsa Douno

 

I 5 ESERCIZI DI RUDOLF STEINER

connessione_con_il_tuttoVerranno qui descritte le condizioni fondamentali per la crescita interiore. Pur con l’ausilio di talune misure prese nella vita esteriore e interiore, nessuno può pensare di progredire se non assolve a queste condizioni. Tutti gli esercizi di meditazione, di concentrazione o altro saranno privi di valore e anche in qualche modo nocivi se la vita non si attiene al senso di queste prescrizioni. Non si possono dare facoltà a un essere umano: si possono soltanto far sviluppare quelle che già ci sono in lui e che non si sviluppano spontaneamente a causa degli ostacoli esteriori e interiori che incontrano. Gli ostacoli esteriori si superano attenendosi alle regole di vita che seguono, invece gli ostacoli interiori si superano attraverso le particolari indicazioni date sulla meditazione, la concentrazione eccetera.

LA CONCENTRAZIONE

[1/a] La prima condizione consiste nel conquistare un pensiero perfettamente chiaro. A questo scopo bisogna liberarsi – almeno per un breve momento della giornata, anche per cinque minuti (ma più il tempo è lungo, meglio è) – dei pensieri che si muovono come fuochi fatui. Bisogna diventare padroni del mondo dei propri pensieri. Non se n’è padroni fin quando un condizionamento esteriore (la professione, una tradizione qualsiasi, le condizioni sociali, il fatto stesso di appartenere a un certo popolo, il momento della giornata, certi gesti che noi compiamo) ci detta un determinato pensiero e il modo stesso di svolgerlo. Durante quel breve momento di cui si è detto, con una volontà del tutto libera, dobbiamo svuotare la nostra anima del corso abituale e quotidiano dei pensieri e – di nostra propria iniziativa – porre un pensiero al centro della nostra anima. Non è necessario credere che debba essere un pensiero eccezionale o di particolare interesse. Il risultato interiore che ci si propone di raggiungere si ottiene meglio se, all’inizio, ci si sforza di scegliere un pensiero anche non interessante e il più insignificante possibile. La forza dell’attività propria del pensare – che è ciò che importa – viene da ciò maggiormente stimolata, mentre un pensiero che è interessante trascina da sé il pensare. E’ preferibile eseguire questo esercizio di controllo dei pensieri concentrandosi su uno spillo piuttosto che su Napoleone. Ci si dice: “Parto ora da questo pensiero e di mia personale iniziativa gli associo tutto ci. che gli si può ricollegare obiettivamente”. Alla fine dell’esercizio quel pensiero deve permanere nell’anima altrettanto vivo e colorito che all’inizio. Bisogna eseguire questo esercizio ogni giorno, almeno per un mese. Si può ogni giorno scegliere un nuovo pensiero ma anche conservare lo stesso pensiero per diversi giorni.
[1/b] Alla fine di un esercizio di questo genere bisogna cercare di prendere pienamente coscienza del sentimento interiore di fermezza e sicurezza che la sottile attenzione portata alla nostra anima ci farà presto rilevare.
[1/c] Poi si termina l’esercizio immaginando la propria testa e la linea mediana della schiena, come se si volesse riversare questo sentimento in tali parti del corpo.

AZIONE PURA (LA VOLONTA’)

[2/a] Dopo essersi esercitati così per un mese circa, ci si ponga un ulteriore proposito. Si tenti di immaginare una qualsiasi azione, che secondo il corso abituale delle proprie occupazioni non ci si sarebbe certamente mai proposti di compiere. Di questa azione si faccia di per sé un dovere quotidiano. Come azione da eseguire sarà bene scegliersi un’azione che possa essere compiuta ogni giorno per una durata più lunga possibile. Anche qui è meglio cominciare con un’azione insignificante, che occorre, per così dire, sforzarsi di compiere: per esempio, ci si può proporre di andare ad innaffiare in un preciso momento del giorno una pianta che si è acquistata. Dopo un certo periodo, a questa prima azione se ne deve aggiungere una seconda, poi una terza, eccetera, sempre che il compimento di tutti gli altri doveri ne offra la possibilità. Anche quest’esercizio deve essere eseguito per un mese. Durante questo secondo mese, tuttavia, bisogna il più possibile perseverare nell’esecuzione del primo esercizio, pur non facendone un dovere quasi esclusivo come nel primo mese. Non bisogna perderlo di vista: altrimenti ci si accorgerebbe ben presto che i frutti del primo mese si sono persi e che è ricominciato il solito vagare dei pensieri non controllati. Una volta acquisiti questi frutti, bisogna pertanto badare a non perderli.
[2/b] Dopo aver fatto esperienza di una tale azione scelta di propria iniziativa e compiuta come secondo esercizio, si prenda coscienza, attraverso un’attenzione sottile, del sentimento di impulso interiore verso l’agire, destatosi nell’anima
[2/c] e lo si riversi, per così dire, nel proprio corpo in modo da farlo discendere o fluire dalla testa al cuore.

