RIFLESSIONI DI UN VIANDANTE sul senso della vita

mare

“Quando tu cesserai di voler riempire la tua coppa di felicità ed inizierai a riempire quella degli altri, scoprirai, con meraviglia, che la tua sarà sempre piena.” Così amava dire il Maestro Paramansa Yogananda.


In effetti, durante il lungo pellegrinaggio delle esistenze, l’essere umano è spinto costantemente verso la ricerca di quella felicità interiore tanto ambita, alcune volte cercando di condividerla con gli altri Viandanti sul Sentiero.
Ciò che lo spinge verso questa meta è un impulso interiore legato al ricordo ed alla nostalgia di quella gioia che intuitivamente affiora, di tanto in tanto, nel corso dell’esistenza.
E la vita risponde a questa richiesta dell’uomo.
E lo fa attraverso le Sincronicità.
Per fare in modo che un evento si verifichi, innumerevoli situazioni si combinano nella ragnatela della vita umana.
Basterebbe risalire a “monte” di ogni situazione cosiddetta “casuale”, per scoprire come moltissimi eventi si sono intrecciati ed amalgamati per dare vita a quello che giustamente può essere considerato come l’accadimento a noi destinato.
Spesso, però, l’essere umano non ha “occhi per vedere ed orecchie per sentire”, e così, i segnali a noi indirizzati, come innumerevoli opportunità, si disperdono come fumo al vento, nell’oceano dell’indifferenza.
Chi vive di un solo colore dell’arcobaleno, è cieco agli altri colori. Ma chi vive nella luce diffusa attraverso l’interro arcobaleno, conosce il Tutto.

Un libro che ci giunge per “caso” in un momento particolare della nostra vita, racchiude in sé un messaggio a noi destinato proveniente dai Piani più sottili della manifestazione Divina.
Un evento che può sembrarci insignificante, può essere portatore di un insegnamento nascosto, esoterico, che richiede “l’Occhio” allenato per saperlo interpretare.
Gli accadimenti della vita possono essere paragonati ad un iceberg… solo la loro punta è visibile agli occhi superficiali, il resto è nascosto e va ricercato e scoperto.
Ma esso è lì ed esiste nell’attesa di essere svelato e di donarci il suo significato.
Il mondo è il monastero dell’uomo saggio. La vita è il suo maestro spirituale. Le esperienze di vita sono le materie per i propri studi.

Il Viandante, per percorrere il Sentiero con maggiore consapevolezza, deve imparare a scorgere le indicazioni che la Vita Maestra gli propone quotidianamente.
Per far ciò deve imparare ad andare oltre il mondo delle apparenze, lasciarselo alle spalle ed incamminarsi verso il Mondo del Significato.
Solo così potrà comprendere (prendere con sé) l’essenza contenuta in ogni manifestazione.
Questa è però una virtù che va coltivata ed esercitata giornalmente… nulla ci è dato gratuitamente lungo il nostro pellegrinaggio; ogni conquista è frutto di sforzi auto-indotti.
Molto importante è anche il nostro modo di porci verso questi eventi.

In ogni Scuola Esoterica degna di tal nome, è insegnata ai discepoli la tecnica dell’auto-osservazione.
Essa consiste nel saper osservare, dal punto di vista dello Spettatore, le nostre azioni, le nostre parole e, maggiormente, i nostri pensieri per poter eliminare ciò che è dannoso per noi e per gli altri.
Solo così potremo seriamente conoscere noi stessi.
“Uomo conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei”, così era scritto all’entrata della Caverna dell’Oracolo di Delfi.
È così che procede il nostro pellegrinaggio, cadenzato dai cicli inevitabili della vita.
La bassa marea si alterna sempre all’alta marea.
La notte segue sempre il giorno… e le stagioni della vita si alternano nell’Eterno fluire del Tempo.
Non dovremmo mai dimenticare che le esperienze sono degli scalini per proseguire verso l’evoluzione e che la paura, alcune volte usata come difesa, produce una ragnatela di argomenti illusori, che diventano così spessi da procurare fastidio e confusione alla Coscienza; l’esperienza si ripeterà una e un’altra volta, finché il Viandante non avrà compreso e trasceso il problema. Potrà così finalmente salire di un altro gradino.

Periodi d’avversità prendono il posto di periodi di benessere e viceversa.
Ed è proprio nei periodi nei quali gli eventi volgono a nostro favore che possiamo e dobbiamo dare il meglio di noi stessi sul Sentiero della Consapevolezza.
Inevitabilmente arriveranno i periodi caratterizzati dalle avversità che pretenderanno, quasi completamente, ogni nostra energia, lasciandoci solo poche briciole destinate all’interiorizzazione.
Purtroppo, la gran parte degli esseri umani, spreca i periodi di “alta marea” dissipando le proprie energie con interessi futili e spesso persino dannosi.
Poi, quando inevitabilmente il ciclo si alterna, non si riesce a trovare la Forza necessaria per rispondere in maniera adeguata alle circostanze.
Quando gli eventi avversi fanno si che l’anima di un uomo diventi simile ad un deserto, come potremmo pretendere di piantarci un albero?
Bisogna prima far sgorgare l’acqua…
L’acqua si trova sempre scavando, poiché essa risiede in profondità, spesso dimenticata da molti ma sempre presente dall’Eternità.

La meditazione rappresenta uno strumento molto efficace per sintonizzarci in modo corretto con le vibrazioni energetiche dei cicli vitali ed agire di conseguenza.
Il Viandante si ferma, riflette, contempla e medita su ciò che c’è dentro e fuori di lui; e come un Alchimista combina le energie nell’Atanor del suo cuore.
Egli miscela le energie che provengono dall’esterno con quelle che risiedono nel suo profondo per dare vita al frutto della loro fusione.
E gli eventi continuano a susseguirsi con i loro messaggi nascosti; e la Natura continua a parlarci attraverso il volo di un falco o al sussurro del vento d’autunno… e l’Uomo risvegliato comprende!
Egli è oramai un albero dalle possenti radici e può offrire fiducioso i propri rami anche al vento più impietoso.
Una Nuova Luce risplende in lui, una Luce che gli altri riescono a scorgere solo tenuemente, ma che i Maestri notano da molto lontano e sorridono ad essa…
Il Pellegrino che ha accettato con tutto il cuore l’oscurità, scopre che essa è diventata Luce.
E come un frutto abbisogna tanto della luce del sole quanto dell’ombra per maturare, così il Viandante, per la sua perfezione, abbisogna della duplice esperienza: gioia e dolore, unione e separazione, presenza ed assenza, Materia e Spirito… finché giungerà il giorno in cui sarà capace di fondere gli estremi e di “Rinascere a Vita Nuova”.

Tra cielo e terra, nel fluire di tutti i Tempi, prove alchemiche sono vissute per l’incontro con la perfezione.
Ed il Viandante continua a percorrere il suo sentiero con maggiore consapevolezza e con una certezza in più che illumina la sua Anima:
“Nulla potrà più essere uguale, perché nulla è mai stato così diverso!”
Possa la Luce dei Maestri risplendere in ogni tempo sul Sentiero d’ogni Pellegrino…

di Giuseppe Bufalo edicolaweb