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10 MALATTIE SPIRITUALMENTE TRASMITTIBILI

C’è una giungla là fuori e questo è vero per la vita spirituale non meno che per ogni altro aspetto della vita. Crediamo davvero che una persona, per il semplice fatto di avere fatto meditazione per cinque anni, o pratiche yoga per 10 anni, sia meno nevrotica di un’altra? Nel migliore dei casi sarà un po’ più consapevole di esserlo.

E’ per questo che ho speso gli ultimi 15 anni della mia vita facendo ricerche e scrivendo libri sul coltivare il discernimento nel percorso spirituale. Dopo aver conosciuto centinaia di insegnanti spirituali e migliaia di praticanti, attraverso il mio lavoro e i miei viaggi, sono rimasta colpita dal modo in cui le nostre opinioni spirituali, esperienze e prospettive possano divenire similmente “infette” da “contaminanti concettuali”. Ecco perché un relazionarsi confuso e immaturo con principi spirituali complessi, può risultare alla lunga qualcosa di pericoloso, malsano e insidioso.

Ho stilato una decina di classificazioni riguardanti alcuni tipici errori – “Malattie Spiritualmente Trasmissibili” – in cui è possibile incappare nel percorso spirituale. Essi sono da intendersi come puro strumento di conoscenza e di consapevolezza.

1- Spiritualità Fast-Food: mescolando la spiritualità con una cultura che celebra la velocità, il multitasking e la gratificazione istintiva, il risultato è molto simile ad una “Spiritualità Fast Food”. E’ un prodotto della fantasia comune, secondo cui il sollievo dalla sofferenza della condizione umana, può essere veloce e facile. Una cosa è chiara comunque: la trasformazione spirituale non può essere ottenuta con una soluzione tampone.

2- Spiritualità d’imitazione: è la tendenza a parlare, vestirsi e comportarsi come immaginiamo farebbe una persona spirituale. E’ un tipo di imitazione che emula la realizzazione spirituale, così come una fabbrica di pelle di leopardo cerca di imitare la sembianza della vera pelle di un leopardo.

3- Motivazioni confuse: sebbene il nostro desiderio di crescita possa essere genuino e puro, finisce spesso mischiato con motivazioni minori, quali il desiderio di essere amati, il desiderio di appartenenza, il bisogno di colmare il nostro vuoto interiore, la credenza che il sentiero spirituale eliminerà la nostra sofferenza, l’ambizione spirituale, il desiderio di essere speciali, migliori degli altri, “unici”.

4- Identificazione con le Esperienze Spirituali: in questa malattia l’ego si identifica con le proprie esperienze spirituali ritenendole “le proprie”, e iniziando a credere di incarnare intuizioni speciali. Nella maggior parte dei casi non dura per sempre, sebbene tenda a durare più a lungo in coloro che ritengono di essere illuminati e/o fungono da insegnanti spirituali.

5- L’Ego Spiritualizzato: questa patologia si produce quando la struttura della personalità egoica diviene profondamente intrisa di concetti e idee spirituali. Il risultato è una struttura egoica “anti-proiettile”. Quando l’ego diventa spiritualizzato, siamo invulnerabili all’aiuto, a nuovi stimoli o a feedback costruttivi. Diventiamo esseri umani impenetrabili e bloccati nella crescita spirituale, paradossalmente, tutto nel nome proprio della spiritualità.

6- Produzione di massa di Insegnanti Spirituali: ci sono diverse tradizioni spirituali trendy, che producono persone convinte di essere ad un livello di illuminazione spirituale o Maestria, che è ben al di là del loro reale livello. Queste persone si sentono illuminate e quindi pronte ad illuminare altri in modo simile. Il problema non è che questi “insegnanti” insegnino, ma che rappresentino se stessi agli allievi come veri maestri spirituali.

7- Orgoglio Spirituale: nasce quando il praticante, dopo anni di sforzi laboriosi, ha effettivamente raggiunto un certo livello di saggezza e usa questo traguardo per giustificare la chiusura verso un’ulteriore esperienza. Un sentimento, insomma, di “superiorità spirituale”, che si manifesta come una sottile sensazione del tipo: “Io sono migliore, più saggio e al di sopra degli altri, perché sono spirituale”.

8- Mente di Gruppo: anche descritta come pensiero di gruppo, mentalità cultica o malattia dell’Ashram, la mente di gruppo è un virus insidioso che contiene molti elementi della tradizionale co-dipendenza. Un gruppo spirituale sigla in modo inconscio e sottile, degli accordi rispetto al modo corretto di pensare, di parlare, vestire e comportarsi. Individui e gruppi contagiati dalla “Mente di Gruppo” rigettano, quindi, altri individui, atteggiamenti e circostanze che non si conformano alle regole, spesso non scritte, del gruppo.

9- Il Complesso dei Prescelti: è la credenza per la quale “Il nostro gruppo è spiritualmente più evoluto, potente, illuminato e, per farla semplice, migliore di ogni altro”. C’è un’importante differenza tra il riconoscere di aver trovato il sentiero, l’insegnante o la comunità giusta per se stessi, e l’aver trovato l’Unico sentiero.

10- Il Virus Mortale: “sono arrivato”. Questa patologia è così potente da essere terminale e mortale per la nostra evoluzione spirituale. E’ la credenza di essere ormai giunti all’obiettivo ultimo del sentiero spirituale. Il nostro progresso termina nel momento in cui questa credenza si cristallizza nella nostra psiche, perché appena cominciamo a credere di aver raggiunto la fine del sentiero, cessa ogni crescita ulteriore.

Secondo gli insegnamenti di Marc Gafni “L’essenza dell’amore è la percezione, quindi l’essenza dell’amore per se stessi è la percezione di se stessi. Puoi innamorarti soltanto di qualcuno che riesci a vedere chiaramente, incluso te stesso. Amare è avere occhi per vedere. Solo quando guardi te stesso chiaramente, puoi cominciare ad amare te stesso”.

Credo che una parte decisiva nell’apprendere il giusto discernimento nel sentiero spirituale, sia la scoperta della pervasiva malattia dell’ego e dell’auto-inganno presenti in tutti noi. Ed è qui che abbiamo bisogno di una buona dose di senso dell’humor e del supporto di veri amici spirituali. Via via che affrontiamo i nostri impedimenti alla crescita spirituale, arrivano momenti in cui è facile cadere nella disperazione, nell’auto svalutazione e perdere fiducia nella Via. Dobbiamo, tuttavia, sforzarci di mantenere la fede, in noi stessi e negli altri, se vogliamo fare una qualche differenza in questo mondo.

Tratto da “Eyes Wide Open: Cultivating Discernment on the Spiritual Path” di Mariana Caplan

Amatorialmente tradotto in italiano da: http://lameditazione.com

PERSONALITA’ O INDIVIDUALITA’ ? dalla mente alla non-mente

La più grande avventura che possa accadere all’essere umano, è il passaggio tra lo stato di mente a quello di non-mente, dalla personalità all’individualità.

Lo stato di non-mente ha un’individualità, la mente invece è uno stato sociale. Tutte le personalità sono assolute maschere che nascondono la tua individualità. Io sono qui per distruggere la vostra personalità, e per darvi la nascita dell’individualità. Andare dal maestro significa andare alla ricerca della tua innocenza, in cerca della tua infanzia perduta, in cerca della tua originalità… in cerca della tua individualità, in cerca della libertà.

Ricordate: nessun attaccamento potrà farvi crescere, nessun attaccamento cresce. Essi sono tutti contro la vostra indipendenza, la vostra libertà e la vostra individualità. Amare l’uomo e rispettarlo, rispettarne l’individualità e le sue differenze, è possibile, ma solo se prima hai rispetto per la tua individualità. Tutto ciò è possibile solo se tu hai consolidato le radici del tuo essere individuale senza temerlo. L’amore con i suoi occhi sa quando dire di sì e quando dire di no. L’amore non è soggetto a interferenze dalle vite degli altri, e non permette che nessuno interferisca con la sua esistenza. L’amore dona l’individualità agli altri, senza però togliere l’individualità a sé stesso.

Prova a cercare la tua individualità, la tua integrità e prova a farlo senza compromessi. Perché più cercherai di ottenere l’individualità con i compromessi e meno sarai individuale. In quel caso, diverrai solo una parte della ruota, un ingranaggio di un vasto meccanismo, e quindi non un essere individuale nella tua bellezza, nella tua verità…

 Io sono assolutamente contro il compromesso. La morte è meglio di una vita di compromessi. Una cosa è certa: non potrai divenire nulla nella vita se non te stesso e meno sarai te stesso e più sarai infelice. La felicità accade solo quando da un roseto cresceranno delle rose; e quando fioriscono? Quando hanno la loro individualità. Il fatto che da un roseto cresca un fior di loto è creare qualcosa di insano.