EQUANIMITA’

[3/a] Il nuovo esercizio che va posto al centro della vita durante il terzo mese è l’educazione a una certa equanimità di fronte alle oscillazioni tra piacere e dolore, gioia e sofferenza; la contrapposizione “esultanti di gioia e tristi fino alla morte” deve far posto, attraverso uno sforzo cosciente, a un’equanimità dell’anima. Si faccia attenzione al fatto che nessuna gioia ci faccia perdere la testa, che nessuna sofferenza ci schiacci, che nessuna esperienza vissuta ci trascini verso l’eccitazione o la collera smisurate, che nessuna attesa ci riempia di timore e di angoscia, che nessuna situazione ci faccia perdere il nostro equilibrio, eccetera.
[3/b] Non si tema, con questo esercizio, di far inaridire o impoverire l’anima; si noterà, al contrario, che grazie a questo esercizio, al posto di ciò che di solito si avverte sorgono qualità pure; soprattutto, attraverso un’attenzione sottile, si potrà scoprire in sé, nel proprio corpo, una condizione di calma interiore;
[3/c] si riversa questa calma nell’organismo – come nei due casi precedenti – facendola irraggiare dal cuore verso le mani, i piedi e infine la testa. E’ evidente che, riguardo a quest’ultimo caso, non si può far ciò dopo ogni esercizio, perché non si tratta in fondo di un esercizio isolato, bensì di una attenzione costante diretta verso la vita interiore. Occorre però, almeno una volta al giorno, evocare dinanzi all’anima questa calma interiore ed esercitarsi a riversare, a far fluire questo sentimento dal cuore verso le mani, poi i piedi, infine la testa. Si continuerà a eseguire il primo e il secondo esercizio durante il terzo mese, come si è continuato il primo esercizio nel secondo mese.

POSITIVITA’

[4/a] Nel quarto mese occorre seguire come nuovo esercizio quello chiamato “della positività”. Esso consiste nel ricercare costantemente in tutti gli esseri, in tutte le cose, in tutte le esperienze, ciò che di buono, di bello, di eccellente vi è contenuto. Ciò che meglio definisce questa qualità dell’anima è una leggenda persiana sul Cristo Gesù. Camminava lungo una via con i suoi discepoli, quando videro sul ciglio della strada, il cadavere di un cane in uno stato già avanzato di decomposizione. Di fronte a quel raccapricciante spettacolo i discepoli volsero lo sguardo dall’altra parte; solo il Cristo si fermò, guardò il cane con aria pensosa e disse:”Che bei denti aveva questo animale!”. Dove gli altri avevano visto soltanto una realtà ripugnante e sgradevole, egli vedeva il bello. Così il discepolo dell’esoterismo deve sforzarsi di cercare in ogni fenomeno e in ogni essere ciò che vi è di positivo. Noterà ben presto che sotto la coltre della ripugnanza si nasconde una certa bellezza; che sotto le sembianze di un criminale si nasconde qualcosa di buono; sotto le sembianze di un pazzo si cela in qualche modo un’anima divina. Questo esercizio si accosta a ciò che si chiama “astenersi dalla critica”. Non bisogna interpretare ciò come se si dovesse denominare nero il bianco e bianco il nero. Ma c’è una differenza tra un giudizio che nasce soltanto dalla reazione personale o dall’impressione personale di simpatia o antipatia e una tutt’altra attitudine secondo la quale ci si immerge con amore nel fenomeno o nell’essere che ci è dinanzi, chiedendosi ogni volta:”Com’è giunto a essere ciò che è, a fare quel che ha fatto?”. Questa attitudine spinge, del tutto spontaneamente, a sforzarsi di aiutare ciò che è imperfetto, piuttosto che biasimarlo o criticarlo soltanto. E’ priva di valore l’obiezione che,
in molte circostanze della vita umana, è necessario biasimare e giudicare, perché in ogni caso queste condizioni di vita sono tali da impedire di seguire una vera disciplina occulta. Esistono, in effetti, numerose condizioni di vita che non consentono di seguire correttamente questa disciplina. In questo caso non bisogna voler conseguire con impazienza, nonostante tutto, quei progressi che si possono realizzare soltanto in certe condizioni.
[4/b] Chiunque abbia rivolto per un intero mese la sua attenzione al lato positivo di tutto ciò che incontra noterà a poco a poco che nella sua interiorità affiora un sentimento che gli dà l’impressione che la sua pelle divenga permeabile in tutte le direzioni e che la sua anima si apra vastamente a tutti quei fatti segreti e sottili che gli si svolgono attorno e che prima fuggivano del tutto alla sua attenzione. Si tratta proprio di combattere contro la mancanza di attenzione che esiste in tutti di fronte a questi fatti sottili.
[4/c] Una volta osservato che questo sentimento si manifesta nell’anima sotto forma di felicità, si cerchi di dirigere questo sentimento, come fosse un pensiero, verso il cuore, di farlo fluire di là verso gli occhi e da questi ultimi verso l’esterno, nello spazio di fronte a sé e attorno a sé. Si noterà che si acquista così un’intima relazione con lo spazio. Si va oltre se stessi, ci si dilata, per così dire. Si impara a considerare una parte del proprio ambiente come qualcosa che fa anche parte di se stessi. Questo esercizio richiede una buona dose di concentrazione e soprattutto il riconoscimento di un fatto: ogni moto passionale dell’anima, ogni tempesta emotiva, distrugge da cima a fondo questa attitudine dell’anima. Si ripetano gli esercizi già praticati come si è indicato per i mesi precedenti.

