ECCO COME INCIDONO I LIVELLI ENERGETICI NELLE NOSTRE RELAZIONI

Il nostro campo energetico ha una forma ovoidale che si estende per otto metri di raggio a partire dal nostro interno. I nuclei, veri e propri generatori e processori di energia, sono una specie di centralina del nostro campo energetico. Questi sono 4, che a partire dal basso verso l’alto, si definiscono:

  1. Nucleo fisico (Kundalini);
  2. Nucleo dell’ego;
  3. Nucleo spirituale;
  4. Nucleo Dio, Universo, Cosmo.

Ogni nucleo ha una sua particolare caratteristica e si occupa del piano fisico-emozionale che gli compete. I primi tre si occupano di regolare il nostro ambito personale e più specificatamente, di relazionarci con noi stessi e con gli altri. Ognuno dei primi tre nuclei dunque, presenta “due funzioni”, anche detti livelli energetici, che si occupano di ricevere o trasmettere l’energia specifica che gli compete verso il proprio campo energetico o verso quello di altri individui.

Il quarto nucleo non ha una dimensione dualistica, esso infatti presenta solo un livello energetico in relazione continua con l’universo e la sua energia. In questo caso non si parla solo di energia universale ma dell’energia vera e propria che compone tutto l’Universo e dunque anche l’energia degli altri esseri viventi.  Il 4° nucleo rappresenta quindi una sorta di nucleo sempre collegato a prescindere dal nostro volere. Questo non significa che non può avere problemi, ma “diciamo” che non ci appartiene in senso stretto.

Livelli Energetici

Premesso quanto sopra, si può riassumere che il nostro campo energetico presenta 7 livelli energetici ovvero:

1° Livello – Relazione Fisica con sé stessi

Nucleo Fisico

2° Livello – Relazione Fisica con gli altri

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3° Livello – Relazione Mentale con sé stessi

Nucleo Ego

4° Livello – Relazione Mentale con gli altri

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5° Livello – Relazione Spirituale con sé stessi

Nucleo Spirituale

6° Livello – Relazione Spirituale con gli altri

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Nucleo Dio, Universo —7° Livello – Relazione con Dio, Universo, Cosmo

Potrebbe sembrare strano dover pensare di prendere in considerazione una relazione con noi stessi, se in fin dei conti, siamo noi stessi che la produciamo. In realtà però non è propriamente così. Non sempre ciò che noi siamo corrisponde a ciò che vorremmo essere, non sempre ciò che pensiamo superficialmente corrisponde al nostro pensiero interiore e infine non sempre ciò in cui crediamo, ci crediamo davvero. Quante volte ad esempio abbiamo sentito quella voce interiore che cerca di avvisarci di qualcosa?

Come può una voce che rappresenta il nostro Io, non essere d’accordo con noi stessi?

Purtroppo questa situazione si verifica molto più spesso di quanto si pensi. Siamo talmente abituati a indossare maschere che finiamo per mascherarci anche con noi stessi. Ci facciamo la guerra, ci autoconvinciamo, ci spingiamo ad essere quello che non siamo e in fin dei conti a volte potrebbe anche andare bene, solo che spesso lo facciamo a nostro danno, non per trarne beneficio.

Questo meccanismo si potrebbe sintetizzare così: quando viviamo un esperienza, la nostra interpretazione che ne deriva armonizza, plasma l’evento accaduto per poterlo interiorizzare sulla base del nostro “essere”. L’interpretazione è soggetta a un ulteriore revisione data dalla nostra parte cosciente e non cosciente.

Succede così che mentre la parte non cosciente interiorizza l’evento passivamente, ovvero senza ingannarsi, la parte cosciente tende a interiorizzare in maniera attiva dando un taglio “utile” al proprio scopo. Se il conscio e l’inconscio saranno d’accordo, l’interpretazione sortirà un effetto, se invece non lo saranno ne sortirà ovviamente un effetto diverso. Nel secondo caso, nasce il conflitto. Questi due modi diversi di interiorizzare, attivo e passivo, hanno ambedue i suoi pro e i suoi contro. A parte questo però, si può dedurre come un giudizio, sia soggetto alla disamina del nostro IO inconscio e di quello conscio. La voce che sentiamo non è altro che la voce dell’IO profondo, quello che attinge ai nostri convincimenti, archetipi e quant’altro forma il nostro inconscio. Può dunque accadere ad esempio che guardandoci allo specchio, l’immagine che vediamo non ci piaccia. Il nostro IO profondo non se ne fa certo un problema in quanto non nega mai il suo essere, ma la nostra parte conscia comunica che non gli piace ciò che vede. Vogliamo essere diversi. A questo punto si crea un conflitto fra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere. Se le due parti, conscio e inconscio, giungono a un compromesso riusciremo a uscirne in maniera soft, se cominceranno invece a darsi battaglia, il livello tenderà a bloccarsi scatenando forti danni fino alla patologia psicosomatica in quanto il disaccordo potrà arrivare a diffondersi sugli altri livelli energetici.

Nella guerra con noi stessi, non esiste un vincitore. Solo perdenti: noi!

Prendiamo ad esempio l’anoressia nervosa. Questa malattia, perché di questo si tratta, è contraddistinta dal rifiuto del cibo per la paura ossessiva di ingrassare. In questo caso potremmo osservare come la “relazione con il nostro fisico” sia compromessa. Tale malattia però è anche spesso accompagnata da depressione e/o ansia che riflettono il livello mentale. La depressione è anche correlabile al livello spirituale.

Riassumendo, i livelli di “relazione verso sé stessi” si occupano di portare l’informazione energetica nel nostro sistema a livello fisico, a livello mentale e a livello spirituale. L’insieme dei tre elementi costituiranno l’informazione stessa e la sua interiorizzazione.