Vuota la mente, cancellala. La Via della non-mente non è la Via del conflitto: la Via della non-mente è la Via della Consapevolezza. La sparizione della tua personalità non è la sparizione di te stesso, ricordalo; invero è la tua Manifestazione.Come la tua persona svanisce, così svanisce la tua personalità, mentre la tua individualità ascende. Avere una personalità è ipocrita, avere la propria individualità è l’essenza primordiale.

Ogni uomo nasce con un’unica individualità, ed ogni uomo ha un suo destino. L’imitazione è un crimine, è criminale. Se tenterai di diventare un Buddha, diverrai un’imitazione di Buddha. Sarai simile a Buddha, camminerai come lui, parlerai come lui, ma ti perderai. Perderai tutto ciò che la vita ha da offrirti. Perché Buddha è vissuto una volta sola. Non è nella natura delle cose ripetersi. Dio è così creativo che non ripete mai nulla. Non troverai mai un essere umano nel presente, nel passato o nel futuro che apparirà esattamente come te. Non è mai successo. L’uomo non è un meccanismo. Non è come un’auto prodotta in serie in milioni di copie, esattamente uguali. L’uomo è la sua anima, egli è individuale per natura, l’imitazione è velenosa. Non imitare mai nessuno.

Essere un individuo è la cosa più difficile del mondo, perché nessuno desidera che tu diventi individuale. Tutti desiderano uccidere la tua individualità e farti diventare una pecora. Nessuno desidera tu sia te stesso. Ogni singolo individuo è unico nel suo genere. Quando l’individuo diventa un’illuminato, la sua unicità diventa qualcosa di più intelligente, chiara, cristallina, incontaminata, immacolata, diventa puro genio.

Il primo passo è accettare noi stessi, ognuno di noi. Non adempiere a nessun dovere fuorché a quello del cuore! Non devi diventare qualcun altro. Non è previsto dalla natura delle cose che tu faccia qualcosa che non segue la “Via di te stesso”, tu sei solo per te stesso. Rilassati! E sii solamente te stesso. Abbi rispetto della tua individualità e sii coraggioso di firmarti con la tua firma, non copiare quella degli altri. E’ importante. Di vitale importanza. Non avere interesse nel fatto di diventare un artista celebre a livello mondiale, non è quella la cosa importante. Piuttosto pensa a creare qualcosa, come una bella canzone, un piccolo motivo musicale, una danza, un quadro, un giardino… Esprimi la tua unicità in tutto ciò che fai. Esprimi la tua individualità. Lascia che la vita sia fiera di te. 

“A qualsiasi costo, desidero essere me stesso! Condannatemi, non accettatemi, fatemi perdere la rispettabilità… ma non posso più fingere di essere qualcun altro”. Questa decisione è una dichiarazione di libertà che trascende l’essere parte di una massa. Questo dà nascita alla tua naturalità, alla tua individualità. Dopo non avrai più   bisogno di alcuna maschera. Dopo, sarai semplicemente te stesso, semplicemente come sei. E nel momento in cui sarai come sei, proverai una tale pace che sorpassa la comprensione della mente.

L’ordinario, l’inconsapevole essere umano non ha un’individualità. Ha solo una personalità. La personalità è ciò che gli altri ti danno: i parenti, gli insegnanti, i preti, la società, tutto ciò che hanno detto di te. E tu desideri essere rispettabile, essere rispettato, per fare cose che vengano apprezzate, in modo che la società ti sia riconoscente, e che ti rispetti ancora… e ancora. Questo è il loro modo di creare una personalità.

Ma la personalità è una cosa molto sottile, superficiale. Non è la tua natura. Il bambino nasce senz’alcuna personalità, ma nasce con una potenziale individualità. La sua potenziale individualità semplicemente sta ad indicare la sua unicità, che lo rende differente dagli altri, lo rende unico.

La gente è parecchio confusa a proposito della personalità e dell’individualità. Credono che la personalità sia l’individualità… ma non è così, difatti c’è una barriera. Non raggiungerai mai l’individualità se non sarai pronto a frantumare la tua personalità.

Ci sono molte terapie, meditazioni, lavori interiori… ideati come Vie per la distruzione della tua personalità, l’artificiale Sé, che cercano di riportarti indietro alla tua individualità primordiale. L’individualità è nata con te, è il tuo Essere. La personalità è un fenomeno sociale, ti è stata data. Quando sei seduto in una caverna sull’Himalaya non hai alcuna personalità, ma hai la tua individualità. La personalità esiste solo in relazione agli altri. Più gente ti conosce e più personalità hai, quindi desideri avere un nome e fama. Più gente ti rispetterà, più accrescerai la tua personalità, a tal punto da rafforzarla continuamente. Ma ciò non corrisponderà mai con la tua individualità.

Osho Rajneesh

TI AMO PIU’ DELL’ATTACCAMENTO E DELLA PAURA DELLA SOLITUDINE

Amore senza dipendenza e attaccamento emotivo

Ti amo come si amano le stelle del cielo… so che non mi appartengono, ma illuminano la mia vita e i miei sogni. Accanto a te il mio mondo sembra più completo, riempi i miei angoli, disegni sentieri che desidero percorrere e che scelgo di condividere con te.

Questo è amore senza attaccamento. Un rapporto in cui non esiste una cieca dipendenza e in cui ognuno è in grado di rispettare gli spazi dell’altro, favorendo lo sviluppo personale di entrambi e arricchendo, quindi, il rapporto di reciprocità.

L’amore deve portare allegria e darvi l’opportunità di scoprire ogni giorno il meglio di voi stessi. Se vi dà sofferenza e tristezza, e non volete vederlo, si tratta di dipendenza. Se vi riempie di gelosia, paura e ossessioni esagerate, è attaccamento.

A volte la parola “attaccamento” genera qualche malinteso. Non possiamo negare che amare qualcuno significhi volergli stare accanto in ogni istante, preoccuparsi, desiderarlo, pensare ogni secondo al suo viso, alla sua voce, alla sua essenza che ormai forma parte di noi. L’amore è un po’ ossessione e un po’ necessità, ed è normale che sia così, soprattutto nelle prime fasi della relazione. Si parla invece di attaccamento, nel senso più stretto del termine, quando in qualche modo perdiamo la nostra identità e il nostro equilibrio interiore per amore dell’altra persona. Non ci concediamo spazi di crescita e di libertà personale. Ed è proprio a questo punto che sorgono la diffidenza e la necessità di controllo. Vale la pena approfondire l’argomento.

L’attaccamento emotivo è una dipendenza molto distruttiva

Parlare di attaccamento emotivo come di una dipendenza non è esagerato. Pensate alle relazioni passionali che si basano sulla necessità di avere sempre accanto la persona amata. Quando il partner non ci è accanto, il mondo crolla, siamo diffidenti e allora sviluppiamo la necessità di controllare la persona amata. Tutto questo rappresenta un rischio.

Desiderare qualcosa non è un male e non è nemmeno pericoloso. Il desiderio dà emozione alla vita, stabilisce propositi e piaceri. Il rischio ha inizio quando il desiderio si trasforma in necessità. È allora che compare l’attaccamento e la perdita di controllo su se stessi, pensando di non riuscire a vivere senza l’altra persona.

È invece importante poter e saper vivere senza l’altra persona. Non possiamo trasformarci in barche alla deriva quando il partner non è con noi per qualche giorno; se alla base del rapporto c’è fiducia, non ha senso sviluppare paure smisurate.Dobbiamo imparare a vivere con noi stessi e a sentirci pieni, sicuri e felici di quello che siamo, per poter costruire con una persona un rapporto sano e senza attaccamenti negativi. Amare non significa aver bisogno. Condividere va bene, ma non bisogna dare tutto senza aspettarsi nulla in cambio, nemmeno un riconoscimento.

Le persone hanno bisogno dell’attaccamento emotivo durante l’infanzia per creare un vincolo con i genitori. Questo vincolo dà sicurezza e la possibilità di crescere sentendosi amati e riconosciuti. Passata questa fase, però, ognuno deve costruire la propria identità, la propria personalità e l’integrità per sentirsi sicuri di sé, di quello che si è e che si è raggiunto.

Se una persona si sente bene, se si considera sicura di sé, felice e con una buona autostima, allora sarà in grado di costruire un rapporto di coppia stabile e felice. Non è necessario riempire i vuoti di nessuno, perché questi vuoti non esistono. Non c’è bisogno che nessuno trovi rimedio alla solitudine di qualcuno, perché non esiste solitudine. L’attaccamento è la più grande causa di sofferenza. Un eccessivo attaccamento agli altri è la più grande causa di sofferenza.