SPREGIUDICATEZZA

[5/a] Al quinto mese si cerchi di coltivare in sé il sentimento di “spregiudicata apertura” nell’affrontare ogni nuova esperienza. Generalmente la reazione è la seguente:”Ecco qualcosa che io non ho ancora inteso dire, che non ho mai visto: non ci credo, è un’illusione”. Il discepolo dell’esoterismo deve decisamente desistere da questa attitudine. Deve essere pronto in ogni momento ad accettare di fare un’ esperienza nuova. Ci. che in precedenza ha riconosciuto come normativo o che gli si presentava come possibile non deve essere un ostacolo che gli impedisca di accogliere una nuova verità. Se gli si viene a dire (benché questo esempio sia un po’ forzato, è valido): “Senti, da ieri sera il campanile di San XXX si è inclinato”, il discepolo dell’esoterismo deve lasciare la porta aperta alla possibilità di credere che la conoscenza delle leggi naturali da lui finora acquisita possa, nonostante tutto, arricchirsi di un fatto di questo genere, apparentemente inaudito.
[5/b] Chi durante il quinto mese rivolga la sua attenzione a una tal modo di essere noterà che nella sua anima affiora un sentimento che gli dà l’impressione che nello spazio – quello di cui si è parlato per l’esercizio del quarto mese – qualcosa divenga vivente, che qualcosa in questo spazio si metta in movimento. Questo sentimento è straordinariamente sottile e delicato.
[5/c] Occorre tentare di cogliere attentamente questa sottile vibrazione nello spazio circostante e farne, per così dire, penetrare il flusso attraverso i cinque sensi, soprattutto attraverso gli occhi, le orecchie e la pelle, nella misura in cui questa possiede il senso del calore. A questo gradino del cammino esoterico, si applica minore attenzione alle impressioni destate dai fenomeni sui sensi inferiori, cioè il gusto, l’odorato e il tatto. Non è ancora possibile, a questo gradino, discernere le influenze positive che si incontrano in questo ambito dalle numerose influenze negative che vi si mescolano. Meglio rimandare questo lavoro a un gradino più avanzato.

EQUILIBRIO CREATIVO

[6] Nel sesto mese si tenti di fare e di rifare sempre i cinque esercizi in modo sistematico, secondo un ritmo, una regolare alternanza. Il risultato sarà che a poco a poco un bell’equilibrio si forma nell’anima. Si noterà soprattutto che il malcontento che si provava forse di fronte a certi fatti o a certi esseri scompare del tutto. In noi viene a regnare una disposizione interiore che concilia tutte le esperienze, che armonizza tutti gli eventi; questa disposizione non ha assolutamente nulla in comune con l’indifferenza, al contrario, essa consente di operare nel mondo per migliorarlo e farlo evolvere. Nell’anima si fa strada una calma comprensione verso cose che prima le erano completamente impenetrabili. Anche l’andatura e i gesti dell’uomo si trasformano sotto l’influenza di questi esercizi; e se un giorno si nota che anche la scrittura ha assunto un altro stile, allora si può dire che si è sul punto di raggiungere il primo gradino del cammino verso l’alto.
Insistiamo ancora una volta su due punti essenziali:
innanzi tutto sul fatto che i sei esercizi appena descritti hanno il potere di paralizzare le influenze nocive che potrebbero avere altri esercizi occulti, così che non se ne conservino soltanto gli elementi favorevoli;
in secondo luogo, che essi soli in realtà possono assicurare un risultato positivo al lavoro di meditazione e di concentrazione. Al discepolo dell’esoterismo, per coscienzioso che sia, non basta l’osservanza della morale comune, perché questa morale può essere molto egoistica in colui che dice a se stesso:”Voglio essere buono perché si possa pensare di me che sono buono”. Il discepolo dell’esoterismo non fa del bene perché vuole che si pensi bene di lui, ma perché a poco a poco egli riconosce che soltanto il bene fa procedere l’evoluzione, mentre il male, l’azione cattiva o disordinata pongono ostacoli sul cammino di questa evoluzione.

LA VERA AUTOCONOSCENZA: I 4 GRADINI

 

chakrasLA VERA AUTOCONOSCENZA:

L’uomo può arrivare ad una reale comprensione di sè come entità terrestre, eterica, astrale e divina analizzando, distinguendo in sé 4 tipi di manifestazione.

1- L’io nel corpo fisico: l’ambiente esterno. Il primo approccio per una reale autoconoscenza si compie constatando la
produzione della vita interiore che si realizza a mezzo del io tramite il corpo fisico.
Il tempo e il luogo in cui sui vive è ciò che ha plasmato e condizionato il nostro essere nei pensieri e nei sentimenti, negli impulsi. Il vivere in questo particolare periodo storico, in una data nazione ha prodotto in noi un determinato atteggiamento interiore, un abito mentale tipico.
L’ambiente in cui si è nati è lo specchio di ciò che si è diventati.

L’interazione dell’io con il sistema neurosensoriale, crea quell’io (l’ego) che sperimentiamo tutti i giorni. Tutto il mondo percepibile, quindi ma anche i colori e le forme della natura esterna, l’inclinazione dei raggi del sole, il clima, tutto ciò che è penetrato in noi attraverso la porta dei sensi è stato a sua volta “capito”, conosciuto, elaborato dal pensare e sentire condizionatoci da idee e le tendenze, da stili di vita, norme e abitudini esterne. Noi giudichiamo e abbiamo giudicato, quindi compreso ogni ente esterno percepito, secondo un impronta dettata da insegnamenti che l’ambiente, la scuola, le istituzioni religiose e i genitori ci hanno imposto.
Si può dire che il sistema di informazione del mondo esterno ha creato in noi un “substrato”, che è quello che noi chiamiamo “nostro abito mentale” nel quale ci identifichiamo, e che sentiamo come ciò che costituisce una buona parte della nostra “persona”. Questo “strato mentale” è il primo ostacolo che ci nasconde il nostro vero essere e ci impedisce la Sua conoscenza, sostituendosi ad esso. Studiare l’ambiente circostante ci dà un primo cenno di cosa in noi non è il nostro io.

