I GIARDINI DELL’EDEN con Kim Rossi Stuart

In Galilea il piccolo Jeousha si prepara ad affrontare il momento più importante nella vita di un adolescente, ossia il Bar Mitzwah, il rito di ingresso nel mondo degli adulti. Si reca così a Gerusalemme, accompagnato da altre famiglie del suo villaggio e dal cugino Johannan. Nel tempio, Jeousha impressiona i saggi per la sua sensibilità ed intelligenza, e a contatto con la vita convulsa della città ha modo di conoscere meglio le persone e i loro problemi. Crescendo, lavora con i fratelli nella bottega da carpentiere del padre Joseph, ma il lavoro non riesce a coinvolgerlo completamente. Morto il padre, decide di abbandonare il villaggio e di mettersi di nuovo in viaggio alla volta di Gerusalemme e di altri luoghi, dove ha modo di verificare di persona la scontentezza della popolazione nei confronti dei soldati romani. Nel corso di questi viaggi si mescola a costumi, religioni e filosofie diverse, a fronte delle quali sente giunto il momento di trasmettere agli altri il bagaglio di conoscenze e di esperienze finora acquisito. Chiama a seguirlo alcuni uomini e con loro si mette in movimento per portare a tutte le genti un messaggio di rispetto e di amore reciproco tra gli esseri umani.

QUESTO FILM MI E’ PIACIUTO MOLTO, SI BASA SUI VANGELI APOCRIFI RITROVATI A QUMRAM, E OFFRE UNO SPUNTO DI RIFLESSIONE DIFFERENTE SULL’IMMAGINE DI GESU’. NE VEDREMO I TRATTI PIU’ UMANI, QUELLI CHE LA CHIESA HA SEMPRE TENUTO NASCOSTO NEL SUO TENTATIVO DI ALLONTANARCI DALLA VERITA’ CREANDO UN’IMMAGINE DISTORTA E DI SEPARAZIONE. INTERESSANTE IL PERCORSO DI CRESCITA INTERIORE CHE RAPPRESENTA IL GRANDE ESEMPIO PER L’UMANITA’, IL RICONOSCIMENTO DELLE PROPRIE DEBOLEZZE E DELLE PROPRIE OMBRE ( CON CUI EGLI COMBATTERA’) COME STIMOLO PER ATTUARE LA SUA GRANDE MISSIONE

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IL PIANETA VERDE

Il film tratta, con una chiave umoristica e usando l’espediente comico dell’esternalità, i problemi del mondo occidentale: la frenesia, l’abuso di comando, l’inquinamento ed il consumo selvaggio delle risorse naturali e degli spazi.La storia comincia, appunto, sul “Pianeta verde”: un pianeta lontano e sconosciuto ai terrestri, dove le persone che lo abitano vivono la loro esistenza in armonia con se stessi e con la natura. Anche gli abitanti di questo pianeta sono passati per l’era industriale (nel film è definita preistoria), ma dopo averne saggiato la decadenza, hanno preferito abbattere gerarchie, industrie e tutto ciò che rappresentava l’epoca dello sfruttamento.

QUESTO E’ UN FILM ILLUMINANTE PER CERTI VERSI,soprattutto perchi ancora è al “primo “risveglio” ASSOLUTAMENTE DA VEDERE E RIVEDERE, IMMORTALA SENZA PELI SULLA LINGUA IL DECLINO E L’ARRETRATEZZA DELLA CIVILTA’ UMANA, FORNENDO INTERESSANTI SPUNTI DI RIFLESSIONE, IN PARTICOLARE SUL MODO DI VIVERE E LA MANIERA DI RELAZIONARCI TRA UOMINI E CON LA NATURA…

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LA CRISI

della stessa regista de il pianeta verde

Coline Serreau è nota per affrontare argomenti sociali molto scottanti, come la società sempre più competitiva, lo stile di vita frenetico, la decadenza dei veri valori, pur utilizzando un registro linguistico e situazionale molto leggero e disincantato, da commedia per l’appunto.
LA CRISI è esattamente questo: Victor, avvocato di successo, nello stesso giorno perde il lavoro e la moglie, e quindi tutte le sue certezze da uomo della middle class, e, alla disperata ricerca di qualcuno che lo consoli, si ritrova tra i piedi Michou, , strano personaggio che gli ronza intorno per spillargli birra e cibo, ma che a conti fatti gli offrirà alcune lezioni di vita…