Evitate l’attaccamento o le relazioni co-dipendenti

Relazioni co-dipendentiL’amore non serve a nulla se viene inteso come sofferenza. Se è abitato dalle ombre della paura di essere abbandonati, di essere traditi o dal fatto di dipendere dal partner fino al punto di diventare marionette senza identità. Non diventate parte dell’altra persona, non fate qualsiasi cosa ad un prezzo esagerato, per poi fare la fine della carta da regalo che perde la sua anima, una volta aperto il regalo. Dovete vincere la vostra dipendenza all’attaccamento, lottare contro le relazioni dipendenti.

Sappiamo bene che tutto ciò è facile da leggere e da capire, ma non impedisce a nessuno di ritrovarsi poi nella vita reale in un rapporto basato sulla dipendenza. In amore, nessuno ha il controllo e se vi capita di ritrovarvi in un rapporto con le caratteristiche dell’attaccamento, allora è vostra responsabilità saper reagire, non appena ve ne rendiate conto. Sarà il momento di mettere in pratica il distacco emotivo per camminare più liberi, più sicuri, più saggi, capaci di amare con integrità e senza paure.

Se permettete al vostro partner di crescere come persona, lo aiuterete a diventare emotivamente più ricco, con tante sfumature che, a loro volta, arricchiranno la vostra relazione. Dovete capire che il distacco emotivo non significa rompere dei vincoli. Al contrario, significa rispettare voi stessi e rafforzare la fiducia in voi stessi, perché sapete di essere amati, perché amate e avete fiducia in chi vi ha scelto per quello che siete, e non per evitare la solitudine.

Distacco emotivo non vuol dire che non avete il diritto di amare, di desiderare, di entusiasmarvi per qualcuno con tutta la vostra anima e il vostro cuore. Significa semplicemente che “nessuno vi possiede”. Ciò che vi possiede pone dei veti e chi pone dei veti non vi permette di essere voi stessi. Essere liberi dentro non ha nulla a che fare con il creare un amore. Significa lasciare spazio all’altra persona per permettere alla passione di nutrire il rapporto senza necessità e paure, offrendo all’altro la versione migliore di sé.

Quando l’attaccamento cessa, nasce la vera libertà emotiva.

di Miriam Xillo

Fonte: http://lamenteemeravigliosa.it

IL CAMBIAMENTO CHE TERRORIZZA LA MENTE

Ciò che sto per dirti potrebbe non piacerti affatto. Tu non sei la tua mente! Ma saperlo a livello intellettuale, non ha granché di utilità. Divenirne realmente consapevole ti permette di uscire dal disco incantato del dolore in cui la mente si identifica. Perché non vuoi accorgerti che cerchi ancora la via breve, facile, indolore ma soprattutto che accontenti la tua idea di felicità? Non hai ancora capito che è proprio quell’idea che devi smantellare?

È un’illusione pensare che tutto sia perfetto e che dobbiamo lasciarlo così com’è. Se c’è un problema alla base, occorre andare all’origine o tutto continuerà a ripetersi. Basta con questa new age che dice che serve solo un pensiero positivo e il problema scompare. Il pensiero appartiene alla mente che poi genera l’emozione che a sua volta dà l’illusione di una reale percezione. La mente non va riprogrammata ma ripulita. Riprogrammare significa spostare il pattume da una mattonella all’altra, mentre ripulire significa eliminare tutta quella immondizia dal pavimento. Se hai un taglio profondo nella coscia, non serve a nulla immaginare di non avere quel taglio per non sentire il dolore perché il taglio esiste e anche il dolore. Ma tu vuoi continuare a lasciare la ferita abbandonata a se stessa anziché lavarla e disinfettarla per poi ripulirla. Fa apparentemente più male ripulire quella ferita, ma poi potrai camminare non più zoppo. Invece vuoi continuare che la tua vita sia così, nella sua falsa perfezione, un ideale mentale di sicurezza e confort. Non vuoi un reale cambiamento, ma un miglioramento di ciò che hai già. Cambiare tutto per non cambiare niente, ecco cosa vuoi. Non vuoi cambiare davvero, altrimenti cominceresti a fare il primo passo verso ciò che ti spaventa realmente, verso ciò che non hai mai fatto, verso l’ignoto, verso ciò che ti toglie ogni sicurezza, ogni comodità, verso ciò che abbatte la tua solita visione di te stesso, degli altri, del mondo, dell’amore, di Dio, della libertà. Il cambiamento è una scelta che spaventa la mente, al contempo è reale e si può attuare a costo di lasciare andare tutti i suoi attaccamenti. È come quando decidi fortemente di attraversare un ponte senza quello zaino che ti appesantisce. Ma tu continui a dire che sei vittima del sistema.

Non è il sistema che deve cambiare, ma l’essere umano. E se l’essere umano non è disposto a farlo, il sistema crollerà sulla sua testa affinché possano crollare le sue illusorie certezze affidate all’esterno di sé. Solo ciò che è dentro può essere autentico.

L’illusione di scegliere la libertà con gli stessi mezzi offerti da chi non vuole che siamo liberi è un tranello vecchio. L’intero sistema è fatto di menti parassite e parassitate da esseri che li manovrano a loro piacimento e a cui non interessa null’altro che potere, sesso e soldi in cambio dei quali hanno ceduto la propria anima. Non è mai esistita la democrazia nonostante l’illusione del voto a cui abbiamo sempre abboccato. “Vota quello o quell’altro” è sempre il trucco per dar l’illusione della scelta. Ma non si esce dalla prigione con gli stessi mezzi offerti da chi in prigione vuol tenerci. Il nuovo può nascere solo sulle ceneri del vecchio. Questo sistema non può essere modificato, travasato, cambiato, trasfusionato, sostituito o alleggerito con personaggi e ingranaggi fatti della stessa sostanza dell’incoscienza e nell’inconsapevolezza. VA BUTTATO GIU’ TUTTO, RASO AL SUOLO COMPLETAMENTE! Ma ci vuole un certo tempo. Finché l’essere umano rimarrà tale, ossia, alzarsi, trovare uno scopo materiale, lavorare per fini economici, mangiare per cacare, trombare per godere, approfittare per primeggiare, senza alcuna conoscenza autentica del mondo invisibile (anima, spirito ed entità “negative”), tale rimarrà il sistema di cui l’uomo stesso ha bisogno per non sentirsi morire. Il sistema e l’attuale essere umano vivono in simbiosi. L’umano non vuole il cambiamento, vuole l’illusione.

Quando te la racconti troppo fino a ritrovarti a vivere situazioni simili abbellite da contorni apparentemente diversi, significa che sei sempre lì all’interno del cerchio dal quale ti spaventa uscire. La mente non cerca un reale cambiamento ma solo comodità, sicurezza, considerazione, approvazione. Vorrebbe fare la vita che fa di solito, illudendosi di cambiare tutto per non cambiare niente, ma eliminando solo ciò che crede le causi sofferenza quando in realtà è proprio la sua vecchia vita a causarle dolore.

La mente accetta solo ciò che le piace, ma non è detto che corrisponda alla vera gioia né alla libertà, e così si trasforma in una fuga camuffata da ricerca della felicità.

Cosa fare? Come si può accettare l’ingiustizia?  Dobbiamo cercare di fare giustizia o accettare la situazione? Dobbiamo cercare di ottenere quello che ci spetta a tutti i costi, rimettendo le cose in equilibrio, o perdonare la persona che ci deve qualcosa lasciando la situazione sbilanciata, ingiusta?

Dipende dalle situazioni. A volte il passato trova mille modi per tenerci legati, altre volte per chiudere un ciclo serve uno scatto percettivo e, una volta fatto, i vecchi sospesi si ricompongono. 

Quando sei di fronte alla verità, sei di fronte ad una scelta: quella della responsabilità. Responsabilità verso un cambiamento che nulla ha a che vedere con il falso/vecchio te stesso. Ci saranno sempre dei salti da fare, che la mente vedrà come ostacoli, e davanti ai quali tentennerà rimpiangendo la comodità della sua zona di comfort. Proprio lì il vero guerriero decide di continuare sulla strada della verità, nonostante la sua mente, il suo ego e il volador gli suggeriscano di tornare indietro.

Ci vergogniamo nell’esprimere le nostre sofferenze per sensi di colpa, mancanza di umiltà, paura del giudizio, egoismo, e non riusciamo spontaneamente a trovare sollievo esprimendo ciò che realmente vorremmo e pertanto lo fa l’inconscio attraverso i suoi simboli attirando nella vita quotidiana, così come nel sogno, situazioni che compensino, dalla malattia, alla bruciatura, all’incidente. Ma ogni dolore è legato ad un’emozione del passato, inespressa, repressa, nascosta nei propri inferni interiori. Ad essa si agganciano i parassiti interdimensionali (volador) che si nutrono di quel dolore e che lo spingono fuori dalla zona della consapevolezza così da farlo apparire come l’unica realtà.