2- L’io nel corpo eterico: la famiglia. L’essere nati in una data linea di sangue entro una certa famiglia, che vive in
una data stirpe, ci ha conferito determinati talenti e capacità. Se abbiamo un buon “orecchio” non dipende dalla nostra individualità, ma dalle qualità che appartenendo ai nostri avi, si sono trasferite in noi a mezzo del corpo eterico che ha creato un particolare orecchio.
Approfondire quali sono le principali caratteristiche della razza, della famiglia in cui siamo nati, ci aiuta a liberarci da un secondo “substrato”: ci è possibile “distinguerci” dal processo di identificazione con le qualità che abbiamo ereditato. Smettendo di dire “io” ai propri talenti, cessando di considerarli qualcosa che costituisce il nostro essere contribuiremo a “sollevare”, un secondo velo da noi stessi che oscurava la nostra reale essenza.
Sforzarsi ad usare le proprie capacità non verso ciò a cui siamo predisposti, ma al servizio di interessi che non ci hanno mai stimolato prima (politica, economia, ecc) ci permette di operare l’affiorare in noi di quelle qualità che non sono della famiglia, ma del nostro nucleo eterno.

3- L’io nel corpo astrale: il karma. Veniamo al mondo con brame, passioni e desideri. Compaiono in noi antipatie e simpatie immotivate, innate: esse provengono da esperienze maturate e trasportate qui ora, da vite precedenti. Comprendere gli eventi della vita come parti della logica del destino, come esplicazioni di nessi karmici ci svincola dal 3° velo: dal fatalismo e dall’egoismo.
Conoscere la realtà del’esistenza del destino genera in noi una sensazione di maggiore fraternità: la vita acquisisce un senso diverso, più completo, denso e ampio.

4- L’io nell’io. La conoscenza dell’origine del mondo, del cosmo, la sua destinazione, la comprensione delle leggi e delle entità spirituali nel loro disegno ci porta alla conoscenza del nostro nucleo eterno. La conoscenza del divino che opera nel cosmo, ci conduce a noi stessi.

Sono 4 fasi: riconoscere che i nosti pensieri e sentimenti sono frutto dei condizionamenti in cui viviamo; i nostri talenti e tendenze provengono dall’ereditarietà; i nostri odii, simpatie e antipatie provengono da vite passate. Noi non siamo queste tre cose: ma solo il tramite di un “io” che si avvale di essi per affermarsi. Distinguere se stessi da questi 3 comportamenti è avvicinarsi a se stessi.

Rielaborazione di idee antroposofiche a cura di Tiziano Bellucci, dal testo di R. Steiner “Risposte ad enigmi della vita”,

MEDITAZIONE… JIDDU KRISHNAMURTI

VOLANTINO SENZA SCRITTAEra una delle più splendide mattine mai sorte sul mondo. Il sole stava spuntando e tu lo vedevi tra l’eucalipto e il pino. Era sull’acqua,
dorato, brunito: una luce che esiste solo al confine tra le montagne e il mare. Era una mattina così luminosa, senza un alito di vento, piena di quella strana luce visibile non solo con gli occhi, ma anche col cuore.

 E quando la vedi il cielo è vicinissimo alla terra e ti perdi
nella bellezza. Sai, non dovresti mai meditare in pubblico, o con
un’altra persona, o in gruppo: dovresti meditare solo in solitudine,
nella quiete notturna o nella pace della mattina. Quando mediti in
solitudine, che sia solitudine. Devi essere completamente solo, non seguire un sistema, un metodo, non ripetere parole, inseguire pensierio formulare pensieri assecondando il tuo desiderio.

Questa solitudine viene quando la mente è libera dal pensiero.

Quando c’è l’influsso del desiderio o delle cose che la mente insegue, nel futuro o nel passato, non c’è solitudine. Tale solitudine viene solo nell’immensità del presente. E allora, in quella quieta segretezza in cui ogni comunicazione è terminata, in cui non c’è nessun osservatore con le sue angosce, con le sue stupide voglie e i suoi problemi, solo allora, in quella quieta solitudine, la meditazione diviene qualcosa
che non può essere espresso a parole. La meditazione diviene un
movimento eterno.

Non so se hai mai meditato, se sei mai stato solo con te stesso,
lontano da tutto, da ogni persona, da ogni pensiero e desiderio, se
sei mai stato completamente solo, non isolato, non chiuso in un sogno o in una visione di fantasia, ma lontano, tanto che in te non vi è nulla di identificabile, nulla che tu possa toccare con il pensiero o il sentimento, così lontano che in questa assoluta solitudine il silenzio stesso diviene il solo fiore, la sola luce, e la qualità senza tempo che non è misurabile dal pensiero.

Solo in questa meditazione l’amore vive. Non preoccuparti di
esprimerlo: l’amore si esprimerà da sé. Non usarlo. Non cercare di
metterlo in atto: agirà e, quando lo farà, in quell’azione non vi sarà
pentimento, non vi sarà contraddizione, non vi sarà infelicità o pena umana.

Quindi medita solo. Perditi. E non cercare di ricordare dove sei
stato. Se cerchi di ricordarlo, allora sarà qualcosa di morto. E se ti
afferri al suo ricordo, non sarai mai più solo. Così, medita in quella solitudine infinita, nella bellezza di quell’amore, in
quell’innocenza, nel nuovo. Allora c’è quella beatitudine che è
immortale.

Il cielo è di un azzurro intenso, quell’azzurro che viene dopo la
pioggia, e queste piogge sono cadute dopo molti mesi di siccità. Dopo la pioggia il cielo è terso e le colline sono colme di gioia e la
terra è placida. E su ogni foglia brilla la luce del sole, e la
sensazione della terra ti è vicinissima. Così, medita nei recessi più
segreti del tuo cuore e della tua mente, dove non sei mai stato prima.

La meditazione non è un mezzo diretto a un fine:

non c’è né fine né arrivo; la meditazione è un movimento nel tempo e fuori del tempo. Ogni pensiero, ogni metodo lega il pensiero al tempo, mentre la consapevolezza acritica di ogni pensiero e sentimento, la comprensione delle loro motivazioni, dei loro meccanismi, il permettergli di fiorire, è l’inizio della meditazione. Quando pensiero e sentimento fioriscono e muoiono, la meditazione è movimento oltre il tempo. In questo movimento c’è estasi; nel vuoto completo c’è amore, e con l’amore c’è distruzione e creazione.

