LA TERAPIA DEI SUONI

Josephine Wall (46) HappyBirthdayFlute1 567 col contr liv

Le valenze della musica vanno ben oltre l’aspetto ludico e ricreativo. Nuove ricerche in campo medico ne hanno ormai accertato gli effetti curativi sugli individui. Oggi, di musica si può anche guarire.
È noto a tutti come la medicina primitiva, istintuale, empirica o magica e le religioni arcaiche, che erano e sono le depositarie dell’arte medica, usino la musica per ottenere quei fenomeni di allucinazione collettiva e di trans individuale che sono il fondamento di tutte le pratiche più antiche e rituali. 
Il ripetersi in esasperante ed ipnotica monotonia di due note fondamentali con un’unica variazione del ritmo, porta lentamente ad una anestesia psichica, ad una perdita di controllo della personalità, ad uno stato psicologico alterato che favorisce lo svolgersi delle pratiche terapeutiche primordiali.
Esse corrispondono infatti all’espulsione dal corpo del malato del demone che ha causato la malattia fino alle più complesse pratiche della medicina animistica che ricerca nella musica la perdita della coscienza e della personalità del “paziente” per ottenere lo scambio della sua anima ed ingannare così lo spirito malvagio che lo possiede.
Un  altro  esempio  di  grande  interesse  per  le  proprietà  terapeutiche  del  suono  ci viene dalla medicina sacerdotale greca. Infatti, nei Templi la guarigione miracolosa avveniva nel sonno e nell’ipnosi ed entrambi erano favoriti da musiche e danze sacre.
Oggi, soprattutto nella medicina ad orientamento psicosomatico possiamo ritrovare il connubio musica-medicina dove il farmaco sonoro interviene su tutto il corpo attraverso il ripristino di un’armonia fisica e psichica perduta.
Ma bisogna riconoscere che anche la scienza medica ufficiale (soprattutto negli USA, in Canada, in Australia e in Francia) già da molti anni ha iniziato ad investire nella ricerca di terapie alternative in cui i suoni vengono utilizzati con notevole successo nel campo dell’anestesia per mezzo delle applicazioni analgesico-musicali.
Il loro uso si applica pure alla rieducazione motoria in ortopedia, ma anche come vera e propria medicina in campi notevolmente estesi della neuropsichiatria (forme di nevrosi e psicosi o nei casi di autismo) o ancora più semplicemente come tonico durante interventi chirurgici o nel corso di sedute dentistiche o psicanalitiche.
Rimanendo in campo neuropsichiatrico è importante sottolineare come in certe sedute mediche le varie reazioni suscitate nei pazienti sottoposti all’ascolto di musiche o di suoni diversi possa condurre gli specialisti a formulare o convalidare giudizi diagnostici e prognostici.
Recentemente, poi, sono sempre più frequenti i tentativi di utilizzare la musica per favorire l’immaginazione, la concentrazione, la meditazione, la capacità apprensiva alla lettura oppure alla proposizione di quesiti matematici.
Lo studio del suono, inoltre, ha stimolato scienziati di ogni disciplina a riconsiderare l’ambiente in cui vive l’uomo moderno e quindi a riformulare un nuovo paesaggio sonoro privo di quei suoni e rumori che sono propri della civiltà attuale.
Un habitat in cui l’individuo possa finalmente vivere in armonia con gli elementi naturali, entrare in risonanza con gli altri per giungere ad una visione più evoluta dei rapporti e dei valori sociali.
Per il momento, in attesa di nuove città da costruire, la musica può aiutarci ad entrare in contatto con la nostra Anima e superare la pura materialità.
L’ascolto di particolari composizioni appropriate, alcune delle quali contenenti una miscellanea di musica e suoni che inducono ad un rilassamento subliminale di intensità intorno ai 30 decibel (una melodia piacevole da ascoltare può arrivare a 90 dB), è uno strumento utilissimo per verificare la nostra rispondenza ad essa.
Anche la scelta di brani nel campo della musica classica, particolarmente indicati per contrastare lo stress, l’ansia o la depressione, aiuta ad apprendere, osservare e a riconoscere da soli il modo in cui il corpo e la psiche reagiscono alle diverse sollecitazioni sonore e quindi ad ottenere effetti migliorativi non soltanto a livello organico ma anche psicologico e spirituale.
In definitiva, un vero e proprio farmaco musicale da tenere in considerazione, che può riportare nelle menti in tumulto la calma e l’equilibrio indispensabile per una vita serena.

Maurizio Torretti da “lifegate.it
Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it

 

Maurizio Torretti da “lifegate.it”