Come fare a capire se un disagio o un fatto che mi ritorna ciclicamente non sia frutto di un karma o di una strada sbagliata che si sta percorrendo?

Quel “loop” che continua a manifestarsi ti porta un messaggio. E’ come se volesse farsi guardare in faccia e mostrarti cosa bolle dentro di te e cosa lo sta attirando. Di solito dipende da una situazione accaduta nell’infanzia. I personaggi che incontri nella tua vita, e le situazioni che si creano, ti stanno mostrando quale emozione è rimasta sepolta, ma soprattutto legata proprio alla tua infanzia continuando a mantenerti sul giradischi incantato. Per andare oltre bisognerebbe andare all’origine. Se ad esempio da bambino papà ti ha dato l’esempio del fallimento (trasferito senza volerlo), il bambino che tu eri se n’è fatto carico ritenendolo un modello. Ci sono carichi che quel bambino si porta dentro e dietro, ma che non gli appartengono, conflitti e traumi che hanno creato in lui schemi, convinzioni, paure.

Non reggi più il sistema economico, non reggi più il sistema politico, non reggi più le ingiustizie sociali, non reggi più i soprusi e le guerre. Ma sei sicuro che sia questo che non riesci a mandare giù? Pensi di poter salvare il mondo se prima non salvi te stesso? Quante volte auguri di sparire dal tuo posto di lavoro, da casa tua, dalla tua famiglia, dal tuo partner, dalla tua città, dalla tua nazione? Quante volte maledici chiunque hai intorno solo perché ti mostra i tuoi limiti, i tuoi schemi, le tue abitudini e i tuoi condizionamenti? Ce l’hai con i tuoi genitori perché li accusi di qualcosa. Quel qualcosa è dentro di te e devi scoprire da solo cosa in realtà nasconde. Ce l’hai con tua moglie o tuo marito perché non è in grado di renderti felice o perché non lo sopporti più, ma continui a viverci insieme dicendo che un giorno te ne andrai. Ma chi in realtà non sopporti più? Quale volto invisibile usa la tua voce e i tuoi pensieri nascondendosi dietro il tuo dolore? Dici che sei stanco del tuo lavoro perché non rispecchia ciò che sei e guadagni poco, e non fai nulla, continui a rimanere lì. Ma chi sei in realtà? Quale ennesimo partner, quale altra città, quale ennesimo lavoro dovrai cambiare ancora prima di cominciare dalla base? Devi scoprire prima chi sei per comprendere cosa rispecchia il vero te stesso e, per farlo, devi portare alla luce il tuo falso te, colui che si spaccia per te, quella voce che dice continuamente quale emozione provare e quale reazione avere in ogni situazione, anche quelle che vivono solamente all’interno delle tue fantasie.

Rinnegherai ciò che vedrai perché non conforme a ciò ti eri costruito nella tua fantasia per scappare dalla verità. E scambierai per verità gli effetti scenici messi davanti per distrarti. Quella voce nella testa che hai scambiato per il tuo “io” è come un virus. È in circolo al tuo interno da tanto, tanto tempo. Ti accorgerai della sua presenza solo dopo che ti avrà tolto tutto. Non fidarti di questo finto dispensatore di doni. È furbo, ingannatore, adulatore, ti fa tante promesse, gioca sulle tue emozioni intrufolandosi nei tuoi pensieri, si finge te, si spaccia per la tua guida, ti dice che ha tanti bei regali per te se solo farai il bravo “bambino”. Ti minaccia con la scusa che è per il tuo bene, ma tutto vuole da te fuorché la tua felicità. È un fanatico dell’essere umano, tifa per la sua mente e la vuole schiava. Non farti abbindolare.
L’adulto che vuole ottenere di più di ciò che ha, in effetti può farlo ma a discapito di perdere se stesso. Quell’adulto è nella fase del bambino che gioca a fare il maghetto mentre il mago nero, grande illusionista e prestigiatore, lo distrae con i trucchi e le illusioni promettendogli tante cose belle in cambio del suo tempo, della sua attenzione e della sua energia.
Ricordati che nessuna falsa promessa vale quanto la tua anima. Pensi di trovare la libertà cercando invano di sconfiggere un nemico che reputi esterno. Ma la realtà dei fatti è che si trova proprio al tuo interno e si finge te.

“A volte non siamo in grado di comprendere i fatti che ci accadono, ma dobbiamo imparare a non avere il controllo di tutto. E questo processo ci aiuta ad avere fede che ogni cosa accade per un motivo e che a volte è giusto anche quello che non comprendiamo, che a prima vista ci appare sbagliato.” (Spirito)

Non scendere a compromessi con le emozioni. Il peggio non è mai esistito se non nel modo in cui tu vedi la tua vita

La paura ti tiene ancorato, non ti fa vivere, non ti fa scegliere, ti tiene bloccato. Hai paura di tutto quello che non conosci, ma il non metterti in discussione ti fa rimanere lì nel tuo labirinto scambiato per libertà. Tirati fuori da lì. (Spirito)

A volte chiedi come fare ad avere più fiducia in te stesso, ma non è continuare a dare importanza e fiducia al falso te stesso l’azione da compiere. È lui che ti ha portato ad essere ciò che non sei, a corrompere ogni cosa che fosse autentica, a prendersi i meriti e i privilegi, a giudicare te e gli altri, a confonderti con il tranello delle emozioni, degli attaccamenti, delle dipendenze, della considerazione, dell’ambizione, dell’assenza di umiltà. Dare fiducia, certo, ma al vero te stesso, che non è la mente con la sua storia, i suoi drammi, le sue idee e congetture. Ci sono altre due forze di cui continui ad ignorare l’esistenza. Anima e Spirito. Anima fa esperienza di tutte le menti di tutte le vite (incarnazioni), Spirito è il Sé che guida l’essere umano ma che nessuno ascolta perché tutti preferiscono la propria mente suggerita dalla voce nella testa (volador).

Il bello e il brutto sono due facce. Non puoi vedere solo un lato della medaglia, perché sarebbe un’illusione. Siamo scesi su questo pianeta per chiudere dei cicli aperti da millenni. Forze oscure impediscono il nostro risveglio usando ogni tipo di inganno, ma soprattutto cercando di convincerci che non esistono. Se non cominciamo a prendere coscienza della nostra esistenza anche in un mondo invisibile, della nostra anima imprigionata che occorre riprendersi, del nostro passato, delle nostre vite precedenti e della nostra vera Guida Interiore (Spirito), come potremo portare questa umanità ad un reale cambiamento? Se continui a difendere le tue illusioni, non sarai mai libero.

 

Tutte le volte che dici “si” alle tue illusioni, dici “no” alla tua Anima e volgi le spalle a Spirito.

 

fonte: www.claudioguarini.it

LA MANIPOLAZIONE SPIRITUALE OPERATA DAI MASS MEDIA

Per anni ho amato la TV come mezzo, ma anche come fine. Uno dei miei piaceri più grandi era vedermi un bel telefilm, magari sgranocchiando noccioline.

Il potere dei mass mediaSentivo tuttavia spesso parlare della TV come di un mezzo di condizionamento mentale; Pasolini a tal riguardo disse: “niente di più feroce della banalissima televisione”, e pare che anche Berlinguer, quando venne inaugurato il primo programma RAI affermò: “è la fine della democrazia”. Con gli anni ho imparato a capire che in effetti c’era una parte di verità in quello che questi personaggi dicevano. Ma pensavo si trattasse pur sempre di un’esagerazione, perché dentro di me ero convinto che l’ascoltatore avesse comunque un certo senso critico; se un programma non piace – pensavo – basta spegnere la TV.

Ci fu però un momento della mia vita in cui mi resi conto della vastità del problema rimanendo anche scioccato dalla sua gravità; fu in quel momento che mi resi conto che i mass media sono un vero e proprio strumento di controllo mentale della popolazione, uno strumento straordinario e più potente di quanto si immagini; fu quando mi resi conto che giornali e TV presentano costantemente, senza eccezione alcuna, una visione completamente falsa e distorta della realtà giudiziaria. Tutti i casi di cronaca nera presentano sempre come capri espiatori assassini di bassa estrazione sociale o comunque persone che non ricoprono posizioni sociali di prestigio (contadini analfabeti, spazzini, madri casalinghe, studenti), nascondendo la realtà, cioè che i veri assassini sono spesso avvocati, magistrati, ufficiali dei carabinieri, architetti, ingegneri, commercialisti, preti…

Quando un professore universitario uccide la moglie a martellate la notizia non viene riportata dai giornali. Quando un generale dell’esercito uccide la figlia, tutto tace. In altri casi può capitare che ad uccidere sia un gruppo di letterati, artisti, professionisti, comprendenti addirittura il magistrato che coordina le indagini (come nel caso del Mostro di Firenze); quando poi l’opinione pubblica reclama “a gran voce” un colpevole, si trovano quattro contadini analfabeti e il caso è risolto. Mentre i veri assassini scrivono libri sulla giustizia, tengono conferenze sulla legalità e insegnano nelle scuole di polizia.