Meditazione è quella luce nella mente che illumina la strada
dell’azione, e senza quella luce non c’è amore.

La meditazione non è mai preghiera.

La preghiera, la supplica, nasce dall’autocommiserazione. Si prega
quando si è in difficoltà, quando c’è il dolore; ma quando c’è
felicità, gioia, non c’è supplica. Questa autocommiserazione, così
profondamente radicata nell’uomo, è la radice della separazione. Ciò che è separato, o che si crede separato, sempre alla ricerca dell’identificazione con qualcosa che non sia separato, crea solo
maggiore divisione e pena. Dal fondo di questa confusione si invoca il cielo, o il proprio marito, o qualche divinità della mente.

Questa invocazione può trovare una risposta, ma la risposta è l’eco
dell’autocommiserazione nella sua separazione.

La ripetizione di parole, di preghiere, è autoipnotica,
autocircoscrivente e distruttiva. Il pensiero si isola nel campo di
ciò che già conosce, e la risposta alla preghiera è la risposta di ciò
che il pensiero già conosce.

La meditazione è lontana da tutto ciò. In quel campo il pensiero non può entrare; non c’è nessuna separazione e quindi nessuna identità.
La meditazione è all’aperto; non ha segreti. Tutto è esposto, chiaro. Allora la bellezza dell’amore è.

Questa mattina la qualità della meditazione era il nulla, il vuoto
totale di tempo e spazio. È un dato di fatto e non un’idea, né il
paradosso di contrastanti speculazioni. Si trova questo strano vuoto quando la radice di tutti i problemi si inaridisce. Questa radice è il pensiero, il pensiero che divide e mantiene. Nella meditazione la mente si svuota effettivamente del passato, sebbene possa usare il passato come pensiero. Ciò continua per tutto il giorno, e durante la notte il sonno è il vuoto di ieri; perciò la mente tocca ciò che è senza tempo.

Meditazione non è il puro controllo del corpo e del pensiero, né un
sistema di inspirazione ed espirazione. Il corpo deve essere immobile, in salute e senza alcuna tensione; la percezione deve essere resa più acuta e intensa; e la mente che chiacchiera, che disturba e che brancola deve acquietarsi. Non bisogna cominciare dal corpo, piuttosto bisogna fare attenzione alla mente, con le sue opinioni, i suoi pregiudizi e il suo egocentrismo.

Quando la mente è sana, vitale e vigorosa, la percezione sarà più intensa ed estremamente sensibile.
Allora il corpo, con la sua intelligenza naturale, non macchiata
dall’abitudine e dall’inclinazione, funzionerà come deve.

Così, bisogna cominciare dalla mente e non dal corpo, e per mente
intendo il pensiero e le sue molte espressioni. La mera concentrazione rende il pensiero ristretto, limitato e calcolatore, ma la concentrazione viene come una cosa naturale quando c’è la
consapevolezza delle vie del pensiero. Questa consapevolezza non
deriva dal pensatore che sceglie e scarta, che si aggrappa e rifiuta.
Questa consapevolezza è priva di scelta ed è allo stesso tempo
l’esterno e l’interno; è un flusso tra i due, così che la divisione
tra esterno e interno ha fine.

Il pensiero distrugge la percezione, la percezione che è amore. Il
pensiero può offrire solo il piacere, e nell’inseguimento del piacere l’amore è spinto da parte. Il piacere di mangiare, di bere, trova la sua continuità nel pensiero, e non ha senso limitarsi a controllare o reprimere questo piacere prodotto dal pensiero; in questo modo si creano solo varie forme di conflitto e costrizione.

Il pensiero, che è materia, non può ricercare ciò che è al di là del
tempo, perché il pensiero è memoria, e l’esperienza racchiusa nella memoria è morta come le foglie dell’autunno passato.

Nella consapevolezza di tutto ciò viene l’attenzione, che non è frutto della disattenzione. È stata la disattenzione a determinare le
piacevoli abitudini del corpo e a rendere ottusa la percezione. La
disattenzione non può essere trasformata in attenzione. La
consapevolezza della disattenzione è attenzione.

La visione di tutto questo processo complesso è meditazione, e solo la meditazione può dare ordine a questa confusione: un ordine assoluto come quello matematico, da cui si produce l’azione, l’agire immediato.
L’ordine non è disposizione, forma e misura: queste cose vengono molto dopo. L’ordine nasce in una mente che non è ingombra degli oggetti del pensiero. Quando il pensiero tace c’è il vuoto, che è ordine.

Era davvero un fiume meraviglioso, ampio, profondo, con tante città sulle rive, così spensieratamente libero eppure senza mai lasciarsi andare. C’era tutta la vita sulle sue rive, campi verdi, foreste, case solitarie, morte, amore e distruzione; c’erano lunghi, ampi ponti al di sopra, eleganti e funzionali.

Altri corsi d’acqua e fiumi viconfluivano, ma quel fiume era la madre di tutti i fiumi, piccoli e grandi. Era sempre pieno e sempre puro, e di sera era una benedizione contemplarlo, col colore sempre più fondo delle nuvole, e le sue acque
d’oro. Il piccolo rivolo d’acqua, lontano, lassù fra quelle
gigantesche rocce che sembravano tutte concentrate a produrlo, era l’inizio della vita, e la sua fine era oltre le sue rive e oltre i
mari.

La meditazione era come quel fiume, solo che non aveva né principio né fine; cominciava, e la sua fine era il suo principio. Non c’era alcuna causa e il suo movimento era il suo rinnovarsi. Era sempre nuova, mai si condensava per invecchiare; mai si corrompeva, poiché non aveva radici nel tempo.