Livelli energetici – la relazione con gli altri

I livelli energetici che si occupano della “relazione verso gli altri”, servono invece a portare un informazione da noi verso appunto un altro. Quando ad esempio parliamo con un amico o facciamo una nuova conoscenza, questi livelli trasportano l’informazione energetica nei tre aspetti (fisico, mentale e spirituale) dal nostro campo energetico a quello del nostro interlocutore. Sono dunque livelli che si occupano di portare il nostro IO all’altro.

A inizio articolo abbiamo detto che il nostro campo energetico ha 8 metri di raggio. Questo significa che il campo energetico entra fisicamente in contatto con altri campi energetici quando l’individuo si trova entro i sedici metri di distanza. In una stanza dunque, a meno di trovarsi nei saloni della reggia di Versailles, i campi energetici di ognuno entrano in collegamento con quello di tutti i presenti.

Stando in una sala d’attesa, avete mai provato sensazioni particolari non riconducibili alla vostra “normalità”? Ad esempio vi siete mai sentiti non a vostro agio nonostante foste seduti appartati con una rivista in mano? Passeggiando in una via affollata, avete mai provato sensazioni di cui non ne avete compreso il motivo?

Quando facevo l’insegnante, ho avuto la fortuna di avere allievi con cui si rideva, si scherzava e ci si divertiva. I corsi, che si tenevano nei week-end erano lunghi e mi trovavo anche in lezioni dove parlavo per 6-7 ore. A volte era stancante eppure la sera trovavo il tempo anche per uscire, andare a cena o altro. Ricordo però il giorno degli esami. Il mio lavoro consisteva nello stare dietro ad una scrivania con la commissione. Il massimo sforzo era fare qualche domanda ad ognuno degli esaminandi e alla fine discutere con gli altri presenti nella commissione sulla valutazione da dare. Ebbene! Quella era la giornata più stressante in assoluto. La sera cadevo letteralmente a pezzi e agognavo il momento in cui sarei entrato nel letto.

Questo perché il mio campo energetico entrava continuamente in contatto con persone che vivevano una forte tensione per l’esame. Lo stress che avvertivo si produceva dal continuo comunicare del mio campo energetico con quello in fermento degli allievi. Questa comunicazione avveniva da parte loro tramite i livelli energetici relativi alla relazione con gli altri.

La connessione fra livelli energetici… lato inconscio

Incontrando una persona nuova, avete mai provato una sorta di simpatia o antipatia cosiddetta “a pelle”?

Quando ci presentiamo ad una nuova persona, i nostri campi energetici sono quasi fusi insieme in quanto ci troviamo a portata di mano da lui. Inoltre la nostra parte conscia è concentrata proprio sulla nuova persona e questo significa per il campo energetico, cercare volontariamente di allinearsi all’altro per cominciare a comunicare. A questo punto può succedere di tutto! La persona ci può apparire bella, solare, magnetica e darci la sensazione di provare piacere in sua presenza.  Può anche essere che riteniamo la persona solo bella, solo solare o solo magnetica. Viceversa può anche sembrarci una persona brutta, non necessariamente sotto un punto di vista fisico. Potremmo ad esempio trovarla bella fisicamente tanto che potrebbe addirittura attrarci ma completamente distante a livello mentale. Ci sono varie possibilità ed ognuna avrà anche varie sfumature. Che cosa sta accadendo?

A livello inconscio i nostri livelli energetici e quelli dell’interlocutore hanno provato a comunicare. I livelli che sono riusciti a sintonizzarsi li abbiamo avvertiti a livello conscio. I canali aperti e lo scambio di informazioni hanno prodotto un effetto positivo sul nostro modo di vedere lo sconosciuto. I livelli che invece non si sono sintonizzati li abbiamo avvertiti negativamente. Dunque potremmo trovarci a parlare amabilmente con una persona pur tenendo distanze fisiche più ampie in quanto il livello mentale e spirituale sono in comunicazione ma non quello fisico. Gli esempi potrebbero essere moltissimi. C’è chi vive storie sessuali forti con persone con cui non sognerebbe mai di poterci vivere insieme per differenze caratteriali o modi di pensare troppo diversi, chi ama godere dell’amicizia di qualcuno con cui non andrebbe mai a letto insieme, chi passa ore al telefono con una persona inventando però sempre una scusa nel caso venga invitata anche solo a parlare di persona in mezzo a piazza San Marco a mezzogiorno.

L’allineamento completo dei livelli energetici porta ad un intimità più stretta. Via via che i livelli vengono rallentati o interrotti, scendiamo dalla persona più cara al mondo alla persona che non vorremmo mai aver conosciuto. Questo però non deve far pensare che i livelli rimarranno sempre nel solito stato fra due persone. Tutto è in movimento continuo e quei livelli inizialmente desintonizzati possono cominciare a comunicare.

Dobbiamo poi tenere conto di quella famosa relazione verso noi stessi. Se ad esempio il nostro conscio avesse ingaggiato una guerra con l’inconscio portandoci alla chiusura di un livello, quello stesso livello avrà serie difficoltà anche a ricevere le informazioni che arrivano da un altro campo energetico. Risolvendo i nostri conflitti quindi potremmo permettere la sintonizzazione del livello con quella persona con cui sembrava chiuso o in difficoltà.

Concludendo, i livelli energetici, al pari dei chakra, dei meridiani e di tutte le strutture energetiche, sono di fondamentale importanza per la comprensione e lo stimolo delle nostre attività intra ed extra relazionali.

Ricorda: non esiste un mondo al di fuori di te stesso. Esisti te e il tuo mondo!

fonte:anatomiaenergetica.it

di: Giovanni Amerighi