Resomi quindi conto che, nella realtà, TV e giornali arrivavano a manipolare qualsiasi informazione riguardante la politica, la finanza, la scienza, la medicina e addirittura i delitti, trasformando gli assassini in investigatori, e degli innocenti in assassini, ho capito che la potenza dei mass media come fattore di condizionamento mentale, è superiore a qualsiasi immaginazione.

Riflettendo su questi argomenti, mi sono accorto però che la manipolazione più grave e più grande che viene effettuata in grande stile è un’altra, molto più sottile, e proprio per questo molto più efficace e pericolosa di qualsiasi altra. E’ una manipolazione difficile da smascherare, perché per percepirla occorre essere dotati di una visione spirituale della vita, che la maggior parte della gente purtroppo non ha. Questa manipolazione consiste nel presentarci un mondo completamente privo di parte spirituale.

Il potere dei mass media:

Manipolazione mediaticaPartiamo dal presupposto che la TV ha l’immenso potere di influenzare comportamenti, idee, costumi e addirittura cambiare radicalmente abitudini di vita o credenze. Se, ad esempio, la TV comincia a mandare in onda notizie di rumeni che uccidono italiani, dopo poco tempo si diffonderà un odio diffuso verso i rumeni. Al Qaeda non esiste più dal 2002, ma per il 99 per cento della popolazione esiste ancora. E per la gran parte della popolazione europea, gli islamici sono intolleranti e guerrafondai, e vogliono la guerra santa contro gli infedeli. In compenso, siccome la TV non nomina mai i cinesi, nessuno si accorge che la nostra economia è già stata parzialmente distrutta a vantaggio di quella cinese.

Siccome gli assassini che vengono presentati in TV sono sempre contadini, spazzini, studenti, casalinghe, drogati, la gente normalmente si fa l’idea che i magistrati, i politici, gli architetti, gli avvocati, i commercialisti, non uccidano mai nessuno e nella società si crea quindi la ridicola equazione “professionista = persona per bene”. La TV, insomma, propone modelli di comportamento, ispira stili di vita, e inculca, che ce ne rendiamo conto o no, idee e pensieri.

La mancanza di una vita spirituale nei personaggi della TV:

Nei film o telefilm i protagonisti non hanno mai idee politiche, e men che meno una vita spirituale o religiosa. I vari personaggi discutono tra loro, amano, odiano, uccidono, lavorano, ma stranamente non fanno mai discorsi relativi a religione e politica. Nelle trame di film e telefilm, i personaggi hanno crisi di identità, problemi di coppia, familiari, lavorativi, ma mai hanno crisi religiose o mistiche, non si domandano mai il senso della vita e della morte, non discutono mai di Dio, di Cristo, Allah, o Buddha.

I film sulla vita di Gesù sono diversi in realtà, ma la maggior parte di essi si soffermano solo sugli aspetti formali e biografici della sua vita e nessuno affronta il problema del suo reale messaggio e della diversità di esso rispetto agli insegnamenti precedenti. Men che meno poi si affronta il discorso della sua formazione spirituale prima dei 29 anni, o quello della permanenza del suo messaggio dopo la crocifissione. Anche i film sui vari santi, si soffermano spesso sugli aspetti biografici e poco su quelli spirituali.

I pochi film che trattano di spiritualità sono veramente pochi e spesso incomprensibili per qualsiasi spettatore anche di cultura elevata. Inoltre tali film non vengono mai mandati in onda nelle TV nazionali, mentre i palinsesti continuano a propinare filmetti d’azione privi di significato. Anche nei talk show si parla di politica, di moda, di gossip, ma raramente, per non dire mai, si accenna alla vita spirituale dei vari personaggi che intervengono.

La manipolazione spirituale dei mass media:

La manipolazione spirituale dei mass mediaSe un regista facesse un film sulla vita di Buddha, di Maometto, di Krishna, se si affrontasse l’aspetto della meditazione nella vita di ogni giorno, il giorno dopo la proiezione di film del genere, migliaia di persone andrebbero a cercare un centro buddista, islamico o di Yoga per approfondire gli aspetti spirituali della vita. Se il protagonista di un film o telefilm trovasse la forza interiore per risolvere i suoi problemi in una qualunque religione, migliaia di persone si interesserebbero a quella religione per vedere se davvero sia possibile attingere la stessa forza. Se un film narrasse di una persona nevrotica che trova la calma e la serenità grazie a sessioni di meditazione, il giorno dopo un gran numero di persone andrebbero a cercare insegnanti di discipline spirituali.

Straordinariamente anche la Chiesa cattolica, che in questi anni è intervenuta spesso in materia morale, lo ha fatto solo intromettendosi su aspetti del tutto marginali, e assolutamente non spirituali. Le critiche della Chiesa si sono appuntate sull’eccessiva sessualità nei film, sul fatto che un film fosse favorevole o meno all’omosessualità, ma non sulla totale assenza di valori spirituali nelle opere in circolazione.

Il discorso è identico quando dai film e telefilm si passa a talk show, o programmi di intrattenimento vari. Abbiamo programmi in cui la gente si fidanza, si lascia, litiga, parla di problemi personali, addirittura programmi con cui si realizzano a comando desideri; ma nessun programma parla mai di Dio, dell’anima, di discipline spirituali, Yoga, meditazione, mantra. Banditi quasi del tutto argomenti che riguardano vegetarianesimo o dieta vegana. Ovviamente è anche bandito qualsiasi programma di approfondimento sulle varie religioni del mondo.

Anche per quanto riguarda la carta stampata il discorso è identico. I personaggi principali dei romanzi più famosi sono pervasi da una totale assenza di spiritualità. Romanzi e/o racconti dal contenuto spirituale sono relegati ai margini della letteratura, pubblicati da editori semi-sconosciuti o di nicchia, e oggetto di una pubblicità fatta solo col passa parola. Penso a opere monumentali come il “Vangelo” di Maria Valtorta, o libri stupendi come “Memorie di un esseno” di Daniel Meurois Givaudan. Libri biografici che possono cambiare la vita di una persona, come “Bagliori di un’infanzia dorata” di Osho, “Autobiografia di uno yogi” di Paramahansa Yogananda o “Vita di Siddhartha il Buddha” di Thich Nhat Hanh, che pure hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo, restano sconosciuti ai più.

Le riviste abbondano di consigli dietetici (dieta della pasta, dieta della pizza, dieta solo proteine, diete solo uva, solo pesche, solo albicocche, dieta a punti) ma mai viene approfondito il discorso vegetariano e vegano da un’ottica spirituale. In particolare, lo Yoga viene sempre e solo presentato come una disciplina per stare bene e in forma, ma mai si precisa che lo Yoga è la scienza della meditazione per chi vuole trovare Dio. Yoga significa infatti unione, e in particolare unione con Dio. Analogo discorso vale per la musica di largo consumo, dove i contenuti spirituali, se si fa eccezione per pochi casi, sono del tutto assenti.

Gli attacchi alla spiritualità:

Parallelamente alla privazione di qualsiasi contenuto spirituale, i mass media operano spesso attacchi verso chi potrebbe elevare la spiritualità degli individui. I maestri spirituali che emergono con prepotenza nella società, vengono regolarmente attaccati e viene distorto il loro messaggio. Ai tempi in cui il movimento hippie si ispirava a Paramahansa Yogananda, partì l’operazione mediatica “Charles Manson” e gli hippie divennero automaticamente nullafacenti assassini.

Ai tempi in cui Sai Baba iniziava ad essere conosciuto in Occidente, Corrado Leoni (padre del più famoso Paolo Leoni, in carcere per essere il capo delle Bestie di Satana) uccise una donna di nome Maddalena Russo, e siccome era seguace di Sai Baba, i giornali accosteranno la figura di Corrado Leoni al satanismo e a Sai Baba; da quel momento in poi molti faranno l’accostamento Sai Baba/Satana, e questo maestro spirituale verrà presentato ovunque come un ciarlatano indiano, che faceva finti miracoli per attirare le folle. Di Osho, che verrà assassinato dalla CIA mediante avvelenamento da tallio, le tv e i giornali in genere puntano il loro indice contro le sue 99 Rolls Royce e contro le (presunte) orge che si effettuavano all’interno della comunità degli arancioni.