 È bene meditare senza far forza e senza fare sforzi,
cominciando con un rivolo d’acqua fino ad arrivare oltre il tempo e oltre lo spazio, dove il pensiero e il sentimento non possono entrare, dove non c’è esperienza.

Meditazione è la totale liberazione dell’energia.

Nello spazio che il pensiero si crea intorno non c’è amore. Questo
spazio divide l’uomo dall’uomo, e in esso è contenuto tutto il
divenire, la lotta della vita, la sofferenza e la paura. La
meditazione è la fine di quello spazio, la fine dell’ io. Allora i
rapporti hanno un significato del tutto diverso, perché in quello
spazio che non è prodotto dal pensiero l’altro non esiste, tu non
esisti.

Meditazione non è quindi ricerca di una visione, per quanto sancita dalla tradizione. È piuttosto lo spazio infinito in cui il pensiero non può penetrare. Per noi quel piccolo spazio che il pensiero si costruisce intorno, che è l’“io”, è estremamente importante, perché è tutto quel che la mente conosce, identificandosi con tutto ciò che vi è racchiuso. E la paura di non essere nasce in quello spazio. Ma nella meditazione, quando si comprende ciò, la mente può entrare in una dimensione dello spazio nella quale l’azione è non azione.

Non sappiamo cosa sia l’amore, perché nello spazio che il pensiero si crea intorno come “io”, l’amore è il conflitto dell’“io” con il “non-io”. Questo conflitto, questo tormento, non è amore.

Il pensiero è la negazione stessa dell’amore, e non può penetrare in quello spazio in cui l’“io” non è più. Quello spazio contiene la
benedizione che l’uomo cerca senza successo. La cerca entro i confini del pensiero, ma il pensiero distrugge l’estasi di quella benedizione.

La fede non è necessaria, e neppure gli ideali. Sia l’una che gli
altri dissipano l’energia che serve per seguire lo svolgersi del
reale, di “ciò che è”. La fede, come gli ideali, è una fuga dalla
realtà, e nella fuga non c’è fine al dolore. La fine del dolore è la
comprensione della realtà momento per momento. Non esiste un sistema o un metodo che dia la comprensione, ma solo una consapevolezza della singola realtà che sia priva di scelta. Meditare seguendo un sistema significa evitare la realtà di ciò che si è; è assai più importante capire se stessi, il costante mutare delle realtà che ci riguardano, anziché meditare per trovare dio o avere visioni, sensazioni e altre forme di distrazione.

Meditazione a quell’ora era libertà, era come entrare in un mondo
sconosciuto di bellezza e di quiete: un mondo senza immagini, simboli e parole, senza onde di memoria. L’amore era la morte di ogni minuto e ogni morte era il rinnovarsi dell’amore. Non era attaccamento, non aveva radici; fioriva senza una causa ed era una fiamma che bruciava tutti i confini, tutte le barriere della coscienza erette con tanta cura. Era bellezza al di là di pensiero e sentimento; non era dipinta su tela, né espressa in parole o incisa nel marmo.

La meditazione era gioia e con la gioia veniva una benedizione.

 

MEDITARE CON GLI ALBERI

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Innanzi tutto per meditare con l’aiuto degli alberi è importante trovare il “vostro personale albero” quello che più vi corrisponde e meglio rappresenta il vostro spirito. Per fare questo recatevi in un bosco o in un luogo in cui vi siano molti alberi, meglio se vicino alla vostra casa o nei pressi di essa così da poter andare a ricaricarvi ogni volta che ne sentirete il bisogno.
Va benissimo anche un parco, un giardino … se poi avete la fortuna di possedere uno spazio verde tutto vostro non avrete nemmeno bisogno di allontanarvi da casa … Non è in ogni caso detto che l’albero sia sempre lo stesso, secondo i momenti, degli stati d’animo e delle situazioni potrete sceglierne uno piuttosto di un altro.
Osservate attentamente gli alberi che vi circondano, la forma, il colore, la consistenza delle foglie, il tipo di corteccia, i rami, le infiorescenze, i frutti e la grandezza.