Frase dal film:
Sai come funziona la medicina in Cina? Quattro volte all’anno tutta la famiglia va dal medico. E lui li cura. Vale a dire: cerca nelle persone in buona salute i punti deboli che potrebbero diventare poi delle malattie. Gli fa un po’ d’agopuntura, gli da delle erbe, corregge la dieta, riequilibra l’organismo. Poi lo pagano e se ne vanno. Per loro questa è medicina: impedire che uno si ammali. Invece, se qualcuno si ammala, allora è il medico che va da lui per curarlo, e per quella visita non viene pagato. Perché non è medicina per loro. Per loro curare la malattia quando c’è già è come mettersi a fabbricare armi subito dopo aver dichiarato guerra oppure scavare un pozzo quando si ha sete: bisognava pensarci prima. Perciò al medico cinese conviene che la gente stia bene, perché sono quelli che stanno bene che pagano. Gli ammalati gli portano via tempo senza farlo guadagnare, e se ha troppi ammalati il medico va in rovina. E poi la gente dice: “Ha troppi ammalati, non è bravo, non ci andiamo”. Qui è il contrario: più ammalati uno ha e più viene rispettato e più guadagna”
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CONTACT con Jodie Foster

Seguendo una passione che aveva da bambina, Ellie si è dedicata totalmente alla scienza e, dopo la laurea, si è specializzata nella ricerca di messaggi inviati da extraterrestri. Diventa ben presto la migliore nel settore e con caparbietà continua le sue ricerche. Un giorno dalla lontana stella Vega arriva un messaggio radio, Ellie lo capta, ne informa gli altri, e si viene a capire che il messaggio contiene il progetto di una macchina spaziale in grado di ospitare un passeggero per viaggiare nell’iperspazio e attraversare le galassie. Ellie pensa di avere il diritto di affrontare in prima persona questo viaggio, e si rivolge a Palmer, un teologo consigliere del Presidente. Ma al momento della scelta, proprio Palmer la mette in difficoltà con domande sulla fede, e al suo posto viene scelto un militare. La spedizione però fallisce tragicamente e, in un secondo tentativo, Ellie non può più essere ignorata. Arriva così oltre la conoscenza e l’ esperienza, fino al raggiungimento della visione finale in cui incontra il padre morto che le parla. Tornata sulla Terra, Ellie non può più negare la possibilità dell’incontro tra fede e fatti concreti.
Con una protagonista come la Foster che in questo ruolo è davvero magnifica, meraviglioso il viaggio intergalattico che farà nella navicella e che vale tutto il lunghissimo film……
DOVE CREDETE SIA ARRIVATA LA PROTAGONISTA??!!!
A OGNUNO LE SUE CONCLUSIONI…
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KEYPAX con Kevin Spacey e Jeff Bridges

Spunta dal nulla in mezzo ad un raggio di luce alla Stazione Centrale di New York. È Prott, un alieno. Viene da K-Pax. È “atterrato” altre volte sulla Terra, la conosce bene anche se non ricordava che fosse tanto luminosa. Ricoverato all’Ospedale Psichiatrico di Manhattan, Prott si lega d’amicizia con il Dr. Mark Powell, psichiatra di vasta esperienza dell’ospedale. Affascinato soprattutto dal cibo squisito della Terra, un BA-3 ovvero, secondo i K-Paxiani, pianeta al primo stadio di evoluzione con un futuro ancora incerto, Prott afferma pazientemente di condurre un’inchiesta e che la sua partenza per tornare a casa è già stata decisa: il 26 luglio 2001. Un alieno talmente persuasivo da riuscire a convincere persino un gruppo di scettici astronomi.
Film a mio avviso molto bello, soprattutto il finale inaspettato……
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