Per finire, senza che gli stessi cristiani se ne rendano conto, un attacco costante e continuo alla figura di Cristo, è portato avanti dai mass media, ogni volta che si presenta al mondo il volto meno presentabile della Chiesa: cardinali bigotti, discorsi demenziali sul sesso e sulle parolacce, preti pedofili ecc., ovvero tutto il peggio che il cristianesimo ha prodotto. Operazioni il cui vero obiettivo è allontanare la gente da tutto ciò che è Dio, religione, spirito, anima, senso della vita.

Gli obiettivi della manipolazione spirituale:

Gli obiettivi della manipolazione spiritualeQuesta manipolazione spirituale ha due obiettivi, uno mediato e uno immediato. Il motivo immediato è evitare che la gente si faccia domande, che effettui ricerche interiori, che indaghi il motivo per cui l’uomo è sulla terra e si addentri nei misteri dell’anima. Il motivo mediato è la creazione di una massa di persone schiave del sistema e docili al volere di chi comanda. La creazione di una popolazione dotata di una forte spiritualità infatti provocherebbe il collasso del sistema capitalistico, e il potere non avrebbe più armi per rendere schiavo il cittadino.

Osho, Krishnamurti, Gurdjieff, Tolle, Evola, De Mello, Sai Baba, Yogananda, Aivanhov, Steiner, Guenon, Padre Pio, erano giganti dell’umanità e totalmente inattaccabili dal sistema in cui viviamo; e persone che ragionassero seguendo le loro linee di pensiero non sarebbero più pecore, ma esseri pensanti.

Infine, penso che la vera ragione per cui i media non parlano mai del dibattito secolare tra Chiesa e Massoneria, non sia quello di nascondere la trama di poteri occulti che governa il mondo, ma sia quella di evitare che la gente si faccia domande che riguardano la spiritualità; la lotta tra Chiesa e Massoneria nei secoli (compresa la lotta tra Chiesa e Templari) è in realtà una lotta spirituale, che aveva – ed ha ancora oggi – come obiettivo le coscienze dei popoli, e il sistematico appiattimento di ogni aspetto spirituale nella vita delle persone.

Gli effetti di questa manipolazione in particolare sono i seguenti. Innanzitutto il cittadino ignorante è docile al sistema, mentre la persona che ha sviluppato una forte spiritualità non è controllabile dal sistema. Qui il mio pensiero corre ai primi cristiani che preferirono morire piuttosto che cambiare religione; ai catari che si fecero sterminare piuttosto che obbedire al papa; ma con esempi minori penso a Rino Gaetano che sapeva i rischi che correva, ma non ha rinunciato a mettere in musica, sotto forma simbolica, quello che sapeva del sistema. La persona priva di spiritualità aderirà sempre alle richieste del sistema con la scusa dei figli, del lavoro, della famiglia; una persona che vive in una dimensione spirituale piena, sa che esistono anche altri fini nella vita.

Inoltre siccome la conoscenza è potere, tenere milioni di persone all’oscuro delle verità spirituali più importanti, equivale ad avere un maggior controllo su di loro. Le persone che ricoprono posizioni di vertice nella società, infatti, sono spesso a conoscenza di certi concetti e dominano informazioni completamente sconosciute ai più. Mentre nei mass media si relega l’esoterismo a una questione da mago Otelma o mago Silvan, i grandi della Terra sono spesso esperti di esoterismo e dotati quindi di una forte spiritualità. Una spiritualità magari negativa, nera, satanica direbbe qualcuno, ma comunque una spiritualità che li rende diversi dalla maggior parte delle persone. E’ noto che tutti i presidenti degli USA sono stati e sono massoni; Hitler, come è altrettanto noto, faceva parte e si avvaleva della società Thule ed era molto interessato ai temi esoterici. In linea di massima sono massoni, praticano e studiano discipline esoteriche, la maggior parte delle persone del mondo della politica e dello spettacolo.

Infine, si rende impossibile alle masse la comprensione dei meccanismi dei principali avvenimenti della storia e della politica. La totale ignoranza sul significato di termini come “spiritualità” e “esoterismo”, rende impossibile capire perché avvengano certe guerre, perché si facciano determinate scelte politiche, e il motivo di alcuni accadimenti di natura politica.

Non si può capire il conflitto con l’Islam senza prendere in considerazione la parte spirituale ed esoterica della questione. In un colloquio avuto tempo fa, Fausto Carotenuto (ex funzionario dei servizi segreti, ora dedito ad attività spirituali) mi disse che non si possono spiegare le guerre senza capirne la parte esoterica e spirituale. Le motivazioni del conflitto infatti, siano esse quelle ufficiali o quelle meno note tipicamente complottiste, non reggono ad una prova logica e dei fatti. Gli USA infatti sanno bene che gli stati islamici non userebbero mai la bomba atomica o altre armi contro la Nato, perché come conseguenza tutto il mondo islamico verrebbe spazzato via in un soffio; il conflitto non ha ad oggetto il petrolio, perché le società petrolifere mondiali sono già praticamente sotto il controllo delle multinazionali occidentali; il terrorismo non è un problema perché i nostri servizi segreti hanno mezzi e uomini a sufficienza per impedire attacchi terroristici; non esiste insomma un motivo logico al mondo per una guerra all’Islam, che può essere spiegata invece unicamente sotto il profilo esoterico e spirituale.

Pensiamo, in Italia, al caso Moro: non si rapisce un personaggio politico della statura di Aldo Moro per 55 giorni, creando un casino unico al mondo, solo perché questi era un personaggio scomodo e voleva il compromesso storico e l’apertura a sinistra; in altre parole, non si pone in essere un evento come quello, senza una regia di altissimo livello e senza ragioni diverse da quelle meramente politiche, che possono essere spiegate invece in termini esoterici, e inquadrando tutto il fatto, nell’ambito di un processo di politica internazionale, che prendeva le mosse da decenni prima, e che continua ancora oggi.

Conclusioni:

La manipolazione spirituale è molto difficile da smascherare, non può essere percepita facilmente perché occorre in primo luogo essere dotati di una visione spirituale della vita, e poi occorre analizzare molto bene il sistema dei mass media. La maggior parte delle persone ha della religione un’immagine solo formale. Per rimanere in Italia, una parte dei cittadini si definisce cattolica o cristiana solo perché va a messa la domenica, o addirittura solo a Pasqua e a Natale. Un’altra parte si vanta di essere atea e di non credere in nulla. Si può dire quindi che la gran parte delle persone non ha una propria vita spirituale e non sa neanche cosa essa sia. Quindi ai propri figli non insegna il significato della vita e della morte, perché non lo conoscono loro stessi. Anche con gli amici si discute sempre e solo di calcio, auto, vacanze, lavoro, al massimo si toccano sentimenti, politica e giustizia.

La gente non potendo accorgersi quindi dell’assoluta assenza di contenuti spirituali in ciò che vede o legge, senza saperlo forma le sue idee, le sue aspirazioni e i suoi comportamenti, su ciò che sente in TV o nei mass media. Nessuno ci insegna, fin da piccoli, la verità molto banale che il parametro di realizzazione dell’individuo deve essere la felicità individuale, non gli aspetti materiali della vita, e soprattutto nessuno ci insegna come realizzare questa felicità senza tali aspetti materiali.

La totale assenza di valori spirituali dalla vita quotidiana di tutti, fa sì che non si percepisca il reale problema di fondo della politica, cioè che una società completamente priva di parametri spirituali nelle proprie scelte è destinata al fallimento. In fondo, la crisi che è in atto e i disastri che stanno avvenendo sono unicamente il risultato della totale assenza di spiritualità nella cultura occidentale; una spiritualità che anche la Chiesa cattolica ha ridotto a dilemmi come “aborto sì o no”, “crocifisso nelle scuole sì o no”, non contribuendo a mettere in luce tutto ciò che nell’uomo è più importante, ossia l’anima.