Una volta che avete individuato la pianta che vi attrae di più avvicinatevi al suo tronco e con le mani cercate di percepire il campo energetico che la circonda, abbracciatela appoggiatevi alla corteccia, chiudete gli occhi e restate in ascolto delle sensazioni che provate.
Restate così fin tanto che non inizierete a sentire “qualcosa”. Queste sensazioni sono del tutto personali e variano da persona a persona. Potrete percepire una specie di corrente leggera in tutto il corpo, oppure un formicolio alle mani, una sensazione impercettibile simile alla perdita d’equilibrio oppure un benessere ed una pace profonda.
Ricordatevi che ognuno di noi è UNICO e quest’unicità è quella che vi contraddistingue, proprio per questo non è possibile codificare o standardizzare situazioni che siano uguali per tutti.
Una volta trovata questa sintonia sedetevi con la schiena appoggiata al tronco quindi, se siete donne appoggiate la mano destra aperta sulle radici (altrimenti la sinistra) per assorbire l’energia proveniente dall’albero, e la mano sinistra sul tuo addome (destra se siete maschi) per riceverla e distribuirla in tutto il corpo. Immagina il percorso dell’energia che la mano destra (sinistra) raccoglie e la sinistra (destra) riceve.
Sempre tenendo gli occhi chiusi ascoltate attentamente tutti i suoni che vi circondano soprattutto quelli che vi arrivano dall’albero stesso. Mentre fate esercizio non dimenticate la respirazione.
Respirate profondamente dal naso, cercando d’incamerare molta aria e di convogliarla soprattutto nella parte bassa dei polmoni; espirate dalla bocca. Inspirate ed espirate, cercando di avere una respirazione profonda, ritmica e la più naturale possibile.
Concentratevi quindi sul cuore e sincronizzate la respirazione in base al ritmo cardiaco, lentamente, sempre prestando attenzione al respiro, provate a percepire il calore del corpo e la circolazione del sangue, immaginando che nelle vostre vene scorra la linfa dell’albero.
Cercate di fondervi con la sua energia, pensate di “entrare” dentro la sua corteccia fino a divenire voi stessi quell’albero.
Immaginate la terra che vi spinge verso l’alto e nello stesso tempo, l’attrazione magnetica che vi attira verso il suo centro.
Cercate di visualizzare la vostra colonna vertebrale come un canale di energia attraverso il quale passa un sottile filo che vi collega all’energia ed alla forza emanata dall’albero, una sorta di cordone ombelicale attraverso il quale è ricevuto nutrimento.
Sentirete probabilmente una forte sensazione che potrebbe essere di calore o di frescura che partendo dal coccige si espande in tutto il corpo.
Restando in questo stato di piacevole benessere, portate l’attenzione al centro della fronte, all’altezza del terzo occhio. Lasciate che i pensieri scorrano ed osservate le immagini che si formano nella vostra mente: colori, forme paesaggi, sagome sfuggenti, animali… tutto può arrivare, l’importante è che conserviate queste visioni nella vostra memoria e non le dimentichiate. Esse vi saranno utili in tutti i momenti in cui sarete scarichi o depressi o semplicemente giù di tono. Riportarle alla mente vi aiuterà a riattivare l’energia ricevuta e a ricaricarvi di positività e forza.
La durata dell’esercizio è a vostra discrezione.
Quando sarete pronti ad ultimare il contatto fatelo molto lentamente, riprendete possesso del vostro corpo iniziando a muovere dapprima i piedi, le gambe, le mani, le braccia… e via via risvegliate tutte le vari parti. In ultima riprendete possesso della vostra mente e dei vostri pensieri, staccate piano le mani da terra, sollevate le gambe ad angolo retto ed aprite gli occhi.
Prima di andare raccogliete un pezzettino dell’albero, una foglia, un rametto, una scheggia della sua corteccia e lasciate all’albero un vostro dono, potrebbe essere un sasso dalla forma insolita, un piccolo cristallo, un pietruzza colorata che dovrete sotterrare in una piccolo buca vicino alle radici.
Sarà il vostro personale ringraziamento per il contatto avvenuto. Il pezzettino di pianta raccolta vi servirà per mantenere il contatto con l’albero anche da lontano.
Tutte le volte che ne sentirete il bisogno tornate a trovare il vostro nuovo amico, attraverso questi esercizi vi accorgete della incredibile forza ed energia di cui sono dotati gli alberi e dell’aiuto sia fisico sia psichico che sapranno donarvi.

MEDITAZIONE GUIDATA: L’Albero della Vita

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La meditazione che seguirà è una meditazione particolare che attiverà all’interno di noi le parti più nobili, donerà nuova Forza ed Energia per perseguire i nostri obiettivi, risveglierà il profondo senso della vita e della fratellanza.
Se è possibile consiglio di eseguire questa meditazione in gruppo per ottenere maggiori benefici e aperture di Coscienza.

PREPARAZIONE del LUOGO
Purifica l’ambiente facendo bruciare incensi alla fragranza di pino o cedro, diversamente bruciate nel brucia essenze del rosmarino e fiori di lavanda. Ricorda l’ambiente deve essere prima purificato prima di allestirlo.
Al centro della stanza accendi una candela di colore verde. Il colore verde è legato al processo alchemico, alla vita, alla crescita, al rigenerarsi. Ai 4 lati della candela posiziona e accendi 4 candele arancioni: esse rappresentano l’aspetto del Sopramentale (pensa alla tunica arancione dei monaci buddisti), alla Gioia e alla Forza Interiore. Posiziona accanto alle candele una pianta sempre verde (edera, rami di pino, ecc).
Prima di cominciare la meditazione passa intorno al tuo corpo e al corpo dei partecipanti (in caso di gruppo) il fumo dell’incenso questo per purificare anche i Corpi sottili.

MEDITAZIONE parte dinamica (prima parte)
Puoi registrare prima questa meditazione, o se fatta in gruppo, scegliere una persona che la legga per tutti. I puntini di sospensione nello scritto sono momenti di pausa, per sintonizzarsi e ricevere messaggi.

Metti una musica a basso volume che richiami i suoni della natura, può andare bene anche una musica Celtica.
Sintonizzati con ciò che andrai a sperimentare e formula interiormente ciò che vuoi lasciare andare (blocchi alla tua libertà di essere) e ciò che vuoi acquisire (in termini di Forza interiore e Volotà buona).

Mettiti in piedi (se in gruppo formate un cerchio in piedi) respira profondamente in modo ritmico…
Senti la colonna vertebrale ad ogni respiro espandersi, allungarsi, rilassarsi….  Ora immagina che la tua colonna vertebrale sia il tronco di un albero… senti l’energia salire lungo la colonna… senti scendere dalla piante dei piedi profonde radici che raggiungono il centro della Terra… ad ogni respiro assorbi l’energia della Terra … assorbi questa energia dalla pianta dei tuoi piedi… dalle tue radici profonde… senti l’energia che sale come linfa lungo il tronco d’albero… senti il potere che sale lungo la tua colonna vertebrale…. Senti che stai diventando sempre più vivo… ad ogni respiro… dalla sommità del capo hai dei rami che salgono… senti il potere che irrompe dalla sommità della tua testa… sentilo passare attraverso i rami e poi fino a terra, formando un circuito… ritornando alla sua fonte…
IN GRUPPO: respirando profondamente sentite che i rami di ognuno di voi si intrecciano con quelli degli altri… e il potere è in loro…

senti l’energia che scorre… come una danza… lascia che il tuo corpo si muova con piccoli movimenti di danza… lasciati danzare con dolcezza…Apriti alla danza… fino a quando questo movimento diventa solamente un movimento interiore…ora con gentilezza lasciati scivolare a terra, mantenendo gli occhi chiusi. Attenzione è molto importante mantenere gli occhi chiusi. Lascia che il tuo corpo scelga la posizione comoda….

Lascia alla saggezza del corpo di guidarti… nel corpo è nascosta la Vita. Lascia che la Vita si impossessi di Te…

MEDITAZIONE  parte riflessiva (seconda parte)

Nella tua posizione comoda continua  a respirare in modo ritmico e profondo…

È una dolce mattina di primavera. Tu stai camminando su un prato di erba soffice… sei scalzo… l’aria è profumata di fiori… tutta la vita è in fermento… in mano tieni ben stretto un seme… ad un certo punto ti fermi… hai appena trovato un posto adatto per piantare il TUO seme…. Scavi nella terra morbida.. senti il suo profumo… il suo calore… il suo colore scuro di cioccolato fondente… senti che questa terra è “Buona”…. Come è buona questa terra…. Buona di sapore… buona come profumo di vita… buona come morbidezza al tatto… come la coperta di quando eri bambino… buona come colore… è… proprio buona questa terra!.. sei felice di piantare il TUO seme in questo luogo. Senti che il seme è contento e subito inizia a crescere, come un bimbo nel ventre materno… come tutti i semi anche questo si divide in 2 parti. La parte inferiore piano piano forma le radici, che man mano scendono in profondità nella terra… nella terra umida.. ricca di limo fertile… vedi come il tuo seme raccoglie tutte le sostanze fertili… la linfa vitale dell’albero.

La parte superiore del seme va a formare il tronco. Prima spunta un piccolo germoglio fra i fili d’erba… poi sempre più potente e forte si forma un bel tronco…. Sempre più grande… sempre più in alto… ancora più su… la corteccia è spessa… ha lo stesso colore della terra… la senti forte… l’albero punta verso il cielo… i suoi rami sono rigogliosi… le foglie, a calice, raccolgono e accolgono i raggi del sole ed il cielo azzurro… come una clessidra: da una parte il cielo, da una parte la terra….c’è una dolce brezza tiepida…
La linfa vitale sale lungo il tronco e assume un colore dorato… l’aria, il sole, l’acqua, il calore, la terra ed il cielo si fondono insieme nella linfa…. Ora spuntano i primi fiori… innocenti e belli, bianchi a calice anche loro…. Sono tante coppe… tante coppe per essere riempite di Luce e Calore… luce del Sole che dà movimento e libertà… senti come la Luce del sole rende libera la pianta…. La Luce che dà calore alla linfa che si rinnova, che si trasforma in fiore, in ramo, in foglia… la linfa è così dorata….

SEI un ALBERO DORATO, luminoso, magico, potente, sicuro, che unisce cielo e terra… le profondità del cielo e le profondità della terra… tutto è così profondo, antico eppure così nuovo, così giovane… senti la Potenza e la Forza dell’albero penetrare nelle tue ossa, nelle tue membra…soprattutto nella tua Anima…. Che va dal cielo alla terra e dalla terra al cielo in un’unione… in nozze alchemiche di Benessere e Gioia di vivere… di grande pace e calma seppur nel movimento… ora Tu sei quell’ albero dinamico e fermo contemporaneamente… Vivo e Vitale…. Completo di cielo.. di legno… di terra… di acqua… di sole… di aria… di Luce…. Completo di Luce… di Luce… di Luce…. E in questa Luce ti senti unito a tutti gli altri alberi della Terra… a tutte le creature… al cielo… alle stelle… all’ universo… a Dio… tu sei l’Albero della Vita… I misteri della creazione sono racchiusi in Te… Tu sei una cosa sola con il Creato…

Rimani in questo stato per alcuni minuti e lascia che arrivino messaggi alla tua Coscienza… (lunga pausa).

CONCLUSIONE
Memorizza dentro di te questa esperienza.

Rivolgi nuovamente l’attenzione al tuo respiro, ascolta come è morbido e fluido… continua a respirare profondamente… ascolta il battito del cuore… con gentilezza riprendi coscienza del tuo corpo, dell’appoggio al suolo, delle sensazioni interiori…. Con calma… dolcemente… Piano piano inizia a muovere piedi e mani. Se sei sdraiato girati su un fianco e mettiti seduto. Sfrega vigorosamente i palmi fra loro e passateli sul viso e dietro il capo (come quando ti lavi) poi sul petto, sul dorso, su entrambe le gambe e solo allora apri i tuoi occhi belli.

CONDIVISIONE
In caso avessi condiviso questa meditazione, dai spazio ad esprimere ciò che hai vissuto. Termina la meditazione in piedi mano nella mano con i tuoi compagni e improvvisate tutti insieme una cantilena sonora (come una ninna nanna) come Inno alla Vita. Sciogliete il gruppo.

In seguito con calma disegna l’albero che hai visualizzato simbolo della Vita stessa e appendilo in casa affinché diventi fonte per te di Forza,Gioia,Libertà e Fratellanza.

SEI entrato ora nella Magia dell’Albero della Vita, ciò apporterà nella tua vita nuova Gioia e nuovo Entusiasmo. Tanti piccoli passi, come il seme che diventa pianta e poi albero rigoglioso, creano il CAMMINO della VITA. Buon viaggio… e … Grazie.

Chiararmonia