Tutto ciò è portato avanti, secondo un disegno ben preciso da parte dell’élite dominante, il cui fine è chiaro solo a chi ragiona in termini spirituali e colloca gli eventi – singoli e collettivi – in una dimensione globale e millenaria. Trasformare le masse in una comunità di zombie, il cui unico fine sia avere un’auto di grossa cilindrata e una bella casa, che prediliga certi lavori a discapito di altri, che vesta in modo giusto, si comporti in modo giusto, mangi cibi giusti, il cui unico svago sia uscire a cena fuori, mangiando in una serata quello che potrebbe sfamare un intero villaggio africano per una settimana; docili al sistema perché con la minaccia di perdere il lavoro e la casa, saranno costretti a subire umiliazioni, ordini demenziali, commettere infrazioni; una moltitudine di schiavi del sistema che lavori sei giorni su sette, affinché il settimo giorno possa uscire dalle città ammassata come in un formicaio, per invadere supermercati d’inverno e spiagge d’estate, affinché in età pensionabile possa dire: “l’ho fatto per i miei figli”, affinché poi i figli possano dire la stessa cosa, in una ruota senza fine in cui mai nessuno possa dire a se stesso: “questo l’ho fatto per me stesso” o anche “l’ho fatto per l’umanità”.

Il risultato è una schiera di intellettuali che hanno biblioteche di migliaia di volumi, che conoscono la letteratura, la storia, la filosofia, la psicologia, che hanno letto Marx, Freud, ma che, se gli domandi “perché viviamo e moriamo o se esiste Dio”, non sanno cosa rispondere, e nemmeno sanno rispondere alla più banale domanda: “qual è la cosa più importante da insegnare ad un figlio, e che per prima cosa dobbiamo conoscere e imparare noi stessi?”

Articolo di Paolo Franceschetti

Tratto da: “La manipolazione spirituale dei mass media” di Paolo Franceschetti

Fonte: paolofranceschetti.blogspot.it/2012/07/la-manipolazione-spirituale-dei-mass.html

LA “TEORIA DEI MONDI MOLTEPLICI” E LE VITE PARALLELE

Quando fate una scelta importante nella vostra vita, voi scegliete in effetti tra due possibili situazioni future. Non appena fate la scelta, uno dei possibili futuri scompare. E’ vero? Oppure questo futuro alternativo seguita comunque ad esistere in un mondo parallelo, ed è vissuto da un’altra parte di voi?

Secondo la “teoria dei mondi molteplici” in fisica, ogni qualvolta ci sia un momento di scelta, avviene una divisione nell’universo: le varie possibilità coesistono in mondi paralleli. Da un punto di vista spirituale, qual è il significato dei mondi paralleli e come possiamo farne esperienza nella nostra vita quotidiana?

Introduzione

Vite paralleleL’interpretazione dei mondi molteplici della meccanica dei quanti, fu formulata dalla scienza già negli anni ’50. Questa teoria stabilisce che non appena si verifica una scelta nell’universo, esso si scinde ed entrambe le possibilità esistono dunque in due mondi paralleli. Secondo questa teoria, l’universo consiste in un’infinita varietà di mondi e il nostro cosmo è solo uno di questi mondi. Fin dalla sua introduzione, la “Teoria dell’interpretazione dei mondi molteplici”, ha acquisito molta popolarità tra gli scienziati, e, attraverso libri e film di fantascienza, essa è diventata accessibile ad un pubblico più vasto.

Sebbene questa teoria abbia, da un punto di vista spirituale, conseguenze interessanti, è una teoria scientifica che non parla del significato più profondo dell’esistenza dei mondi paralleli. La scienza non considera come proprio compito fare riflessioni sul significato e le implicazioni di vite parallele per la nostra vita di tutti i giorni.

Cosa implica la teoria dei mondi molteplici nella nostra comprensione dell’anima? Cosa significa “mondi paralleli” nello sviluppo della nostra consapevolezza? Perché l’anima sceglie di fare esperienza di vita in vari modi?

Le vite parallele non esistono indipendentemente l’una dall’altra ma sono – come ogni cosa nell’universo – internamente connesse tra di loro. Tutte vi appartengono. Come tali hanno uno scopo: espandere il campo di esperienza per la vostra anima e, di conseguenza, la vostra consapevolezza.

Linee temporali

Linee temporali dell'animaL’anima fa esperienza del mondo fisico attraverso di noi. Come umani, viaggiamo su una possibile strada attraverso il tempo. In questo contesto è più appropriato parlare di una possibile ‘linea temporale’, dove la nostra vita attuale è una di queste linee temporali. Nel momento in cui facciamo una scelta importante nella nostra vita, entra in campo una divisione di linee temporali. C’è la linea in cui voi provate la scelta A, e c’è la linea in cui voi provate la scelta B. Come umani, non siamo coscienti della seconda linea di cui non facciamo esperienza, ma la nostra anima sì. Per lei, la seconda linea è tanto reale quanto la prima.

Tuttavia, non tutte le linee temporali, generate dalle scelte che facciamo durante la nostra vita, sono ugualmente importanti per la nostra anima. Alcune sono più significative di altre. Possiamo paragonarle ai giorni della nostra vita: alcuni di essi – il giorno del nostro matrimonio, quelli in cui i nostri bambini sono nati, ecc. – sono profondamente significativi per noi e rimangono impressi nella memoria. Molti altri giorni trascorrono nella routine e vengono dimenticati. Naturalmente questi giorni ordinari hanno anch’essi la loro funzione, nel complesso; essi creano una tranquilla crescita ed integrazione, che porta ai momenti speciali. Lo stesso principio si applica alle linee di tempo.

Le linee di tempo si dividono in momenti di scelta che richiamano intense emozioni. Immaginate che dopo una profonda lotta interiore, voi decidiate di lasciare il vostro lavoro, dedicare la vostra vita alla vostra passione di dipingere. C’è però anche una linea di tempo in cui voi tenete il vostro lavoro in ufficio. La vita da pittore è molto intensa da un punto di vista emozionale, poiché avete paura e insicurezza da un lato e profonda ispirazione e realizzazione dall’altro. La linea di tempo in cui invece voi lavorate in un ufficio senza correre troppi rischi, è meno intensa da un punto di vista emotivo, ma vi porta comunque esperienze di valore. Questa linea di tempo può essere paragonata ad un giorno con meno avvenimenti nella vostra vita, mentre la linea di tempo da artista può essere paragonata ad un giorno sensazionale e memorabile.

La Terra vista come una casa multidimensionale

Terra: campo di infinite opportunitàDal punto di vista dell’anima, la Terra non è una “cosa”, un grumo di materia, ma un regno multistrato di esperienze, un campo di infinite opportunità in cui la mente umana può esplorarsi. L‘anima è curiosa e vuole arricchirsi con le esperienze di molte linee di tempo. Sarebbe dunque un peccato usare la magnifica personalità terrestre con tutti questi potenziali (voi) solo per una possibilità. Sarebbe un’enorme perdita di potenziale.

La realtà terrestre, la Terra stessa, è stata creata per permetterci di esplorare tutte queste possibilità perché, di nuovo, la Terra non è una cosa. A livello dell’anima, tutte le possibili linee di tempo sono sperimentate simultaneamente. La Terra è il vasto spazio sperimentale in cui questo insieme di linee di tempo ha luogo.

Per capire questo, dobbiamo realizzare che, anche in accordo con la scienza, la mente o spirito è più fondamentale della materia. La materia non è in effetti così materiale, come ci insegna la meccanica dei quanti. Da una prospettiva spirituale, la materia è creata affinché la mente/spirito umana esplori se stessa in tutte le sue infinite sfaccettature. Il fine della mente è – attraverso l’esperienza di se stessa nel mondo materiale – diventare completamente cosciente del suo potenziale interiore. Tale potenziale è infinito e questa è la ragione per cui la realtà materiale è anch’essa infinita, e più ricca e complessa di quanto non possiamo immaginare.

Come esseri umani possiamo avere l’idea che la materia ci limiti. Ad esempio, vorremmo volare come gli uccelli ma non possiamo, mentre nei nostri sogni possiamo farlo. In realtà, i limiti materiali del regno terrestre, fanno sì che noi facciamo esperienza di alcuni aspetti della vita molto intensamente. Ad esempio, se potessimo fare qualsiasi cosa e non avessimo il problema dei nostri corpi vulnerabili e delle emozioni umane, non potremmo mai scoprire il nostro coraggio. Abbiamo, cioè, bisogno dei limiti per scoprire questa qualità in noi stessi.

Per citare Goethe: “E’ nel lavoro con i limiti che il maestro rivela se stesso”. A causa dei limiti del mondo materiale, dobbiamo risvegliare e nutrire qualità interiori come l’intuizione, la comprensione e il coraggio. Possiamo paragonare la vita sulla Terra ad un gioco molto ricco e intricato. Tutti i giochi hanno le loro regole: da una parte queste regole rappresentano delle limitazioni, dall’altra rendono possibile lo svolgimento del gioco con tutta la sua gioia ed eccitazione.

In altre linee temporali della nostra vita attuale, vengono vissuti differenti aspetti della nostra personalità, che portano al risveglio di diverse qualità interiori. Il gioco si svolge in modo differente qui, e l’anima si arricchisce assorbendo tutti i differenti esiti.

Una vita umana è come una casa con un numero di stanze illimitato. Ogni stanza ci mostra un aspetto della nostra realtà interiore ed è destinato a portarci alla consapevolezza di una particolare sfaccettatura del nostro essere. In tal modo, l’esistenza di mondi paralleli è uno strumento per l’anima che promuove l’espansione della consapevolezza.

Il significato di vite parallele per la vostra personalità attuale

Significato delle vite paralleleFare l’esperienza di vite parallele, non solo arricchisce la nostra anima, ma ha anche valore per la nostra vita di tutti i giorni. La nostra anima fa l’esperienza di tutte queste vite e noi come esseri umani siamo connessi con la nostra anima. Questa è la ragione per cui, ad un livello profondo, noi siamo connessi anche a queste nostre altre vite.

Le nostre vite parallele possono quindi ispirarci e darci forza. Possono essere la spiegazione di talenti inaspettati, ma possono anche essere la causa di incomprensibili paure. Uno scambio energetico continuo avviene tra le diverse linee di tempo. Siamo, per così dire, un team che lavora sullo stesso progetto.

Alcune scelte possono condurre ad una vita calma e stabile, in cui accadono poche cose rilevanti. Quella linea temporale può allora emettere una certa calma ad altre linee di tempo, dove le cose accadono invece in modo più “turbolento”.

Può anche accadere che in una linea temporale si sviluppino alcuni talenti. Ad esempio, qualcuno decide di vivere in Francia e imparare il francese in quella specifica linea di tempo. In altre linee temporali della stessa vita, ci potrebbe essere allora un interesse naturale per la lingua e la cultura francese.

Come possiamo connetterci agli aspetti benefici delle nostre vite parallele?

La seguente tecnica può essere usata per creare un contatto con altre linee temporali:

– Rilassatevi fisicamente in un luogo tranquillo portandovi così in uno stato di calma. Poi, con l’occhio della mente andate a ritroso ad un momento della vostra vita in cui avete fatto una scelta importante. Lasciate andare ogni giudizio che potreste avere riguardo a quella scelta. Vedetela semplicemente come due possibilità; una non è migliore dell’altra. Sentitevi in pace con entrambe le possibilità. Accettate l’esistenza di entrambe.
– Poi immaginate di fluttuare in aria. Osservate quel momento dall’altro. Provate a innalzarvi interiormente al livello della vostra anima. Vedete come due strade si generano da quel momento, ognuna con le sue proprie esperienze. Una è la strada che avete scelto, l’altra è l’alternativa.
– Concentratevi sull’alternativa. Sentite la sua carica energetica. Cosa emana? Come vi ci sentite? Quali esperienze fate?
– Permettete a queste esperienze di essere; dite loro “sì”, interiormente. Sentite come queste esperienze possano arricchirvi e farvi assumere una posizione diversa nella vita. Immergetevi completamente in questa linea di tempo per un momento.
– Osservate lo scambio energetico tra la vostra linea temporale attuale e quella alternativa. Cosa potete imparare dall’altra linea temporale e quale messaggio avete per quell’altra linea temporale?

Come capita per qualsiasi meditazione guidata, continuate solo se essa vi porta chiarezza, ispirazione e forza. Se non vi fa sentire a vostro agio, lasciate stare e magari riprovate un’altra volta.

Articolo di Gerrit Gielen © (Titolo originale: “Lavorare con le vite parallele”)

Traduzione di Annalisa Mancini

Fonte: http://www.jeshua.net/it/articles/article5.htm

preso da: fisicaquantistica.it

IL GIURAMENTO DEI MAGHI ERRANTI

 

Mi impegno a investigare il vero potere, invisibile e silenzioso.
Questo potere non è mio e non è legato alla mia personalità. Mi impegno a ricordarmelo sempre.
Questo potere non è qualcosa di cui si possa parlare. Quando avrò bisogno di parlarne sarà la mia personalità a volerlo fare, perciò ricorderò sempre che il vero potere cresce solo nel silenzio.
Questo potere non è qualcosa che si possa trasmettere o insegnare. E’ qualcosa che c’è e alla quale tutti possono accedere, dunque, mi impegno a insegnare soltanto, e per lo stretto tempo necessario, i modi per restare in contatto con questo potere.

Mi impegno a eliminare dalla mia personalità i tre grandi veleni:
Il bisogno di approvazione.
Il bisogno di controllo.
Il bisogno di sicurezza.
Mi impegno a non parlare degli argomenti che non conosco, ma solo di quelli che conosco e che ho sperimentato.
Mi impegno a non aver nulla da dimostrare perchè è solo l’ego che vuole dimostrare.

Mi impegno a non avere scuse e a non aver paura di sbagliare perchè solo attraverso l’ammissione dell’errore posso evolvere.
Mi impegno a non fuggire il dolore, la sofferenza e tutto ciò che giudico negativo. Tutte queste sono mie creazioni e solo passandoci attraverso posso vederne l’illusorietà.
Mi impegno altresì a non focalizzarmi solo sul bello e sul positivo, poichè so che la crescita è integrazione e superamento e non esclusione degli opposti.

Mi impegno a lasciar andare la mia storia personale, chiunque io sia stato, per essere una persona nuova in ogni momento. Se questo implica rinunciare a vecchie idee e convinzioni, rinuncerò a queste idee e convinzioni che non assolvono più al loro scopo. Se questo implica abbandonare vecchie persone o ambienti che non risuonano più con la mia frequenza, lo farò.

Mi impegno a ricordarmi che amare non è possedere o essere posseduto e che lasciar andare è la capacità che ogni mago errante deve sviluppare prima di tutte le altre.
Mi impegno a ricordarmi che lasciar andare è fluire e non trattenere e non implica mai la perdita ma la trasformazione.

Mi impegno a dar retta alla mia guida interiore prima che a qualunque altra forma di conoscenza, mi ricorderò di questo tutte le volte che dovrò decidere quello che è giusto e quello che è sbagliato, perchè solo la mia guida interiore può dirmi quello che è giusto o sbagliato per me.
Mi impegno a ricordarmi che giusto o sbagliato sono solo categorie della mente e che il mio livello evolutivo sarà misurato da quanto io riesca ad essere pace con tutto ciò che c’è.
Mi impegno a ricordarmi che parlare di magia non è fare magia. Così come parlare di spiritualità non è fare spiritualità.

Mi impegno a ricordarmi che là fuori e qui dentro sono la stessa identica cosa e che questa legge è sempre in funzione.

Mi impegno ad ascoltare molto di più di quanto parli e a parlare molto meno di quanto vorrei.
Mi impegno a ricordarmi che le parole sono energia e come tali hanno un loro potere e un loro costo.

Mi impegno a fare in modo che i miei pensieri casuali siano il minor quantitativo possibile, perchè niente è pericoloso per un mago errante come un pensiero casuale protratto nel tempo.

Mi impegno a ricordarmi che sono sempre nel posto giusto al momento giusto e che ogni problema che incontro sul mio cammino non è una coincidenza ma qualcosa su cui io dovrò lavorare come proiezione della mia mente subconscia.
Mi impegno a stare dove sto, con chiunque sto, e a starci pienamente perchè riconosco che l’amore è attenzione, presenza, non giudizio.
Mi impegno a ricordarmi che abbastanza amore può guarire ogni situazione, anche se la guarigione può prendere direzioni a me ignote.

Mi impegno altresì a ricordare che non posso ‘capire’ tutto, per questo mi impegno anche a smettere di cercare di capire e di trovare soluzioni, perchè così facendo sto dando il permesso al ‘me più grande’ di agire al posto della mia personalità.

Mi impegno a ricordare che dietro la mia esistenza c’è un piano, e che questo piano può essere percepito ma non compreso del tutto. Quando saprò dove andare ci andrò senza esitazione. Quando non saprò dove andare cercherò di affinare i sensi e sentire quale sarà la prossima mossa da fare.

Mi impegno a sviluppare la mia voce, le mie idee, la mia energia, ricordandomi sempre che la genialità non passa mai per le citazioni di altri. Quand’anche citassi qualcosa di altri, lo farò attraverso la mia personale modalità, affinchè si esprima la mia essenza e non quella di qualcun altro.

Mi impegno, infine, a ricordarmi di essere pace piuttosto che qualunque altra emozione negativa.
Nel muovermi sarò pace. Nello stare fermo sarò pace. Nell’attesa sarò pace. Mi impegno infatti a ricordarmi che nella pace nasce e prospera il vero potere del mago errante, invisibile e silenzioso.

 

Fonte: http://quantum73.blogspot.it/2011/11/giuramento-del-mago-errante.html